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Commissari Esami di Stato 2013 Colpiti dai Tagli



Commissari Esami di Stato 2013 Colpiti dai Tagli
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Commissari Esami di Stato 2013: La Crisi Riduce i Compensi

 

I commissari esami di stato che eventualmente eserciteranno questa funzione in due classi della stessa commissione, quest’anno non avranno diritto ad un aumento del compenso. La gilda degli Insegnanti lamenta questa decisione del MIUR che considera “un comportamento inaccettabile”.

 

commissari esami di stato

Foto: Gildafoggia

 

Le conseguenze della spending review colpiscono anche gli esami di stato 2013. Infatti, i compensi previsti per i commissari esami di stato saranno ritagliati. Il Ministero dell’Istruzione, con la circolare 7321/2012, ha deciso di ridurre i compensi assegnati ai commissari esami di stato interni, prevedendo pagamenti aggiuntivi soltanto se operano su più commissioni. In questo modo, non ci sono maggiorazioni del compenso per i commissari esami di stato che eserciteranno questo compito in due classi della stessa commissione.

 

Il rappresentante della Gilda degli Insegnanti, Rino di Meglio, considera che “la retribuzione per i membri interni delle commissioni d`esame degli esami di maturità sono totalmente inadeguati rispetto al compito delicato e professionalmente impegnativo svolto dai docenti”. Di Meglio considera “inaccettabile” questa decisione del ministero ed esige una revisione della circolare per ripristinare la normativa precedente sui compensi commissari esami di stato.

 

 

Il Miur per il momento non ha ancora detto niente, ma sembrerebbe strana una retromarcia su questo punto considerando il momento di difficoltà economica che attraversa l’Italia.

 

Compensi Commissari Esami di Stato 2013: La Circolare

 

Il miur, con la circolare 7321/2012, precisa che vista “la necessità di contenere i costi relativi allo svolgimento degli esami [….] ai commissari esami di stato spetta un unico compenso forfetario qualora operi su un’unica commissione”.

 

Il Miur spiega nel documento che i commissari esami di stato che eserciteranno questa funzioni su più commissioni avranno diritto ad un compenso aggiuntivo.

 

Inoltre, non sono previsti compensi per la realizzazione degli esami preliminari ai candidati esterni presso le scuole paritarie, ugualmente a quanto avviene per le scuole statali.

 

Fonti: Tecnica della Scuola / Orizzontescuola /Gilda degli Insegnanti

 

Roberta Buscherini

 

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Un Commento a “Commissari Esami di Stato 2013 Colpiti dai Tagli”

  1. Sandra Pirone Says:

    COMPENSI ESAMI DI STATO… UNA TRUFFA DI CUI NESSUNO PARLA

    Tenuto conto della vigente normativa in materia e, in particolare, del
    Decreto Interministeriale 24 maggio 2007 e della nota prot. n. 7054 del 2
    luglio 2007 della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, nonché della
    necessità di contenere i costi relativi allo svolgimento degli esami, si forniscono i seguenti
    chiarimenti.
    Determinazione del compenso da attribuire ai commissari interni
    Con riferimento all’articolo 3, comma 1, del citato decreto interministeriale, si precisa che al commissario interno spetta un unico compenso forfettario qualora operi su un’unica commissione. Viene attribuito un ulteriore compenso aggiuntivo solo nel caso in cui il commissario interno operi su più commissioni e non anche nel caso in cui si trovi ad operare in entrambe le classi della medesima commissione.

    In pratica da quest’anno, nel silenzio generale, i docenti della scuola Italiana si accingono a svolgere gli esami di stato con la “bella notizia” che chi si trova a fare il commissario INTERNO su DUE CLASSI nella MEDESIMA COMMISSIONE verrà retribuito come ne avesse UNA SOLA e chi invece per sua fortuna o furbizia si trova su due classi di due commissioni diverse percepirà un compenso doppio. In soldoni a fronte dello stesso numero di ore e dello stesso carico di lavoro ci sarà chi percepirà 399 € lordi e chi il doppio, per un totale di ben 799€.

    Mi chiedo sulla base di quale logica perversa due docenti che svolgono lo stesso numero di ore di lavoro, nell’arco di 20 giorni, e con le medesime competenze e mansioni (correzione di prove scritte, interrogazione dei candidati, stesura di giudizi e compilazione di documenti relativi alle diverse operazioni di scrutinio) debbano avere un compenso diverso.

    Magari la questione riguarda un numero esiguo di insegnanti, ma proprio in questo senso e’ una vera truffa operata dal defunto governo Monti: per rimettere in sesto l’Italia qualche ‘saggio’ ha pensato bene di dimezzare i compensi già minimi di alcuni docenti che svolgono gli esami di stato.

    Sottolineo inoltre che di fronte a questa palese e ingiustificata disparita’ di trattamento nessun sindacato ha denunciato la questione, ne’ ha proposto una qualsiasi forma di protesta.

    Sandra Pirone, docente Liceo Calini, Brescia

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