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Chiusura Questure: Capitolo Ancora Aperto



Chiusura Questure: Capitolo Ancora Aperto
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SIULP, SAP, UGL Polizia e CONSAP ovvero le maggiori associazioni sindacali di categoria si sono schierati senza riserve contro diversi provvedimenti del governo in approvazione da mercoledì, che nell’ottica dei tagli e del risparmio porteranno, se approvati così come sono adesso, alla chiusura di circa 40 questure a cui si aggiungono altrettante sedi tra Comandi Provinciali dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza.

 

chiusura questure

Foto: amicipolstrada.com

Tali provvedimenti sono inclusi nel regolamento che dà attuazione alla legge approvata lo scorso luglio con la quale il Governo Monti ha disposto tagli e rivisitazioni di prefetture e questure e che si trova attualmente al vaglio del consiglio dei ministri. Al posto degli uffici che verranno chiusi ci saranno un massimo di 18 presidi territoriali le cui competenze sono ancora da definire in modo chiaro. Di certo si sa che dovranno “mantenere invariati i servizi ai cittadini con riferimento alle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, del soccorso pubblico e della garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ”.
Le parti sindacali hanno anche incontrato le istituzioni per spiegare la loro netta contrarietà al provvedimento definendolo “un pannicello caldo ad una vera e propria destrutturazione all’operatività del sistema sicurezza mentre non si prevede alcuna eliminazione di funzioni amministrative e burocratiche quali il rilascio dei passaporti, delle licenze e dei permessi di soggiorno (…) la cosa più drammatica e che oltre alle imminenti chiusure di questi uffici, si mette già in conto altre chiusure qualora il prossimo governo dovesse decidere la eliminare le rimanenti province sempre per ridurre i costi della politica e della burocrazia. Il tutto adducendo come giustificazione il fatto che è la maggioranza politica a volere queste chiusure visto che ha fatto proprio il decreto del governo nel momento in cui ha votato la conversione in legge del provvedimento ”.
A peggiorare ulteriormente la situazione già molto instabile arrivano le dichiarazioni dello stesso ministro Cancellieri che ha affermato con sicurezza che tra i poliziotti non ci sono malumori rispetto alla chiusura delle questure.
La reazione dei sindacati non si è fatta attendere: “delle due l’una: se è stata male informata il Ministro deve immediatamente correre ai ripari e cambiare i suoi stretti collaboratori poiché la inducono a gravissimi errori su un tema delicatissimo ed esclusivo; se invece è stata informata correttamente, allora siamo di fronte ad una vera e propria provocazione che i poliziotti italiani, in nome del diritto alla sicurezza dei cittadini, non possono far cadere. Per questo sarà manifestazione. Perché i poliziotti sono stanchi, demotivati, maltrattati e pure non pagati, per dirla in una sola parola sono incazzati. Tutto il resto è provocazione e demagogia irresponsabile ”.
Il prossimo passo che i sindacati di polizia compiranno sarà un incontro con i partiti di maggioranza per comprendere fino a dove arriva la loro volontà di garantire agli italiani la sicurezza sociale.

 

Fonte: Grnet.it

 

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