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Carabinieri. Arrivano i Cacciatori di Sicilia



Carabinieri. Arrivano i Cacciatori di Sicilia
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Fonte: palermo.repubblica.it

Fonte: palermo.repubblica.it

Il ministero della difesa ha fortemente voluto questo squadrone per rafforzare il controllo del territorio siciliano in cerca di latitanti e per la prevenzione dei reati rurali. E finalmente è arrivato.

 

Così alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Ministro dell’Interno Marco Minniti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette è stato istituito il reparto “Cacciatori di Sicilia”, il quale avrà la sua sede a Sigonella, nella Base Aerea Militare “Aeroporto Cosimo di Palma”. Questa location non è chiaramente a caso, in quanto questi agenti opereranno insieme all’appoggio di un elicottero.

 

 

Carabinieri. Forse la caccia va fatta in casa…

 

 

 

Certamente i latitanti mafiosi non avranno vita facile; lo scopo di questo reparto è infatti quello di andarli a stanare anche nelle zone più impervie. Attenzione però. Perché di fatto il pericolo vero per i carabinieri e per le forze dell’ordine in generale, a volte non arriva dai malviventi, ma direttamente dallo stato.
Potremmo fare diversi esempi in questo senso, dal vaccini all’uranio impoverito. Ma oggi vogliamo soffermarci su un fatto meno pesante, ma altrettanto grave.
Il protagonista è l’ex ministro del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi, da sempre fervente soldato in nome della legalità e dell’onore. Ma quello che si mostra e quello che si è spesso hanno passi di marcia differenti. E così l’onorevole si ritrova accusato di aver minacciato proprio due ufficiali dell’arma di carabinieri.
Il nome di Giovanardi è emerso durante le indagini relativo per alcuni appoggi interni alla prefettura di Modena in favore di un’azienda sotto processo per ’ndrangheta. Ad oggi si tratta di indagini, ma le accuse dei pm sono chiare: rivelazione di segreto e minaccia a corpo amministrativo dello Stato con aggravante di aver agevolato l’organizzazione mafiosa, legata all’azienda modenese.

 

 

Carabinieri. Commissione antimafia con un uomo in meno

Il senatore Giovanardi si difende da queste pesanti accuse: “è prerogativa di un senatore della Repubblica svolgere attività di sindacato ispettivo sulle altre istituzioni, in questo caso la prefettura”. Ma al momento nessuna delle sue dichiarazioni è stata abbastanza convincente né rilevante ai fini dell’indagine.
La prima conseguenza di questa notizia è l’uscita di Giovanardi dalla commissione antimafia. Non tanto per le accuse, ancora da provare, ma per le frasi raccolte con le intercettazioni, sulle quali, ahimè non ci sono discussioni.

 

 

 

Fonte: siracusanews / espresso.repubblica
 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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