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Comocuore propone imparare tecniche per salvare vite come materia scolastica.



Comocuore propone imparare tecniche per salvare vite come materia scolastica.
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Uno dei più importanti fattori di rischio per quel che riguarda la mortalità in Italia sono gli attacchi cardiaci. Infatti, gli attacchi cardiaci improvvisi uccidono 60-70 mila persone all’anno, una cifra che però potrebbe abbassarsi con la diffusione delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’uso dei defibrillatori fra la popolazione.
Purtroppo sono poche le persone che conoscono queste tecniche, non sono molto diffuse tra i cittadini. Al riguardo si è pronunciata l’associazione Comocuore. Propone che i bambini imparino a realizzare rianimazione cardiopolmonare come materia scolastica. Il dottore Giovani Ferrari, cardiologo e Presidente dell’Associazione Comocuore ci ha spiegato le motivazioni di questa proposta.

 
Qual è la valutazione che fa Comocuore dall’indice di mortalità per attacchi di cuore?
E’ un’epidemia vera e propria, una persona ogni mille è colpita da questi tipi di incidenti che, nella maggior parte dei casi può essere affrontata in presenza di associazioni come la Croce Rossa o il 118

 

Qual è l’importanza di un defibrillatore in caso di infarto?
L’uso dei defibrillatori alcuni anni fa era fattibile soltanto da parte di personale sanitario, ma dal 2003 c’è una legge che permette ai volontari addestrati di utilizzarli e, pertanto, intervenire. Prima dal 2003, sopravviveva soltanto una media del 2% delle persone che soffrivano un attacco, invece con le nuove possibilità di intervenzione veloce che offre la legge del 2003 la cifra di sopravviventi si è elevata fino al 30% circa. Si parla dei casi nei quali è possibile applicare la defibrillazione.

Abbiamo visto che in Italia esistono ancora zone sprovviste di defibrillatori, ad esempio nella provincia di Como, di nostra competenza, abbiamo realizzato una raccolta l’anno scorso tramite la vendita di noci. Questa raccolta ha permesso l’acquisto di 60 nuovi apparecchi per dare una maggior copertura.

 

Qual è la tecnica migliore di fronte ad un attacco cardiaco?
La cura migliore nel caso di attacco cardiaco è il palloncino: tecnica per trattare il restringimento o l’occlusione di un vaso sanguigno. Nel vaso leso viene inserito un catetere (tubo flessibile), munito alla sua estremità di un palloncino gonfiabile. Gonfiando il palloncino, la placca aterosclerotica che ostruisce il vaso si “schiaccia” lungo la parete, dilatando il vaso e permettendo la ripresa del flusso sanguigno.

 

Quali sono i vantaggi di stendere la conoscenza di massaggio cardiaco tra i cittadini?
Istruire alle persone nella realizzazione di un massaggio cardiaco è molto importante perché significa guadagnare tempo, in un episodio di attacco del cuore, finché arrivano i volontari. Per questo abbiamo proposto di introdurre quest’argomento come materia scolastica nelle scuole e abbiamo già fatto dei corsi.
Nella provincia di Como, 5.500 ragazzi delle Scuole Medie Superiori hanno già imparato con noi, ma anche i loro insegnanti. La esperienza è stata molto positiva perché abbiamo trovato solo entusiasmo e una partecipazione incredibile.
Inoltre, la Regione di Lombardia ci ha incaricato di continuare con questi corsi e alcune scuole hanno già portato la materia agli esami di maturità.

 

Siamo coscienti le persone nella cultura della prevenzione?
Senza nessun dubbio, la cosa più difficile e sensibilizzare la società sull’importanza di mantenere abiti sani. E’ da 27 anni che predichiamo. Tutti i giorni nei mezzi di comunicazione si parla di quanto sia necessario evitare il fumo o avere una corretta alimentazione, ad esempio, ma è difficile fare capire alle persone che stanno bene che un infarto può succedere a tutti. Anche a ragazzi di 20 anni. Infatti, i giovani soffrono attacchi ugualmente: per un incidente, per realizzare attività di rischio come il calcio o a causa di fattori genetici.

 

Dottore, ci può dare alcuni consigli di prevenzione?
Un corretto stile di vita rimane il principale cardine della strategia per mantenere un cuore in forma ad ogni età della vita. Gli esami, i farmaci, gli altri interventi possibili sono importantissimi, ma le basi per costruirsi un apparato cardiovascolare sano sono solide solo se costituite da abitudini alimentari corrette ed esercizio fisico costante.
I consigli sono pochi ma molto importanti: mantenere un’alimentazione salutare, evitare il fumo, realizzare un’attività fisica moderata ma constante e curare molto la psiche, ovvero dedicarsi alle cose piacevoli che rifugiano la mente. Le situazioni di stress o depressione hanno un’elevata probabilità di incidente cardiovascolare, pertanto è importante realizzare attività come Pilates o Yoga per cercare di serenare la mente.
Inoltre, il fattore tempo. Uno dei problemi principali è il tempo, le persone ci mettono troppi minuti ad accorgersi di un episodio di infarto e a chiamare al 118, questi minuti possono implicare la differenza tra vivere o morire. Bisogna attuare con molta rapidità.

 

Dispone di cifre, dottore, per quel che riguarda il rapporto fra abiti salutari e attacchi cardiaci?
E’ dimostrato che c’è un abbattimento del 70 % della incidenza degli eventi vascolari nella popolazione che ha seguito abiti sani (non fuma, mangia verdura e frutta abitualmente, pesce, noci, un bicchiere di vino al giorno, ecc…). Voglio incidere sull’importanza di mangiare da 4 a 8 noci ogni giorno. Le noci sono ottimi prodotti, non solo per quel che riguarda la prevenzione di malattie cardiovascolari ma anche per i benefici che hanno nella prevenzione di alcuni tipi di tumori.
Inoltre, a questo punto devo riconoscere che la zona d’ombra esiste, ci sono un 20 % di casi d’ infarto nei quali non ci sono fattori di rischio. In questi casi non c’è una spiegazione.

 

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2 Commenti a “Comocuore propone imparare tecniche per salvare vite come materia scolastica.”

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