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Chiamata Diretta come funziona



Chiamata Diretta come funziona
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CHIAMATA DIRETTA DOCENTIEra stata descritta come uno dei pilastri su cui si reggeva la riforma della Buona Scuola. Nell’intento di coloro che l’avevano introdotta, c’era l’idea di poter garantire a tutte le scuole sul territorio nazionale un corpo docenti competente.

Ma chi l’ha introdotta, non aveva fatto i conti con i dirigenti scolastici che l’hanno bellamente snobbata. Parliamo della chiamata diretta. “È ora che il Governo prenda atto dell’evidente fallimento della chiamata diretta e che si ritorni al sistema delle graduatorie con criteri oggettivi, così come previsto dalla Costituzione” tuona Rino Di meglio, coordinatore nazionale della Gilda insegnanti.

È stato proprio questo sindacato a condurre indagine e a tracciare una situazione davvero deprimente, dalla quale si conclude che la chiamata diretta non ha visto un’applicazione diffusa e univoca. Al nord circa la metà delle scuole ha effettuato la chiamata diretta; al centro la percentuale scende sotto il 30%, per arrivare poi al sud, dove non si sfiora neanche il 20.

 

Un panorama quindi preoccupante e certamente fallimentare rispetto a come avrebbe dovuto essere. E allora cerchiamo intanto di capire questa chiamata diretta come funziona. Poi trarremo le conclusioni sul fatto che sia bene o male che stia miseramente fallendo.

 

 

Le linee guida sulla chiamata diretta e a chi fosse rivolta le aveva date mesi fa lo stesso Miur.

Erano previste due fasi: una entro il 31 agosto per i docenti di ruolo assegnati su ambito territoriale, e l’altra entro il 15 settembre 2016 per coloro che sono stati immessi in ruolo da GaE e da concorso 2012/2016.

 

 

Una delle prime polemiche sorte all’indomani delle linee guida che stabilivano la chiamata diretta come funziona riguardò il tema dell’anzianità di servizio, la quale, negli intenti del Miur, non era più un valore da considerare, ma semplicemente un plus del singolo.

 

 

 

Chiamata diretta come funziona per i dirigenti scolastici?

 

 

 

Ma la chiamata diretta come si applica nel concreto? Prima di tutto, i dirigenti scolastici hanno il compito di pubblicare sul sito web dei propri istituti tutti gli avvisi riguardanti l’elenco dei posti vacanti.

Attenzione però, precisiamo che tale compito non è un obbligo, dunque possono anche non pubblicare alcun avviso.

 

 

In secondo luogo avrebbero dovuto divulgare con la stessa modalità i criteri individuati per definire la chiamata diretta. Su questo punto vale la pena di ricordare che secondo la normativa che spiega la chiamata diretta, i criteri di individuazione degli insegnanti erano 18, dei quali 8 in merito ai titoli accademici e il resto di esperienze e attività di tutor.

Quali attività garantiscono vantaggi per la chiamata diretta? Elenchiamone alcune delle più significative:

 

• aver lavorato in contesti scolastici diversi

 

 

• aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali • aver ricoperto ruoli organizzativi • aver curato progetti interni alla scuola o con altre agenzie del territorio

 

 

 

Successivamente i dirigenti scolastici avrebbero dovuto pubblicare le modalità di presentazione delle candidature e i relativi termini di scadenza. Una volta esaminate le candidature, il dirigente scolastico individua il docente più adatto al ruolo e fissa un colloquio per proporre in via ufficiale incarico. Tale colloquio può svolgersi anche on line, non necessariamente di presenza fisica.

 

 

Chiamata diretta chi riguarda

 

La modalità di applicazione della chiamata diretta e i compiti dei dirigenti scolastici in questo ambito lo abbiamo appena affrontato. Andiamo ora a vedere a chi è rivolta. La chiamata diretta prima di tutto riguarda in via esclusiva i docenti immessi in ruolo coinvolti dalle procedure di assegnazione nell’ambito territoriale.

 

Proviamo a tradurre quanto appena scritto in fasi:

 

- B1/B2 se soddisfatti dal secondo ambito in poi.

 

- B3 – assegnazione ambito definitivo nella provincia di assunzione degli insegnanti assunti nell’anno scolastico 2015/16 nelle fasi B e C del piano di assunzioni da Concorso

 

- C – docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE nelle fasi B e C del piano di assunzioni

 

- D – I docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE e da CONCORSO nelle fasi 0 e A e quelli assunti da fase B e C dal concorso del piano di assunzioni.

 

 

 

Pienamente coinvolti nella chiamata diretta anche i docenti che sono stati immessi in ruolo dal 1° settembre 2016, da Graduatorie ad esaurimento residue o da concorso. La chiamata diretta funziona per tutte categorie di insegnati appena citate, ma non può trovare invece applicazione per i docenti in ruolo che hanno fatto domanda di mobilità prima del 2015/2016 ed esclude anche le assegnazioni delle supplenze.

 

 

 

Chiamata Diretta Affondata Dalla Scuola

 

 

 

La chiamata diretta come funziona e tutte le procedure previste per la sua applicazione sono state considerate fin da subito troppo laboriose per i dirigenti scolastici. Il fatto stesso che il docente scelto, se destinatario di più offerte, possa liberamente scegliere quale accettare è un dato troppo incerto da sostenere per coloro che devono dirigere una scuola.

 

 

Anche gli insegnanti non sono affatto soddisfatti della chiamata diretta come funziona e quali conseguenze ha sulla loro professionalità.  Molti sono i casi denunciati dagli stessi docenti; dalla professoressa depennata perché in maternità, a classifiche che vedono chi ha meno punteggio passare davanti per il fatto stesso di aver già lavorato in quell’istituto, fino al caso limite dell’insegnante di latino dentro un istituto tecnico, dove il latino non rientra tra le materie previste.

 

 

Tra chi ancora sostiene la buona scuola c’è chi afferma che questo è solo un momento di smarrimento e che la riforma era necessaria e non può prorogabile. Sul fatto che una riforma fosse necessaria siamo tutti d’accordo. Quello su cui ci si deve interrogare è se abbia avuto senso farla così. Senza valutare troppo le conseguenze. Che stanno arrivando una dopo l’altra tutte al pettine.

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / tecnicadellascuola / professionistiscuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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