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Blocco stipendi statali, rabbia dalle forze dell’ordine: cosa accadrà?



Blocco stipendi statali, rabbia dalle forze dell’ordine: cosa accadrà?
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Prosegue la forte ondata di protesta sollevata dalla conferma della stabilizzazione anche per il prossimo anno del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici. Per comprendere meglio la reale configurazione della situazione andiamo rapidamente a ripercorrere le varie tappe che hanno condotto all’esplosione della protesta delle forze di polizia e delle forze dell’ordine avvenuta la scorsa settimana.

 

Blocco stipendi statali, rabbia dalle forze dell'ordine

 

Blocco stipendi statali, riassunto del 2014

 

Nel Documento di economia e finanza messo a punto in aprile dal Governo Renzi si leggeva che la spesa per gli statali tornerà a crescere solo dal 2018: si tratta di un vero e proprio annuncio di prosecuzione del blocco stipendi statali. Tale blocco veniva poi (a parole) scongiurato in due differenti momenti (prima ad aprile e poi in agosto) da vari esponenti di Governo. La scorsa settimana giungeva infine la conferma del non rinnovo dei contratti, prima dal sottosegretario Rughetti e successivamente dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia: la motivazione? Le risorse per sbloccare gli stipendi dei dipendenti statali al momento proprio non ci sono. E allora. apriti cielo, si sono spalancati i cancelli della protesta: l’esercito dei 3 milioni di dipendenti ha deciso di scendere sul piede di guerra.

 

Il blocco dura da 56 mesi: forze di polizia in sciopero?

 

56 mesi di blocco degli stipendi non bastano? Sembrerebbe di no: il blocco del contratto degli statali è infatti stato inaugurato nel corso del 2010 e la proroga ufficiale per tutto il 2015 è stata confermata definitivamente proprio negli scorsi giorni. L’aria è satura di tensione: “Per la prima volta nella storia della Repubblica siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale – vergano in una nota i sindacati di categoria relativi alle forze di polizia – verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le nostre esigenze per garantire sicurezza, soccorso pubblico e difesa del Paese”. Parole che non danno adito a fraintendimenti sulle reali fattezze della situazione. “Siamo l’unico Paese che ha cinque forze di polizia. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno. Ne riparleremo nella legge di Stabilità” afferma invece il presidente del Consiglio Matteo Renzi, cercando di gettare acqua sul fuoco, ma senza disdegnare una frecciata che ha il sapore acre della benzina: “Certo, con il 43% dei giovani disoccupati — insiste Renzi — minacciare lo sciopero è ingiusto”.

 

Blocco stipendiale forze dell’ordine: le parole di Alfano

 

Apparentemente schierato dalla parte delle forze dell’ordine c’è il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il quale ha affermato: “Sono convinto comunque che ci sono le condizioni per affrontare con serenità il problema e risolverlo. I protagonisti della sicurezza – afferma il numero uno del Viminale – sono gli uomini e le donne in divisa. Agli operatori di polizia è riconosciuta la specificità e noi lavoreremo perché sia assicurata nei mesi prossimi”. “Stiamo lavorando – ha continuato Alfano – non per il rinnovo del contratto, che non è stato richiesto, ma per eliminare i blocchi salariali e speriamo che questo sforzo non venga complicato dai toni eccessivi del comunicato di ieri. Sono convinto che ci siano le condizioni per affrontare con serenità, da tutte le parti in causa, il problema e risolverlo”. Toni concilianti che si contrappongono certamente ai toni usati dal premier Renzi in questi giorni. Come si risolverà la questione del blocco degli stipendi?

 

Fonte: Repubblica

 

Marco Brezza

 

 

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