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Carabinieri Forestali. Come procede la convivenza



Carabinieri Forestali. Come procede la convivenza
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È giunto il momento di fare i primi bilanci in termini di convivenza tra l’ormai defunto corpo forestale dello stato e l’arma dei carabinieri. Una fusione imperfetta che ha creato malumori non solo nei diretti interessati ma anche in altre forze a cui sarebbero spettati di diritto alcuni vantaggi in termini di risorse, che invece sono finite nelle mani dei carabinieri, una su tutte i Vigili del fuoco.

Comunque, voluta o no, questa unione c’è stata ed è tempo di trarre le prime conclusioni su questo discusso esperimento.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. La resa è lontana

 

 

 

 

Iniziamo con il precisare che chi era contro questa unione, prevista, ricordiamolo dalla riforma Madia, non si è arreso al passaggio  forzato e ha avanzato ricorso al tar il tribunale amministrativo per far valere i primi diritti.

Solo nella regione Abruzzo i ricorsi presentati sono stati 200 sui 3000 che si stimano su tutto il territorio nazionale. “I ricorsi al Tar sono contro la perdita dello status di civili, la perdita dei diritti civili e sindacali e l’obbligo di dover sottostare, in caso di giudizio, al Tribunale militare”. Spiega Ferdinando Lattanzi, sindacalista della funzione pubblica abruzzese.

 

Già, perché un aspetto che ha fatto poco scalpore ma che è piuttosto grave riguarda proprio i forestali che svolgevano attività di sindacato. Per loro infatti la fusione ha rappresentato la restituzione della tessera, in quanto, essendo l’arma un corpo militare, non può sottostare ad alcuna rappresentanza sindacale.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. E il risparmio dov’è?

 

 

 

 

Un altro aspetto che rafforza il pensiero di Lattanzi riguarda il totale fallimento dell’obiettivo primario di questa riforma, cioè il risparmio. “Questo assorbimento del Cfs nei carabinieri aumenterà le spese; basti pensare alle scritte e nuove targhe degli automezzi, alle nuove divise, ai corsi e relative missioni, all’adattamento dei Comandi stazione, al cambio del sistema informatico, al cambio tesserini, per non parlare della nomina di tre nuovi generali di vertice”.

 

Insomma un po’ di tempo è trascorso, ma di persone soddisfatte da questa unione forzata non se ne sentono molte…magari è ancora presto. Magari ci vuole più tempo. O magari è stato un errore. L’ennesimo di un governo che ha pensato molto a come risparmiare, ma non ha saputo mettere in pratica in modo incisivo questi pensieri. Un errore però da cui difficilmente si torna indietro. E, ammesso che si possa fare, non sarà certo indolore e a costo zero.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: gelocal / corriere

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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