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Carabinieri. Aggrediti dalla folla



Carabinieri. Aggrediti dalla folla
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Fonte: catania.livesicilia.it

Fonte: catania.livesicilia.it

Botte e spintoni. Pronto soccorso e tanta paura per due agenti dell’arma dei carabinieri che, nel tentativo di bloccare un malvivente che aveva forzato un posto di blocco si sono visti aggredire prima verbalmente e poi anche fisicamente da un gruppo di abitanti del quartiere.

 

Potrebbe essere la trama di un film. E invece è accaduto in Sicilia pochi giorni fa. Le immagini di quell’aggressione hanno fatto il giro del web e hanno indignato mezzo mondo.

 

L’Italia ha fatto per l’ennesima volta, l‘ennesima brutta figura in termini di legalità e rispetto per le regole e la divisa.

 

 

Carabinieri. Non era la prima volta

 

 

L’episodio di Catania purtroppo non è l’unico. Poche settimane fa stesso copione a Palermo, quartiere Kalsa, dove alcuni agenti, questa volta della polizia di stato sono stati costretti a sparare in aria dei colpi per disperdere la folla che si era radunata con lo scopo di far fuggire un rapinatore. Riuscendoci ovviamente. Proprio come ci sono riusciti gli abitanti del rione Nesima di Catania.

 

La rilevanza mediatica di questi episodi dura pochissimo. Il tempo di creare quel tanto che basta di indignazione, che si disperde in pochi minuti. Il tempo di un fatto di cronaca più accattivante.

 

Non so se sia più grave l’episodio in sé o la poca indignazione che suscita. Perché la verità è che se esiste qualcuno che non si sente fortemente indignato di appartenere a una società, nella quale, invece di aiutare chi fa rispettare la legge, si aiuta chi delinque, è lì che risiede il problema.

È lì che le istituzioni devono lavorare.

È lì che non si può costruire né una società sicura né un futuro solido.

 

 

Carabinieri. Nonostante Tutto I Giovani Ci Credono Ancora

 

 

E in un’Italia irragionevolmente aversa alla divisa, si è svolto a Roma il giuramento del 134° Corso intitolato al Corazziere Calcedonio Giordano, “Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria”.

 

I carabinieri, dopo aver svolto un corso di formazione, dovranno affrontare un periodo di affiancamento pratico presso i comandi di stazione. È proprio in questa fase che verranno in contatto con la realtà operativa della loro professione.

 

Ora, la domanda è lecita: l’entusiasmo di questi giovani carabinieri può essere scalfito da episodi come quello accaduto in Sicilia?

La speranza è che ciò non accada ovviamente. La speranza è che abbiano l’effetto contrario e che la voglia di riportare la collettività a un grado di sicurezza e rispetto delle istituzioni vicino alla soglia della decenza prevalga sulla paura di una società avversa.

 

 

 

 

Fonte: Huffingtonpost / romatoday /

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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