Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 

Buonuscita Dipendenti Pubblici 2014: I tempi si allungano



Buonuscita Dipendenti Pubblici 2014: I tempi si allungano
4 (80%) 8 Vota Questo Articolo

Arrivano novità per i dipendenti pubblici con riferimento al tema delle regole della buonuscita: e si tratta di novità non esattamente buone. Ma vediamo con ordine che cosa sta accadendo. La Legge di Stabilità, approvata nella scorsa fine di dicembre (attraverso la l. 147/2013), è pienamente in vigore dal primo di gennaio 2014: all’interno dei suoi numerosi articoli sono anche previsti importanti cambiamenti per quanto riguarda la disciplina della buonuscita dei dipendenti pubblici (ovvero ciò che afferisce agli istituti del TFR e TFS). Le modifiche hanno interessato i commi 484 e 485 del suddetto strumento legislativo, apponendo modifiche scalari agli scaglioni quantitativi attraverso i quali è delineata la disciplina della liquidazione della buonuscita.

.

Fonte: www.gazzettadellavoro.com

Fonte: www.gazzettadellavoro.com

Il nuovo meccanismo di liquidazione della buonuscita

.

Osservando con attenzione le cifre si evince che, in pratica, il meccanismo di liquidazione è stato modificato a tutto svantaggio del dipendente pubblico: infatti, se fino al 31 dicembre scorso il pagamento inerente alle competenze di fine rapporto per i dipendenti pubblici avveniva attraverso un meccanismo di rateizzazione a partire da una certa somma ma con scadenze comunque relativamente vicine, ora le cose sono cambiate. Infatti qualora l’importo della buonuscita non dovesse oltrepassare la quota di 50mila euro, il trattamento potrà essere liquidato in un’unica soluzione; ma qualora la cifra dovesse salire sopra tale soglia, il pagamento della buonuscita dovrà forzatamente essere effettuato in un due tranche annuali. Nel caso in cui, poi, la buonuscita dovesse superare quota 100mila euro, il pagamento si dovrà configurare attraverso la suddivisione in due tronconi da 50mila euro ciascuno e solo successsivamente, attraverso una terza tranche, si andrà a completare la somma, sempre attraverso una scansione annuale.

.

Indennità di buonuscita: un piccolo focus

.

In questa direzione pare interessante fare un piccolo focus sul tema delle indennità di fine rapporto. L’indennità di buonuscita si configura infatti come una somma di denaro corrisposta al lavoratore nel momento in cui questi termina il servizio. Questo diritto (che può concretizzarsi anche in riliquidazioni o aggiornamenti) va in prescrizione nel termine di 5 anni dal momento in cui è venuto ad esistere (sia per gli iscritti che per i loro eventuali discendenti superstiti). È importante sottolineare che la prescrizione può essere interrotta da qualsiasi atto dell’interessato rivolto all’Inps Gestione Dipendenti Pubblici o all’amministrazione di appartenenza dal quale possa rilevarsi l’intenzione di avvalersi del diritto stesso. L’indennità di buonuscita è prevista per i lavoratori iscritti al fondo di previdenza per i dipendenti civili e militari dello Stato gestito dall’Inps, assunti con contratto a tempo indeterminato entro la data del 31 dicembre 2000, che hanno risolto, per qualunque causa, il rapporto di lavoro e quello previdenziale con l’Inps Gestione Dipendenti Pubblici avendo alle spalle almeno un anno di iscrizione. Per quel che riguarda invece i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato presso l’impiego pubblico  in una data successiva al 31 dicembre 2000 va applicata la disciplina trattamento di fine rapporto.

.

La corresponsione viene differita nel tempo

.

Tornando alle novità apportate dalla Legge di Stabilità per il 2014, non rimane che constatare come la disciplina, abbassando le singole tranche di liquidazione delle quote da versare, contribuisca a far sì che la corresponsione del trattamento debba essere rinviata (e maggiormente diluita nel tempo) per un numero maggiore di lavoratori. Questo ovviamente garantisce allo Stato una maggiore quantità di risorse in cassa per un più lungo periodo di tempo (una vera e propria manna in tempi di crisi e spending review): ma tutto ciò a scapito del dipendente pubblico il quale vede giungere la totalità della propria buonuscita in un lasso di tempo troppo lungo. Ecco manifestarsi pienamente la difficoltà di contemperare le diverse esigenze di Stato e dipendenti: una delle sfide più difficili che la temperie di crisi economica presenta.

.

Fonte: Blasting News

.

Marco Brezza    

.

 

 

Pinterest

2 Commenti a “Buonuscita Dipendenti Pubblici 2014: I tempi si allungano”

  1. salvo Says:

    la buonuscita , legge di stabilità bisogna rifarsi sempre laddove non ce niente da spremere assurdo

  2. giuseppe bellacci Says:

    non è giusto che un dipendente riceva dopo due anni ciò che ha versato negli anni e ciò che dopo 42 anni di lavoro onesto..SI perchè anche nel pubblico esistono questi lavoratori….aveva immaginato di peter ricevere….toglersi qualche prestito , una giusta vacanza, dare una mano ai figli ecc!!!
    Non capisco come tutti si possa accettare di avere ciò che è tuo dopo anni ….Forse lo stato pensa a quanti potrebbero ritrovarsi in posizione orizzantale e pertanto risparmiare anche quei pochi soldi. Svegliamoci il TFR in tempi giusti dovrebbe esseree un nostro diritto

Leave a Reply