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Carabinieri: tempo di fare chiarezza sui problemi che li affliggono



Carabinieri: tempo di fare chiarezza sui problemi che li affliggono
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Aleggia un forte malessere all’interno dei vari corpi che compongono la complessiva struttura delle forze armate italiane. Uno di questi corpi è senz’altro quello rappresentato dai Carabinieri, categoria di “servitori della Stato” troppo spesso vessata, sminuita e trattata in maniera non esattamente dignitosa.

 

Fonte: imperiapost.it

Fonte: imperiapost.it

Carabinieri: c’è un celato clima di ostilità nei loro confronti?

 

È come se una continua strategia ed opera di delegittimazione (più o meno) silenziosa fosse implementata e portata avanti nel paese attraverso differenti voci. In questo senso episodi come quello degli applausi di solidarietà ai condannati per il caso Aldrovandi presso il meeting del Sap di Rimini di qualche settimana fa non aiutano a distendere il clima e a far ritrovare la serenità perduta a tutti quei carabinieri che ogni giorno compiono il loro lavoro ed il loro dovere con dedizione in ogni angolo del nostro paese.
Sono diverse le proposte (legislative e non) che fanno percepire il clima ostile che si registra in Italia nei confronti delle forze dell’ordine: dalla richiesta di far apporre su caschi e divise un numero identificativo (“Id number”) al fine di poter effettuare un riconoscimento di tipo anche fotografico in caso di eventi di superamento dei limiti da parte dei membri stessi del corpo; oppure anche l’accelerazione nella elaborazione legislativa del reato di tortura, e l’invito del presidente della Camera Laura Boldrini verso l’eliminazione del vincolo del segreto dai procedimenti disciplinari interni alle forze dell’ordine.

 

Blocco stipendi: una problematica di non poco conto

 

All’interno di questo ambito tematico si colloca senza dubbio alcuno la campagna portata avanti dal COCER (ovvero il Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri) in merito alla sensibilizzazione delle esigenze e delle problematiche che affliggono il comparto stesso. A parere del Consiglio “il blocco dei contratti, ma soprattutto il congelamento degli stipendi, che colpisce il personale promosso, ed infine l’assegno di funzione, penalizzano duramente il comparto e conducono i carabinieri in uno stato di bisogno economico che diventa critico per chi deve garantire, con dignità e decoro, la delicata funzione della sicurezza dei cittadini.

 

Carabinieri: il COCER parla chiaro

 

Il COCER analizza con attenzione e riflette sulle ipotesi paventate negli ultimi mesi a proposito di tagli della spesa,  “spending review” più i meno evidenti che andrebbero a sfoltire le risorse in dote a Carabinieri ed altri corpi preposti alla sicurezza e difesa dei cittadini. Ecco, ancora, le parole (di limpida chiarezza) del Consiglio: “E’ stato affermato, che si potrebbe, con una diversa organizzazione delle forze, risparmiare fino a due miliardi di euro. In verità tale cifra è di gran lunga superiore alla somma delle spese di funzionamento e di investimento di Carabinieri e Polizia di Stato messe insieme. Se si volesse raggiungere una simile economia, si dovrebbero licenziare 40mlla tra carabinieri e agenti. Questa è la verità! Ma non bastano le limitazioni del turn over che già spopolano i nostri Comandi?”
Insomma, il malessere che grava sulla categoria dei Carabinieri pare avere una struttura bipartita: da una parte il clima difficile che si respira, dall’altra le difficoltà e le ristrettezze economiche che fanno sentire la loro pressione sulle forze dell’ordine in generale. Occorre ritrovare una via d’uscita per tornare ad una situazione dignitosa.
Fonti: Corriere della Sera

 

 

Roberta Buscherini

 

 

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