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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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ven, nov 8, 2013  Valentina
Trattenuta Illegittima Tfr. Tutte Le Info Per Il Rimborso 4.48/5 (89.63%) 81 Vota Questo Articolo

 

Il passaggio dal calcolo del trattamento di fine servizio a quello di fine rapporto ha a suo tempo equiparato i dipendenti pubblici a quelli del settore privato, esonerandoli dal pagamento della quota a loro carico che invece gli enti fino ad ora hanno continuato ad addebitare in busta paga per una cifra pari al 2.5 % che in totale ha passato i mille euro annui.

Trattenuta Illegittima Tfr; Questa sorta di furto legalizzato ha avuto fine con la sentenza della corte costituzionale che ha dato ragione a quei dipendenti che hanno avanzato ricorsi, decretando quindi la restituzione della cifra per quanto riguarda le buste paga dal 2011 ad oggi.

 

Come farsi rimborsare la Trattenuta Illegittima Tfr

 

trattenuta illegittima tfr dipendenti stataliAndiamo con ordine. Il primo gennaio 2011 il sistema di calcolo utilizzato all’interno degli enti pubblici nel caso d’interruzione del lavoro dipendente passa dal trattamento di fine servizio a quello di fine rapporto – Tfr – esattamente come i dipendenti privati, quindi senza l’applicazione della ritenuta del 2,5% trattenuta in busta paga che invece per i dipendenti pubblici ha continuato a essere presente, dando vita a ricorsi e condanne a più livelli, fino a quella della corte costituzionale.

 

 

Modalità e Termini Per Il Rimborso per recuperare la Trattenuta Illegittima Tfr

 

Il ricorso legale tramite tribunali e tar è senza dubbio un metodo efficace per riavere i propri soldi, ma non è l’unico.

Esistono infatti delle procedure meno invasive e comunque formali per avanzare la richiesta di restituzione di quanto indebitamente trattenuto dall’ente pubblico che hanno un costo moderato e che hanno comunque la funzione fondamentale di interrompere la prescrizione. Va chiarito infatti che il dipendente ha 5 anni di tempo a partire da gennaio 2011 per rivendicare il proprio credito nei confronti dell’ente.

Uno di questi metodi è una semplice raccomandata con ricevuta di ritorno e non necessariamente tramite avvocato, con la quale l’ente datore di lavoro viene diffidato e obbligato alla cessazione immediata della trattenuta del 2,50% sull’80 per cento della retribuzione lorda oltre al rimborso di quanto trattenuto nel biennio 2011-2012 entro un termine temporale di 30 giorni per l’attuazione di quanto richiesto.

Qualunque sia il mezzo con il quale si intende comunicare al proprio datore di lavoro il rimborso a cui si vuole arrivare, è necessario quantificare in maniera esatta l’importo. Questa cifra è indicata nella parte bassa del cedolino o la parte relativa ai calcoli previdenziali, come abbiamo già precisato prima; nel caso in cui non si riesca autonomamente a identificare questo importo, ci si può rivolgere a un esperto del settore, come un consulente del lavoro, portando con sé tutte le buste paga dal gennaio 2011.

Trattenuta Illegittima Tfr; Cosa si fa se l’ente non rispetta la diffida al rimborso che abbiamo avanzato? A quel punto non ci resta che intraprendere la via legale attraverso il tribunale, con relativi costi per il proprio legale a cui si aggiungono anche costi relativi al contributo unificato, che per le controversie di lavoro è ridotto del 50% ma pur sempre 18,50 euro fino a 1.100 euro, mentre per le controversie oltre 1.100 euro è pari a 42,50 euro.

 

Una Sentenza Storica sulla Trattenuta Illegittima Tfr

 

Prima della corte costituzionale anche i tribunali locali avevano emesso sentenza a favore dei dipendenti pubblici obbligando l’ente datore di lavoro alla restituzione della somma indebitamente trattenuta.

Trattenuta Illegittima Tfr; La sentenza della corte costituzione però ha una valenza del tutto diversa e certamente maggiore nel dichiarare l’illegittimità dell’articolo 12, comma 10, del Decreto Legge n. 78 del 2010, nella parte in cui non esclude l’applicazione a carico del dipendente della rivalsa pari al 2,50% della base contributiva, prevista dall’art. 37, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032.

Il danno economico riconosciuto con questa sentenza varia in base al livello di inquadramento del dipendente e al totale della retribuzione mensile. Per sapere a quanto ammonta esattamente, basta guardare nella parte inferiore della propria busta paga, dove vengono riportati anche i calcoli previdenziali.

L’entità del danno a carico dei lavoratori per la Trattenuta Illegittima Tfr ammonta a milioni di euro ed è per questo che anche il governo è intervenuto con un Decreto Legge del 26 ottobre 2012 ripristinando il trattamento di fine servizio, al posto del Tfr ed estinguendo tutti i processi pendenti a carico degli enti pubblici.

 

 

Fonte: aetnanet / job.fanpage

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, dic 6, 2012  Roberta Buscherini
Indennità Buonuscita: Come ottenere il Calcolo Buonuscita Scuola 3.56/5 (71.20%) 25 Vota Questo Articolo

Indennità Buonuscita: nuove normative per il Calcolo Buonuscita Scuola, le scadenze e i pagamenti dal 2012.
indennità buonuscitaLa legge 148 del 14.9.2011(D.L. 13.08.2011 n. 138) apporta modificazioni riguardo le scadenze per il calcolo buonuscita scuola e il corrispondente pagamento per i docenti che sono andati in pensione l’1.9.2012.

 

 

Nuova Normativa sull’Indennità Buonuscita

 

La normativa sull’indennità buonuscita scuola prevede il pagamento in due modalità diverse:

Tempistica pagamento

Causa fine servizio

Entro 105 giorni

Decesso o Inabilità

Da 6 a 9 mesi

Cessazione di servizio per limiti di età

Anzianità minima di servizio

Raggiungimento dei limiti anagrafici o di servizio

Da 24 a 27 mesi

Volontarie dimissioni

Recesso da parte del datore di lavoro

 

 

Calcolo Buonuscita Scuola: eccezioni alle nuove normative

 

Per il personale della scuola che ha maturato i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2011 sono ancora validi i requisiti di calcolo per l’indennità buonuscita della vecchia legge e sono questi:

 

Tempistica Pagamento

Causa fine servizio

3 mesi circa

limiti di età (65 anni)e di servizio ( 40 anni)

raggiungimento dell’anzianità massima di servizio

Decesso o infermità

6 – 9 mesi

Tutti gli altri casi

 

Indennità Buonuscita: come viene calcolata la prestazione?

 

La prestazione da liquidare al personale docente per il calcolo dell’indennità buonuscita scuola viene stabilita tramite la moltiplicazione di un dodicesimo dell’ 80 % della retribuzione annua lorda che il personale della scuola in questione percepisce nel momento della cessazione dal servizio. Questa è comprensiva della tredicesima mensilità, per il numero degli anni utili (DPR 1032 del 29/12/1973 e s.m.).
Per il calcolo dell’indennità buonuscita scuola viene considerato come anno intero anche la frazione di anno che superi i 6 mesi. Vengono considerati anni utili invece i servizi resi con iscrizione al fondo di previdenza, quelli riscattati e quelli relativi ad anzianità di servizio convenzionali.

 

Roberta Buscherini

 

 

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ven, nov 23, 2012  Roberta Buscherini
Buonuscita Statali 2012 2.50/5 (50.00%) 2 Vota Questo Articolo

Buonuscita Statali

 

buonuscita stataliL’indennità di buonuscita statali è una quantità di denaro che corrisponde ai lavoratori pubblici dopo la cessazione di servizio. Hanno il diritto i dipendenti pubblici e statali iscritti al fondo di previdenza INPS, ex INPDAP con un contratto di lavoro a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000.

Nello specifico, l’indennità buonuscita statali è un diritto per i dipendenti pubblici che hanno risolto il rapporto di lavoro, per qualsiasi motivo, ma anche quello previdenziale con l’ente pensionistico di appartenenza con almeno un anno di iscrizione. L’indennità buonuscita statali non è un diritto per i dipendenti pubblici assunti dopo il 31 dicembre del 2000. In questo caso, anche se esiste un contratto di lavoro a tempo indeterminato, viene applicata la normativa del trattamento fine rapporto, TFR (escluso il personale non contrattualizzato come i docenti o i militari).

 

Buonuscita Statali: Calcolo

 

L’importo di buonuscita statali viene calcolato in due quote:

- Per la prima viene valutata l’anzianità di servizio maturata fino al 31 dicembre 2010. Questa quota è pari a tanti dodicesimi del 80 % del compenso annuo lordo percepito dai dipendenti statali al momento della cessazione comprensiva della tredicesima mensilità, per quanti sono gli anni utili di lavoro.

- Per la seconda viene considerata l’anzianità lavorativa maturata dal 1 gennaio 2011 in base all’accantonamento di una quota pari al 6,91 % del compenso contributivo annuale e dalle corrispondenti rivalutazioni, per anno di servizio.

 

Buonuscita Statali: Modalità di Pagamento

 

 

Le nuove normative sull’indennità buonuscita statali, (articolo 12 della legge 122 del 2010) dispongono che la somma sarà corrisposta in un unico importo nel caso in cui l’ammontare complessivo lordo non superi i 90.000 euro; altrimenti, nel caso di cifre tra i 90.000 e i 150.000 euro, saranno corrisposte due importi. Il primo di 90.000 euro e il secondo pari all’importo residuo, dopo 12 mesi dalla decorrenza del diritto al pagamento. Se la somma, di buonuscita statali, corrispondente al dipendente pubblico in questione è superiore  a 150.000 la norma dispone il pagamento di tre importi: la prima somma da liquidare è pari a 90.000 euro, la seconda è pari a 60.000 euro e la terza è pari all’importo residuo. La seconda e la terza somma saranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla decorrenza del diritto al pagamento.

 

Buonuscita Statali: Chiarimenti

 

La normativa in vigore segnala che la retribuzione in più rate dell’indennità buonuscita statali non si applica nei casi di cessazione dal servizio entro il 30 novembre 2010 per limiti di età o per dimissioni.

 

Fonte: Inpdap

 

Roberta Buscherini

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