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Comparti PA, ufficiale la riduzione a 4: ora è tempo di rinnovi contrattuali



Comparti PA, ufficiale la riduzione a 4: ora è tempo di rinnovi contrattuali
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L’ufficialità è giunta, l’accordo c’è: ed ora tutto lo spazio è aperto per ricominciare la stagione dei contratti, con rinnovi necessari che si prospettano all’orizzonte. E’ certamente questa la conseguenza più rilevante della firma avvenuta nei giorni scorsi tra ARAN e sindacati che hanno così siglato l’accordo quadro nazionale che ridefinisce i nuovi comparti e le nuove aree di contrattazione del Pubblico Impiego.

 

Comparti PA, ufficiale la riduzione a 4

Comparti PA, ufficiale la riduzione da 11 a 4

 

Da 11 comparti si cala e si semplifica giungendo alla creazione di 4 settori in cui si incasellano coloro che lavorano presso la Pubblica Amministrazione. “Funzioni centrali“, nel quale confluiscono ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici e altri enti, “Funzioni locali“, che conserva il perimetro del precedente comparto Regioni-autonomie locali, “Istruzione e ricerca“, in cui vengono a fondersi i mondi di insegnati di scuola ed università, ed infine “Sanità“, che non modifica di fatto la sua fisionomia. Il comparto “Funzioni centrali” allineerà al suo interno in totale 247mila occupati, mentre quello relativo alle “Funzioni locali” 457mila. Il settore “Sanità” vedrà le sue fila ammontare a 531mila lavoratori e quello concernete “Istruzione e ricerca” sarà il più numeroso con oltre 1,1 milioni di lavoratori (comprendenti ovviamente tutto il corpo insegnante).
Ovviamente il metaforico “essudato” di questa ufficializzazione è l’apertura dello spazio (attesissimo) per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego (congelati da ormai più di 5 anni). I sindacati non perdono tempo e puntano dritti al rinnovo del contratto: “Adesso non c’è più alcun motivo per rimandare il confronto – ha prontamente affermato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava -, il ministro Madia ci convochi subito”.

 

La soddisfazione dei sindacati: ora spazio per i sospirati rinnovi contrattuali

 

“Non possiamo aspettare oltre – ha aggiunto dal canto suo il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino -, già è passato un anno dalla sentenza della Corte sull’illegittimità del blocco dei contratti nella Pubblica Amministrazione”.  A queste voci si allinea anche quella di Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, il quale ha definito la firma dell’accordo alla stregua di “un passo importante, un passo atteso da tempo. Il sindacato ha dimostrato concretezza e serietà. Ora si deve puntare ad un contratto vero, deciso dalle parti. Non sarà un contratto per adesione, siamo pronti ad un vero negoziato in cui dovranno essere presenti tre requisiti indispensabili: adeguate risorse, riconoscimento reciproco e superamento delle barriere legislative, barriere che ostacolano il libero confronto”.

 

A partire da quando si applicheranno le novità?

 

In connessione con l’ufficializzazione dei quattro comparti, l’intesa siglata ridefinisce anche le aree dirigenziali, ovverosia gli ambiti sui quali saranno negoziati gli specifici accordi riguardanti la dirigenza pubblica. Inoltre il nuovo accordo innescherà una notevole semplificazione dell’attività negoziale: “In passato, per gli 11 comparti e le 8 aree dirigenziali, era necessario concludere 38 accordi ogni 4 anni. Oggi gli accordi da fare scendono a 8 per un triennio contrattuale” spiegano i sindacati (che questa settimana festeggiano). Ora cosa accade? Il cambiamento avverrà immediatamente, in automatico? La risposta è negativa: per accompagnare il passaggio al nuovo assetto contrattuale, i sindacati avranno un breve periodo di tempo per realizzare processi di aggregazione o fusione.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

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