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Archivi per la categoria 'Concorsi Scuola'

mer, dic 2, 2015  Patrizia Caroli
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Niente rinvii sul concorso a cattedra della scuola pubblica in programma per il 2016: a dare l’ufficialità della notizia è il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini nel corso dell’evento “Job&Orienta” che si è tenuto a Verona nel weekend appena trascorso.

 

Concorso scuola 2016

Concorso scuola 2016: 63mila posti disponibili

 

Il Ministro del Governo renziano ha così passato in rassegna le caratteristiche che andranno a contraddistinguere il Concorso che metterà a disposizione oltre 63mila posti per gli insegnanti della scuola: dovrà essere una selezione di qualità, concentrata soprattutto sui docenti giovani. “Il concorso – ha poi aggiunto Giannini – è un altro passo fondamentale perché configura il ripristino della Costituzione”. Già entro i prossimi giorni, quindi, ci sarà la tanto attesa pubblicazione del bando che mette in palio ai circa 200mila docenti attesi, 63.700 posti disponibili.
Ma ecco, come anticipato nelle scorse settimane su queste pagine, i posti disponibili con il nuovo Concorso scuola 2016 a cattedra della scuola pubblica: 16.300 per la scuola secondaria di secondo grado, 13.800 per la scuola secondaria di I grado, 15.900 per la scuola primaria, 6.800 per la scuola dell’infanzia. La nuova selezione, sottolinea la Giannini, punta a fornire alle scuole “tutti i docenti di cui hanno bisogno per esercitare concretamente la propria autonomia”, oltre a soddisfare la necessità di “tornare finalmente alla Costituzione, prevedendo che d’ora in avanti si possa salire in cattedra solo per concorso”.

 

Concorso scuola 2016 solo per gli abilitati: ecco chi potrà accedere

 

Ricordiamo che questa volta la selezione per il concorso scuola 2016 non sarà aperta a tutti, ma potranno accedervi solo gli abilitati: nell’ultima tornata concorsuale l’accesso fu limitato ai soli abilitati all’insegnamento, ma furono ammessi anche tutti i laureati sino al 2002. Nei “concorsoni” precedenti, invece, come quello bandito nel 1999 e svolto l’anno successivo furono ammessi alle prove tutti coloro che erano in possesso del solo titolo d’accesso, anche se non abilitati. Ai blocchi di partenza del primo concorso dopo la Legge 107/2015 (la “Buona Scuola”), saranno quindi coloro che hanno svolto con successo i corsi Pas, Tfa, di scienze della formazione primaria (e anche coloro che si sono abilitati all’estero).

 

Nel frattempo (la polemica sul rinnovo del contratto)

 

Nel frattempo divampa l’incendio delle polemiche sul rinnovo del contratto per tutto il personale della scuola. Con questi obiettivi i segretari generali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda sono scesi in piazza negli scorsi giorni. Domenico Pantaleo (Flc Cgil) afferma in proposito: “Il Governo smetta di elargire regalie ritagliate su false emergenze politico-sociali e fondate invece su evidenti scopi elettorali. La strada maestra è una sola: il contratto di lavoro”. Un altro parere in proposito giunge da Francesco Scrima (Cisl Scuola): “Bisogna rinnovare il contratto per riconoscere finalmente giusta dignità e valore al lavoro nella scuola, avvicinando i trattamenti economici a quelli degli altri paesi europei. Ma non solo questo, occorre fare della contrattazione la leva giusta e più efficace per processi di innovazione condivisi e non imposti con arroganza e scarsa competenza. La scuola può funzionare bene solo se le diverse professionalità che vi operano sono valorizzate al meglio. Il governo – conclude il rappresentante Cisl – trovi per questo le risorse necessarie”.

 

Fonti: orizzontescuola.it, tecnicadellascuola.it

 

Patrizia Caroli

 

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gio, nov 12, 2015  Valentina
Scuola. Si avvicina il Concorso a Cattedra 4.27/5 (85.45%) 11 Vota Questo Articolo

Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Entro il primo dicembre prossimo il Miur dovrà rendere noti i dettagli del concorso a cattedra di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, ma ad oggi le informazioni arrivano ancora a singhiozzo.

 

Si tratta di un cambiamento epocale per l’ambiente scuola perché come ha sottolineato in più occasioni lo stesso sottosegretario al Miur Faraone: “il concorso sarà l’unica via di accesso alla professione”.

Di certo, si conosce già il numero dei posti messi a disposizione, ovvero 63.000 a cui ne andranno poi aggiunti altri 30.000 tra gli insegnanti da stabilizzare dalla graduatorie a esaurimento nel prossimo triennio.

I 63.000 posti sono stati suddivisi in questo modo: 16.300 per la scuola secondaria di secondo grado; 13.800 per la scuola secondaria di primo grado; 15.900 per la scuola primaria e 6.800 per la scuola dell’infanzia. Questi numeri si scontrano con i 250 mila candidati, mal contati dallo stesso ministero.

 

 

 

Concorso Scuola. Le prove

 

 

Proprio considerando i numeri non è escluso che vengano inserire delle prove preselettive, per effettuare una prima scrematura, esattamente come accadde nel 2012 con il concorso Profumo.

Questo però riguarderebbe solo una parte dei partecipanti, ovvero coloro che partecipano per le scuole dell’infanzia e per quelle primarie, che secondo le previsioni vedranno il numero maggiore di candidati rispetto ai posti disponibili.

 

La volontà di eliminare queste prove intermedie, dopo il 2012, è emersa non solo per un risparmio netto nelle tasche statali, ma soprattutto per limitare i conteziosi in tribunale. Sulle prove comunque non esiste ancora ufficialità, ma dalle prime indiscrezioni sembra che non mancheranno una prova critta sull’uso del computer di base, orientata non tanto alle conoscenza, quanto all’uso informatico per la presentazione di una lezione, e una prova orale.

 

La vera selezione però dovrebbe avvenire non tanto sulla preparazione, piuttosto sulle nozioni pedagogiche. Ci si aspetta dunque che sia per la parte scritta che per quella orale, si richieda la simulazione di una lezione in aula.

A questo punto è solo necessario che il Miur definisca gli ultimi dettagli e bandisca il concorso. Nella speranza che vada tutto bene e non ne nasca un putiferio di ricorsi come nel 2012.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, dic 16, 2013  Patrizia Caroli
Come Diventare Insegnanti Scuola Infanzia? 4.25/5 (85.00%) 4 Vota Questo Articolo

Insegnanti Scuola Infanzia: uno dei mestieri più belli che sicuramente si possa realizzare nella vita, soprattutto per quelle persone appassionate dai bambini. Gli insegnanti scuola infanzia sono responsabili di bambini la cui età oscilla tra i due anni e mezzo e i cinque anni. Proprio per questo motivo si tratta di un mestiere importante, gli anni che questi bambini trascorrono nella scuola dell’infanzia, ex scuola materna, sono decisivi. Gli insegnanti scuola infanzia devono essere professionisti molto preparati per soddisfare le necessità ed esigenze dei loro alunni. Infatti, è un mestiere che necessità di una forte vocazione.

 

Competenze degli Insegnanti Scuola Infanzia

 

Gli insegnanti scuola infanzia si occupano degli alunni tra due e sei anni, approssimativamente, e propongono attività didattiche, educative e di socializzazione durante questi primi anni dei bambini. Questo tipo d’istruzione non è obbligatoria, ma importante per la formazione della personalità dei bambini e il loro  futuro insegnamento. Alcuni obblighi e responsabilità degli insegnanti scuola infanzia sono sviluppare e stimolare la creatività, l’apprendimento e l’autonomia dei bambini.

 

Come diventare Insegnanti Scuola d’Infanzia

 

Come abbiamo appena accennato, la cosa più importante per diventare insegnanti scuola infanzia è passione per i bambini e per la scuola. Il lavoro degli insegnanti scuola infanzia non è adatto a persone senza pazienza e senza valori collegati all’educazione e l’insegnamento. Delle volte può sembrare una professione semplice e comoda, ma non lo è. Al contrario, richiede di tanta tolleranza, spirito di coinvolgimento, immaginazione e serenità.

Per diventare insegnanti scuola d’infanzia oggi non è come una volta che bastava possedere il diploma magistrale e poi fare un concorso. Attualmente è necessaria una laurea in Scienze della Formazione Primaria, di durata 5 anni. Per accedere alla laurea però, è necessaria la realizzazione di un test preliminare con domande sulla lingua italiana, la storia, la geografia, la pedagogia, la logica e qualche domanda di chimica, fisica e matematica.

Per accedere alla laurea per diventare insegnanti scuola infanzia è necessario essere sempre aggiornati riguardo le date delle prove di accesso. Queste date sono diverse per ogni università italiana e quindi, bisogna controllare periodicamente i rispettivi siti.

Nei bandi di concorso delle diverse università per la realizzazione del test previo alla laurea per diventare insegnanti scuola infanzia sono presenti informazioni utili come il versamento da realizzare, le date della prova e i posti disponibili per ogni università. Una volta superato il test e uscite le graduatorie non resta altro che realizzare la matricola per diventare insegnanti scuola infanzia.

 

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mer, nov 13, 2013  Valentina
Anno Scolastico Iniziato. Ma Con Le Vecchie Regole 4.63/5 (92.50%) 8 Vota Questo Articolo

 

untitledIl decreto istruzione (…)  non ha accolto nessuna delle modifiche da noi richieste rispetto al testo approvato dalla Camera. I tempi troppo stretti hanno impedito una discussione approfondita e partorito una legge che presenta molte più ombre che luci”. Questo il commento a caldo dei rappresentanti di Gilda, dopo che lo scorso 7 novembre il senato ha approvato, il decreto legge in tema di scuola e istruzione, lasciando nuovamente da parte questioni importanti come la quota 96, o la monetizzazione delle ferie dei precari o ancora gli scatti di anzianità e i contratti di lavoro.

 

Gli unici punti sui quali il governo si obbliga a un intervento di riforma, anche a causa dei quasi 9000 ricorsi presentati ai tribunali amministrativi dai docenti o aspiranti tali, sono:

 

1- La tutela delle categorie dei soggetti abilitati; a occuparsi di questo punto sarà il sottosegretario Rossi Doria che ha anticipato agirà su due distinti fronti. Il primo per rispondere alle esigenze più impellenti delle categorie dei soggetti abilitati e il secondo, molto più ambizioso, con lo scopo di superare la distinzione tra TFA e PAS, unificando di fatto il percorso di abilitazione all’insegnamento.

 

2- Il mantenimento dell’equilibrio tra le assunzioni per concorso e gli scorrimenti di graduatoria, senza dimenticare il rispetto del principio del merito; alla base di questo punto sembra delinearsi una perfetta spartizione dei posti disponibili tra graduatorie e concorso.

 

3- lo smaltimento del precariato, anche attraverso il ricorso al corso-concorso per l’accesso all’insegnamento preso le istituzioni scolastiche. Questo è senza dubbio il punto che suscita maggiore curiosità e timore, in prima battuta perché non è ancora definito e lascia quindi troppo spazio a speculazioni anche solo teoriche.

anno scolasticoDi fatto però si tratterebbe di corsi/concorsi che una rete di istituzioni scolastiche organizzata potrebbe creare in condivisione. Sembra quasi la concretizzazione di quanto un esponente del PD, in fase di campagna elettorale chiese a gran voce, ovvero l’avviamento di concorsi a livello territoriale che rispondessero alle esigenze delle scuole della zona. Il punto più oscuro al momento rimane quello del rapporto tra questa nuova tipologia di reclutamento e i concorsi nazionali: rimarranno entrambi oppure i nuovi andranno a sostituirsi agli altri? Il ministro rassicura che si tratterà in ogni caso di “reclutamento in senso meritocratico e trasparente, eliminando la stratificazione di norme“.

 

4- Anche la semplificazione normativa è uno dei punti caldi  sul quale il governo ha espresso il suo impegno per rendere le regole da applicare meno burocratiche e più facilmente riconoscibili, mentre la situazione attuale è di “un groviglio di fonti normative in tutti i settori che afferiscono al Ministero tale da generare confusione, ampi margini di discrezionalità, minori garanzie per gli interessati, eccessivo contenzioso”. Concretamente quindi si interverrà con una rioganizzazione delle disposizioni legislative  divise per settori omogenei o materie e con un adeguamento alla giurisprudenza costituzionale.

 

5- Anche lo stato giuridico e il trattamento economico del personale della scuola è oggetto di questa legge delega e mira al “superamento delle disparità di trattamento e alla definizione dei rapporti tra le diverse fonti di disciplina pubblicistica e negoziale”.

 

 

Fonte: orizzontescuola / gildains /flcgil / atnews / icdivisionejulia

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, ott 10, 2013  Roberta Buscherini
Graduatorie Scuola: Valutazione di Titoli e Servizi 4.27/5 (85.38%) 26 Vota Questo Articolo

Graduatorie Scuola: Nelle graduatorie scuola, oltre il punteggio e il risultato dei concorsi, vengono valutati titoli di studio e servizi che possono aiutare i docenti ad ottenere una posizione migliore. In questo articolo vogliamo far chiarezza su quali sono esattamente i titoli di studio che vengono tenuti in conto e il punteggio per ognuno di loro.

 

 

Valutazione dei Titoli di Studio nelle Graduatorie Scuola

 

 

graduatorie scuolaNelle graduatorie scuola vengono valutati i titoli di studio validi per l’accesso, i titoli specifici di idoneità, ma anche altri titoli di studio non utilizzati per l’accesso, non specifici per l’abilitazione oppure, altri titoli professionali.

Le abilitazioni specifiche sono quelle corrispondenti alla classe di concorso per il quale si sta facendo la richiesta mentre, le idoneità o le abilitazioni non specifiche sono quelle relative ad altre classi di concorso (queste ultime sono valutate solo tre punti). Le abilitazioni specifiche ottengono da 12 a 36 punti in base al voto.

Il punteggio base per questi titoli è fissato nei 12 punti più 0,5 per ogni punto da 76 a 110. A questo punteggio vengono aggiunti altri 4 punti se il voto ottenuto è il massimo.

La valutazione nelle graduatorie scuola viene sempre dato in centodecimi, se il voto dei titoli non è stato dato in questa misura viene fatta la proporzione.

Titoli ottenuti all’estero

Nel caso di titoli di studio ottenuti all’estero, nelle graduatorie scuola sono considerati i titoli in cui è stata dichiarata l’equipollenza. Se questa non ha definito il contrario, questi titoli vengono valutati con punteggio base di 12 punti.

 

Punteggio Specifico dei Titoli per le Graduatorie Scuola 

 

-          Abilitazione con concorso ordinario       30 punti in più

-          Titoli ottenuti nella Facoltà di Scienze della Formazione Primaria o le SISS           30 punti in più

-          Altre lauree per maestri              3 punti

-          Lauree in lingue e letterature straniere               6 punti

-          Specializzazioni per il sostegno 3 punti

-          Specializzazioni universitarie     1,5 punti per anno

-          Borse di studio 1,5 punti per anno

-          Dottorati             4 punti per anno

 

Valutazione dei Servizi nelle Graduatorie Scuola

 

Nelle graduatorie scuola il servizio è valutato fino al giorno di presentazione della domanda, pertanto viene conteggiato anche l’anno in corso. Questo però, è riservato soltanto ai docenti che non sono inseriti nella graduatoria permanente, ovvero ai docenti della seconda e della terza fascia. I docenti della prima fascia non devono aggiornare servizio visto che mantengono la stessa situazione dell’anno precedente.

 

Punteggio per i Servizi

-          Servizio Specifico: 12 punti all’anno ovvero 2 punti al mese

-          Servizio Non Specifico: 6 punti all’anno ovvero 1 punto al mese

-          Altri servizi: 3 punti all’anno ovvero 0,5 punti al mese

 

Il servizio specifico è il servizio prestato col titolo equivalente alla classe di concorso che si sta chiedendo. Mentre il servizio non specifico è il servizio prestato in altre classi di concorso o su un altro posto di un altro grado.

 

Altri servizi:

-          Servizi su Insegnamento della religione cattolica             6 punti all’anno

-          Servizi di insegnamento senza il corrispondente titolo di studio                              3 punti all’anno

-          Insegnamento presso le università        3 punti all’anno

-          Servizi prestati presso gli ISEF, accademie o conservatori            3 punti all’anno

-          Servizi d’insegnamento come esperto in lingua               3 punti

-          Servizio militare               12 punti all’anno

-          Servizi nelle scuole di lingua italiana       6 punti all’anno

-          Servizio prestato nelle università straniere        3 punti all’anno

 

 

Fonte: Ecn.org

 

Roberta Buscherini

 

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