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Blocco stipendi Polizia di Stato: una vicenda che va avanti da 4 anni



Blocco stipendi Polizia di Stato: una vicenda che va avanti da 4 anni
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Comparto sicurezza affetto da carente programmazione strategica? È l’interrogativo posto dal Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia ) di Treviso in merito alla situazione di stallo provocata dal prolungamento del blocco stipendi Polizia di Stato, oltre al lavoro con mezzi obsoleti e l’incapacità del Dipartimento di Polizia di garantire ordinarie (e sacrosante?) progressioni di carriera.

 

blocco stipendi Polizia: prospettive

Polizia di Stato: congelamento progressioni di carriera

 

“A tutto questo si aggiunge un’allarmante assenza di strategia in merito alla sicurezza. Sappiamo bene che si tratta di una decisione grave, ma da adesso il Siap dà avvio allo stato di agitazione: quest’ultimo rappresenta soltanto il primo passo di una nuova e più incisiva fase di lotta sindacale ad oltranza”.  Sono queste le parole (dure) contenute nel comunicato del Sindacato, all’interno di un discorso di rivendicazione più ampio che vede la categoria dei membri della Polizia di Stato colpiti duramente da tagli alla spesa e congelamento stipendi. Un blocco che sicuramente durerà fino al 31 dicembre 2014 (lo afferma il Decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013, che estende il congelamento a magistrati, avvocati dello Stato, personale militare) e che lascia immobili pertanto gli stipendi del personale afferente alle forze di Polizia alla quota toccata nel corso del (lontano ormai) 2010. Il problema attraversa e penetra i gangli di tutto il comparto difesa e sicurezza in Italia: il blocco stipendiale è partito nel 2011 e da quel momento qualunque dipendente sia stato promosso di grado non ha poi ricevuto il corrispettivo e congruo aumento in busta paga.

 

Polizia di Stato: i numeri della spending review

 

Andando ad osservare iun maniera più attenta i numeri contenuti nei rapporti del Commissario alla “spending review” Carlo Cottarelli affiora, in ulteriore istanza, la seguente situazione: le cinque forze di polizia (tra cui alloggiano anche Polizia di Stato e Carabinieri, ad esempio) in Italia danno luogo ad  una spesa complessiva di 20 miliardi di euro l’anno: solo dall’efficientamento delle polizie (anche senza sinergie) il risparmio previsto secondo le stime del Governo Monti era di 1,7 miliardi, mentre i calcoli di Cottarelli parlano di 800 milioni per il 2015 e 1,7 miliardi nel 2016. È pertanto immediatamente necessaria una prospettiva pianificata di riforma: “serve un piano di riforma da completare entro settembre 2014 con il vincolo di raggiungere l’obiettivo di risparmio indicato” è proprio questo ciò che traspare in definitiva dal rapporto Cottarelli. In questa direzione la rapidità esecutiva, matrice evidente dell’azione governativa del premier Matteo Renzi, viene certamente in aiuto.

 

Blocco stipendi Polizia di Stato: i cardini dell’efficienza

 

Particolare attenzione in materia di pubblica sicurezza assume ora il dossier intitolato “La spending review delle forze di polizia – Documento programmatico”: all’interno di tale documento si delineano molteplici questioni: tra le altre va evidenziata quella inerente ai fitti: tra Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, nel triennio 2014-2016 si potranno realizzare 52 milioni di risparmi, per fare un esempio. L’obiettivo che sovrintende e funge da base tematica a questa tipologia di azione è ovviamente inserito sui binari dell’eliminazione (o almeno della riduzione drastica) di ogni possibile (ed esiziale) duplicazione di risorse, umane e finanziarie all’interno del comparto.

 

Fonte: Sole24ore, il Gazzettino

 

Marco Brezza

 

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