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Centri penitenziari privati?



Centri penitenziari privati?
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Con l’articolo 43 del Decreto sulle liberalizzazioni, attualmente in discussione al Senato, anche gli istituti penitenziari potrebbero diventare proprietà di enti privati.
L’articolo 43 infatti introduce lo strumento del project financing, ovvero la realizzazione di immobili ad uso carcerario eseguite da privati con l’aiuto previsto per legge delle banche. Il decreto recita infatti “Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento”.
Nello specifico la norma prevede una concessione che non può eccedere i 20 anni delle strutture carcerarie a soggetti privati che dovranno gestire anche i servizi e gli operatori che gravitano intorno a questo settore. Le uniche figure professionali che rimangono escluse da questo progetto sono le guardie carcerarie.


I pareri su questo decreto sono come al solito discordanti: il presidente dell’associazione ANTIGONE  Patrizio Gonnella si è dichiarato apertamente contrario sostenendo che l’attuazione di questo decreto trasformerebbe i detenuti in strumenti di profitto per gli imprenditori che avrebbero tutto l’interesse a farli rimanere in galera e che si corre il rischio di corruzione dei giudici, problema molto diffuso negli Stati Uniti dove il Project Financial esiste dal lontano 1984.
La polizia penitenziaria invece vede in questo decreto un passo avanti sia per le condizioni dei detenuti che per quelle degli operatori e non ultimo per lo stato che in questo modo risparmierebbe miliardi di Euro l’anno.
Inoltre mantenendo la responsabilità della sicurezza e dell’ordine alla Polizia Penitenziaria, che rimane esclusa da questo progetto di liberalizzazione e non viene incatenata a nessun rapporto gerarchico o di subordinazione rispetto al direttore dell’istituto, migliorando anche le condizioni dei detenuti e dei dipendenti degli istituto penitenziari.
Non ultimo potrebbero essere eliminati diversi organi che almomento esistono e sono a carico delle amministrazioni locali come il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o come i provveditorati regionali con un forte risparmio in termini economici per lo stato italiano.
Compiendo un ulteriore passo avanti si potrebbe addirittura ipotizzare che la polizia penitenziaria diventi un settore della polizia di stato e quindi rispondente al Ministero dell’Interno, risolvendo molte questioni ancora aperte tra queste due categorie come ad esempio la gestione della custodia preventiva.
Per migliorare quindi l’intero comparto carcerario è necessario eseguire riforme incisive e forti; il decreto sulle liberalizzazioni potrebbe essere un passo importante in questo senso o se non altro uno spunto per discutere seriamente di riforme e cambiamenti che non possono più essere rimandati.

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2 Commenti a “Centri penitenziari privati?”

  1. Anonimo Says:

    Certo…scuola privata, carceri private, sanità privata….poi??

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