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Carabinieri. Sblocco Stipendi Confermato. E Poi?



Carabinieri. Sblocco Stipendi Confermato. E Poi?
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Su questo non dovrebbero esserci più dubbio: il Governo Renzi a gennaio 2015 sbloccherà definitivamente gli stipendi per l’Arma dei Carabinieri e per il comparto sicurezza in generale.

blocco stipendi ccNotizia certamente positiva, ma che lascia dietro di sé una scia di dubbi e perplessità che non fanno dormire sonni tranquilli ai nostri uomini in divisa.

Ad esempio: a dove salteranno fuori i soldi per far fronte allo sblocco stipendiale? Perché, affinché questa azione abbia davvero un effetto positivo sul comparto sicurezza è necessario che avvenga senza esercitare ulteriori tagli in termini di risorse umane e strumentali.

Diversamente  sarebbe come versare acqua in un bicchiere rotto.

 

 

Carabinieri. Care, Carissime Medaglie

 

 

Se da un lato il Governo è continuamente sotto tiro, nella speranza che possa mettere in atto gli strumenti per risollevare la situazione precaria del comparto sicurezza., dall’altro lato ci sono i militari e i loro vertici che dovrebbero fare altrettanto nei limiti delle loro competenze e potenzialità.

 

L’associazione militari Assodipro ha però sottolineato nei giorni scorsi, come questo spirito di sacrificio, non venga avvertito davvero fino in fondo.

Questo si traduce in oltre un milione e 200 mila euro che lo stato spenderà in medaglie d’oro, irrinunciabili riconoscimenti per il servizio e la dedizione verso la patria, istituite da Carlo Alberto nel lontanissimo 1839, quando lo stato italiano esisteva da pochi anni ed era ancora con le casse piene.

 

Ma le rappresentanze militari continuano a dirsi soddisfatte dei traguardi raggiunti con il governo: “finalmente, dopo quattro anni il personale vede riconosciuta per la prima la specificità. È un grande segnale di svolta per l’intero comparto e per la rappresentanza militare (…) tutti coloro che hanno avuto voci stipendiali bloccate durante il quadriennio, dal 1 gennaio 2015, riceveranno il salario previsto per grado e anzianità rivestiti, adeguato alle responsabilità e agli oneri” dichiara il generale Paolo Gerometta, presidente del Consiglio centrale di rappresentanza (Cocer) sezione Esercito.

 

Ma la strada prima di essere contenti e orgogliosi è ancora lunga, molto lunga.

 

 

 

I Sacrifici Toccheranno Nuovamente alle divise

 

 

Se da un lato il blocco degli stipendi è una realtà positiva, non è certo sufficiente per cantare vittoria.

I tagli previsti infatti per i prossimi mesi vedono una riduzione del personale di circa 140 mila unità. Le modalità non sono ancora chiare però, dal momento che il licenziamento è escluso e gli incentivi al pensionamento non hanno avuto molta presa.

Restano quindi la mobilità volontaria con il trasferimento presso altre amministrazioni.

 

A questo si aggiunge anche la volontà già più volte espressa dal premier di ridurre il numero dei corpi di polizia, con un notevole risparmio per le casse statali.

Anche per questo tema si attende la legge di stabilità, ormai manca poco. E capiremo se lo sblocco è solo una palliativo oppure, come ci auguriamo, il primo passo verso scelte più razionali e competenti, che non mettano definitivamente in ginocchio un reparto già allo stremo.

 

 

 

Fonte: militariassodipro / grnet / ilvelino / pianetacobar

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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