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Bonus merito stipendio statali: cambia il salario accessorio?



Bonus merito stipendio statali: cambia il salario accessorio?
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La riforma della Pubblica Amministrazione portata avanti dal Governo Renzi negli ultimi 16 mesi sta per giungere a compimento con i primi decreti attuativi in rampa di lancio. Tra le novità più interessanti che riguardano da vicino il Pubblico Impiego è necessario sottolineare le rinnovate procedure che implementeranno una valutazione del personale della Pubblica Amministrazione sulla base del merito e della produttività. Gli stipendi di coloro che sono impiegati presso la PA saranno infatti modulati sulla base di pagelle che valuteranno l’operato di ogni singolo dipendente.

 

Bonus merito stipendio statali

Stipendi statali: le pagelle e il bonus merito

 

Questa valutazione si concretizzerà mediante una struttura molto pratica, andando ad incidere in maniera puntuale sugli stipendi dei dipendenti pubblici stessi. Ecco come dovrebbe strutturarsi tale processo valutativo. Saranno definite delle pagelle: le retribuzioni degli impiegati presso la Pubblica Amministrazione saranno calcolate sulla base del punteggio raggiunto dal singolo lavoratore. Ma come andranno a modificarsi, seguendo tale percorso, gli stipendi di coloro che operano presso la PA italiana? In caso di pagella positiva le retribuzioni cresceranno mediante un bonus, che potrà tuttavia essere concesso solo al 25% dei dipendenti pubblici. In caso di pagella negativa lo stipendio potrebbe subire una decurtazione che potrebbe raggiungere anche il 40% dello stipendio. Una cifra importante, su cui tuttavia deve essere ancora fatta chiarezza. Ciò che è certo è che i tagli andranno a toccare solo quella quota di stipendio definita come “salario accessorio”.

 

Stipendi Pubblica Amministrazione: come cambieranno

 

Strumento fondamentale per aumentare l’efficienza e la produttività nel Pubblico Impiego o mannaia che potrebbe tagliare in maniera talora discriminata lo stipendio di chi è occupato nella PA? La risposta, almeno in prima battuta, non sembra facile. Quello che si sa per ora (analizzando le indiscrezioni fuoriuscite fino ad ora) è che ogni anno un quarto dei dipendenti pubblici dovrà accontentarsi del solo stipendio base senza premi legati alla produttività. Tali premi verranno destinati soltanto al 25% dei dipendenti pubblici considerati più meritevoli secondo le procedure di valutazione.
Si tratta di una misura che potrebbe condurre al compimento uno degli obiettivi custoditi dal Piano industriale della PA presentato ormai 8 anni fa: ovverosia la necessità di “un passaggio dalla cultura del procedimento a quella del provvedimento, in cui parole chiave sono risultato e responsabilità, nonché l’importanza cruciale della risorsa umana, delle sue competenze professionali”. Alla base di di tale riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche viene collocata l’introduzione di “innovativi sistemi di valutazione e gestione del personale ispirati al merito e alla trasparenza, al fine di premiare chi lavora e sanzionare chi, invece, non fa il proprio dovere”.

 

I tagli incideranno sul salario accessorio

 

Ma quale sarà il primo “step” verso l’introduzione di un criterio di valutazione per i dipendenti pubblici? In tale direzione il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulla “valutazione delle performance” degli uffici pubblici. Sulla base di questo decreto gli uffici per essere giudicati produttivi dovranno dimostrare con i fatti di raggiungere gli obiettivi economici e organizzativi stabiliti dal Governo.
Entro la fine dell’estate, inoltre, il Governo dovrebbe approvare anche le regole che prevedono non solo la valutazione dell’ente, ma anche dei suoi dipendenti e vertici in maniera tale da individuare tra questi i più efficienti. Verranno stilate delle graduatorie interne su andranno a conformarsi i bonus relativi allo stipendio (che andranno ad incidere ovviamente solo sul salario accessorio) e gli scatti di carriera.

 

 

 

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