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Carabinieri. Una sfumatura di rosa al Comando



Carabinieri. Una sfumatura di rosa al Comando
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generali-donne-carabinieriIn un mondo prettamente maschiale, per professionalità per storia e anche per impostazioni sociali, come quello die carabinieri, da un po’ di anni a questa parte le donne si stanno facendo spazio.

E quello spazio non solo lo stanno allargando a macchia d’olio, ma lo stano anche sfruttando nel giusto modo per poter fare carriera.

 

Ed ecco allora che arrivano tre donne generali dei carabinieri. Con i complimenti del Ministro Pinotti. Non solo per l’ascesa, ma anche perché guarda il caso, arrivano dal defunto corpo forestale dello stato, nel quale per anni hanno svolto un ruolo di dirigenti superiori.

 

 

Carabinieri. Conosciamo le 3 donne Generale

 

 

 

La prima dei generali è Rosy Patrone, la quale si occupa nella regione Molise del coordinamento dei 7000 forestali transitati dl primo gennaio scorso all’interno dell’arma dei carabinieri. Alle spalle ha 18 anni come capo ufficio del personale all’interno del corpo forestale.
Cinzia Gagliardi invece coordina 652 persone all’interno della Regione Carabinieri Forestale Lazio e vanta un passato ai vertici del comando regionale delle Marche e all’ispettorato generale di Roma.

 

 

Al comando della Regione Carabinieri Forestale Lombardia troviamo invece, direttamente dalla capitale, Il generale Simonetta De Guz, al cui seguito ci sono 230 carabinieri forestali.
Tutte e tre queste donne hanno già lavorato in condizioni molto pressanti, dal terremoto di Amatrice, all’alluvione di Senigallia, fino all’Expo 2015. Tutte situazioni, diverse tra loro ma complesse dal punto di vista del coordinamento e che probabilmente, proprio per la riuscita brillante, hanno contribuito all’avanzamento delle loro rispettive carriere.

 

 

Carabinieri. La soddisfazione del Ministro Pinotti

 

L’incontro con il ministro Pinotti è stato corredato da commenti positivi da parte di tutte e tre le protagoniste che lo hanno definito, “un dialogo tra amiche molto stimolante”.
L’apripista per le donne generale nelle forze armate però fu Laura De Benedetti che conseguì il grado di greca sulla divisa. I più maliziosi hanno notato come nessuna delle tre generali sia in realtà di diretta provenienza dell’arma dei carabinieri, ma questo ha davvero molta poca importanza.
La strada è ancora lunga per la parità di trattamento e di accesso tra uomini e donne, probabilmente non si raggiungerà mai e, per buona pace di tutti, non è detto che sia da considerarsi una sconfitta; tuttavia, le forze armate, baluardo da sempre di maschi, sono state sdoganate e questo è un segnale molto forte. Che non può non essere evidenziato.

 
Fonte: leggo / ansa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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