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Carabinieri Antidroga. Blitz Anche nelle Scuole



Carabinieri Antidroga. Blitz Anche nelle Scuole
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Fonte: lanazione.it

Fonte: lanazione.it

La droga non conosce confini. Questo lo si sa da tempo.  E i controlli antidroga devono averli dei confini oppure no?

 

La questione è aperta e anche piuttosto spinosa, specialmente in Toscana, dove il dirigente di un istituto tecnico per il turismo di Firenze ha detto basta alle perquisizioni degli agenti dell’arma dei carabinieri all’interno della scuola, innescando un braccio di ferro con il questore che si è detto pronto a continuare nonostante la ferma opposizione del preside.

 

Se mi dicono, come è già accaduto, che loro possono d’autorità entrare contro la mia volontà, devono sapere che un minuto dopo che hanno messo piede a scuola io chiamo i giornali e pubblicamente prendo distanze da questo tipo di intervento. Non voglio contrappormi alle forze dell’ordine: siamo tutti contro la droga. Il punto è come si fa la lotta agli stupefacenti dentro una scuola: portare i cani poliziotto in aula è folle”. La posizione del dirigente scolastico è chiara e ferma, ma apre comunque al dialogo con il questore, il quale, dalla sua parte, non accetta contestazioni sule metodologie di intervento.

 

 

 

 

Carabinieri Antidroga Nelle Scuole. Un Argomento Delicato

 

 

 

 

In molte città italiane da tempo si è creata una netta contrapposizione tra gli uomini dell’Arma specializzati in operazioni antidroga e gli studenti, che non accettano di buon grado i blitz a sorpresa degli agenti e rilanciano attraverso l’unione degli studenti una precisa proposta, sottolineando come questi controlli siano del tutto inutili “senza delle campagne di sensibilizzazione verso il fenomeno dello spaccio e poi consideriamo la scuola un luogo dove uno studente viene educato non dove viene arrestato”.

 

A sostegno di questa posizione gli studenti portano anche i relativi risultati che questi blitz hanno portato in termini di quantitativi di droga sequestrata.

 

Dall’altra parte, l’Arma dei carabinieri esegue questo genere di operazioni all’interno di istituti scolastici e con l’ausilio di cani addestrati, principalmente per creare un deterrente agli studenti e non con lo scopo di sequestrare ingenti quantità di stupefacenti.

Va poi infine sottolineato come, nella maggior parte dei casi, a richiedere interventi preventivi da parte degli agenti dell’arma siano gli stessi dirigenti scolastici o i genitori, preoccupati per il contesto sociale frequentato dagli studenti all’interno degli stessi istituti.

 

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / mbnews / ilmattino / lanazione

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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