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Carabinieri e Ducati. Le due ruote Italiane



Carabinieri e Ducati. Le due ruote Italiane
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Foto: AutoMotoTube.net

Ducati è particolarmente orgogliosa di mettere a disposizione la tecnologia, lo stile e la qualità delle proprie moto all’Arma dei Carabinieri. L’Arma potrà contare sul meglio della tecnologia avanzata Made in Italy a due ruote per il segmento dual touring”.  Queste le parole Claudio Domenicali A.D. di Ducati Motor Holding, nel giorno della cerimonia di consegna di quattro Ducati Multistrada, due S e due Enduro, attraverso le quali il marchio emiliano entra ufficialmente a far parte dell’Arma dei Carabinieri.

 

 

Un evento considerato epocale a tal punto che oltre ad aver scomodato l’amministratore delegato dell’azienda di Borgo Panigale, ha visto presenziare alla cerimonia anche il Comandante Generale Tullio Del Sette, insieme ai vertici al gran completo dello Stato Maggiore dei Carabinieri.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Un connubio importante

 

 

La soddisfazione per questa nuova collaborazione è alta da entrambe le parti. Da parte dell’azienda per ovvi motivi di commercio e prestigio. “A nome dell’azienda che rappresento, e di tutti i lavoratori, ringrazio l’Arma dei Carabinieri per la fiducia e l’opportunità di offrire il nostro contributo al loro prezioso lavoro, combinando due eccellenze Italiane” conferma Domenicali.

 

 

Ma anche l’Arma non nasconde la propria gioia e affida tutta la soddisfazione alle parole del comandante: “legare il nome dell’Arma dei Carabinieri al prestigioso marchio Ducati, con il suo glorioso passato di tradizione e successi, costituisce un evento di grande importanza storica che, ne sono certo, darà importanti risultati già a partire dal G7 di Taormina”. E infatti il fascino del marchio Ducati ha mietuto vittime perfino trai nostri cugini d’oltreoceano proprio al G7, come aveva previsto Del Sette.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Ce le invidia anche L’America

 

 

 

 

La scorta del presidente americano Trump non ha potuto non ammirare i gioielli del marchio emiliano, chiamati a sostenere la sicurezza della zona. Le moto in questione chiaramente sono state dotate di apparecchiature specifiche e hanno una potenza maggiore, supportata da 160 cavalli. Hanno un’elettronica di serie senza pari: gestione della frenata, trazione e sospensioni; prevedono appositi dispositivi sonori e luminosi, radio veicolare e un’area di bordo per l’armamento di reparto.

 

 

 

 

 

Fonte: moto / adnkronos

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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