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Carabinieri. Bella faccia tosta, Presidente!



Carabinieri. Bella faccia tosta, Presidente!
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Fonte: ansa.it

Fonte: ansa.it

Non possiamo che titolare così dopo l’intervento – passato in sordina da quasi tutti i media nazionali – del presidente del consiglio Renzi, durante l’inaugurazione, a Firenze, della Scuola per marescialli e brigadieri dei carabinieri, alla presenza anche delle massime rappresentanze dell’arma, il comandante generale Tullio Del Sette e il capo di stato maggiore della difesa Claudio Graziano.

 

 

 

 

 

Carabinieri. Un discorso da brividi

 

 

 

Dopo i doverosi ringraziamenti di rito agli appartenenti all’Arma - scomodando perfino il primo ministro iracheno, che a quanto pare si è complimentato con lui per le imprese dei nostri carabinieri in termini di formazione delle truppe locali – ha tenuto un discorso dai toni falsamente autocritici ai limiti della spavalderia.

 

 

Vogliamo sempre più forza e fiducia nell’Arma dei carabinieri. Abbiamo in ballo molte misure a partire dalla stabilizzazione degli 80 euro al riordino delle carriere. Sono tante le cose da fare e non voglio tacerle oggi”. Un incipit di tutto rispetto che fa presagire un discorso formale e senza troppe sorprese. Nulla di più lontano dalla realtà.

 

 

 

Carabinieri. I brividi erano non erano per l’emozione

 

 

 

Il presidente si è lasciato andare a uno sproloquio poco opportuno, ringraziando i carabinieri per aver obbedito senza riserve a tutto quanto previsto nella spending review, partire dai tagli per le stazioni territoriali, senza tralasciare neanche la fusione con il Corpo Forestale. Come se quei tagli li avesse autorizzati un altro governo! Ha anche auspicato il non ripetersi di tagli così forti. E da chi dipende secondo lei, caro presidente?

 

 

Ma il paradosso dei paradossi arriva alla fine del discorso: “le istituzioni cambiano, si avvicendano capi di governo, ministri della difesa e capi delle forze armate, ma voi no. Voi tra 10, 20 30, 40 anni continuerete a rappresentare l’Italia con la vostra uniforme e questo è più importante di tutte le altre autorità che sono presenti qui, perché rappresentando l’Italia renderete orgogliosi di quei colori che sono issati sul pennone, dimostrerete al mondo cos’è la patria”.

 

 

Una dichiarazione d’amore che cozza notevolmente con i provvedimenti istituzionali che hanno indebolito l’arma dei carabinieri a partire dalla più numerosa base. Nessuna reazione è arrivata da parte delle associazioni di rappresentanza dei carabinieri a questo proclamo davvero discutibile.

Ed in effetti non poteva che essere così. Il silenzio è la risposta più meritata e dignitosa a un discorso del genere.

 

 

 

 

 

Fonte: La Stampa– Corrieredellasera

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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