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Carabinieri. Un anniversario più amaro del solito



Carabinieri. Un anniversario più amaro del solito
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Fonte: statoquotidiano.it

Fonte: statoquotidiano.it

Il 203 imo anniversario della fondazione dell’arma dei carabinieri è stato come ogni anno un solenne momento di festeggiamenti ma anche un momento di raccolta e riflessione.

 

Quest’anno la riflessione è stata più profonda e pungente del solito. Almeno per la città di Cosenza, nella quale, a parlare è stato il colonnello Fabio Ottaviani, le cui parole oltre a rispecchiare il pensiero e l’amarezza di molti suoi colleghi a ogni livello, ha toccato un nervo scoperto per i vertici stessi dell’arma e per il rapporto complesso tra quest’ultima e la magistratura.

 

 

 

 

Carabinieri. L’eterna sfida con la magistratura

 

 

 

 

“La maggior parte dei nostri interventi si conclude con l’immediata rimessione in libertà dei soggetti e questa ha un effetto devastante nella percezione di sicurezza del cittadino. È devastante vedere la vittima che rimane in caserma con i carabinieri a compilare tonnellate di atti e il delinquente che se ne torna a casa. Come può il cittadino fondare la sua fiducia nello stato quando accade tutto questo?”.

 

 

E il punto è proprio qui. Garantire la legalità significa oggi purtroppo in troppi casi abbassare la testa di fronte alla cieca giustizia che spesso, non riconoscendo i propri limiti, vanifica il lavoro degli agenti firmando un decreto di rimessa in libertà.

 

 

Nelle parole del colonnello Ottaviani non traspare però né polemica né rabbia. Solo amarezza, una commovente amarezza di chi non si vuole arrendere nonostante sappia che il buon esito non dipende da lui.

 

 

 

 

 Un’iniziativa da prendere da esempio

 

 

 

 

Ma il rapporto con i cittadini deve rimanere in primo piano anche se l’esito degli interventi spesso non è quello che la società si aspetterebbe. La fiducia nell’arma e in generale nelle forze dell’ordine va tenuta alta.

 

 

Lo sanno bene nel mantovano, dove, sotto la guida del colonnello Federici, sono stati organizzati una serie di incontri proprio con la cittadinanza per affrontare e confrontarsi su tematiche di interesse comune, come il cyberbullismo, le truffe agli anziani, la detenzione delle armi da fuoco, etc.

Tutti gli incontri hanno visto una partecipazione importante della cittadinanza, la quale ha auspicato il proseguimento di questa iniziativa.

 

 

Una goccia nel mare, certo. Ma pur sempre un ottimo metodo per avvicinare la società civile alle forze armate, nella speranza di recuperare un rapporto di fiducia incondizionata che da anni ormai, per colpa della politica e deli sensazionalismi mediatici, si è incrinato e va rimesso in piedi.

 

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / gazzettadimantova

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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