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Carabinieri e Forestali. Con la vittoria del no si mischiano le carte



Carabinieri e Forestali. Con la vittoria del no si mischiano le carte
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Fonte: statoquotidiano.it

Fonte: statoquotidiano.it

La vittoria del No al referendum potrebbe avere ripercussioni anche sul tanto odiato assorbimento del corpo forestale dello stato all’interno dell’arma dei carabinieri.

 

Come? “La nettissima bocciatura degli italiani alla controriforma della carta costituzionale e le dimissioni del premier Matteo Renzi impongono uno immediato stop al decreto legislativo 177/2016 che da gennaio porterà alla cancellazione del Corpo forestale dello Stato. Occorre fermarsi, rimettere la palla al centro e discutere seriamente di riforma del sistema sicurezza”.

A dirlo è Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale dello Stato.

 

 

 

Carabinieri e Forestali. I dubbi rimangono

 

 

Ormai il passaggio è deciso. Le polemiche non tacciono, come prevedibile.

Ciò nonostante gli spunti per far nascere nuove polemiche non si fermano. L’ultimo in ordine di tempo lo denuncia il Cocer, nella persona di Giuseppe la Fortuna e riguarda l’indennità per servizi in zone montane sopra i 1700 metri. Si parla di un importo pari a 2.5 € al giorno, che non è previsto per il corpo forestale dello stato per “mancanza di copertura economica”.

 

L’indennità di cui parliamo è solo un esempio. La verità è che per le forze di polizia a ordinamento militare vengono previsti una serie di compensi forfettari. Ricordiamo però che gli appartenenti a quello che fu il corpo forestale non sono militari, ma civili.

 

 

 

  Carabinieri e Forestali. Non solo polemiche sterili

 

 

Il passaggio dallo status civile a quello militare incide in maniera molto forte su chi vivrà questo passaggio. “Le funzioni di rappresentanza del personale, precedentemente svolte dalle organizzazioni sindacali, saranno ricondotte alla rappresentanza militare, facendo venire meno quelle attività di natura prettamente sindacale, come la stipula dell’accordo nazionale quadro o la contrattazione decentrata”. A dirlo è sempre il Cocer. La proposta avanzata su questo tema è quella di dar vita a un periodo di transizione sia per ciò che concerne le indennità, sia per ciò che concerne le attività sindacali appena citate.

 

 

 

 

Fonte:  sapaf

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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