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Concorso Docenti: i segreti del mega concorso



Concorso Docenti: i segreti del mega concorso
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“Le attuali graduatorie dei precari della scuola non si toccano: non saranno cancellate e verranno man mano esaurite. Si svuoteranno man mano perché il 50% dei posti sarà coperto attingendo da lì e un altro 50% attraverso il concorso. (…) Ma una volta svuotate, non ci saranno più graduatorie derivanti dai concorsi ma solo concorsi che avranno un numero di vincitori pari ai posti a disposizione ”.
Questa la frettolosa precisazione fatta dal Ministro Profumo all’Ansa dopo che sull’intervista pubblicata da un quotidiano nazionale pare fossero state travisate le sue dichiarazioni circa le graduatorie e la possibilità che venissero cancellate.

 
Possibilità che aveva scatenato l’ira dei precari e delle associazioni di categoria che sempre a mezzo stampa avevano già dichiarato la loro contrarietà e avevano promesso un autunno caldo su più fronti dalle parole del Segretario generale della Flc-CGIL: “’il concorso rimane lo strumento che garantisce libertà d’insegnamento e un reclutamento trasparente e democratico. Ma la vera priorità in questa devastante crisi è quella della definizione di un piano pluriennale di stabilizzazioni che oltre al turn over ricomprenda tutti quei posti che vengono ormai assegnati da anni in organico di fatto’ (…) la Flc metterà in campo una decisa azione di ulteriore mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e per difendere il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro ”

 
E allora una volta precisate le caratteristiche di questa  transizione, andiamo ad approfondire in cosa consiste questo mega concorso.
L’accesso a questo concorso, a differenza di quanto sembrava in un primo tempo, è aperto anche ai laureati senza abilitazione purché la laurea sia stata acquisita entro l’anno accademico 2001-2002 se quadriennale, entro il 2002-2003 se quinquennale, 2003-2004 se si tratta di una laurea di sei anni.
Su questo concorso le informazioni sono ancora frammentate e poco ufficiali e mentre istituzioni e associazioni di categoria discutono su come andrebbe impostato, le scuole, nonostante la spending review, stanno lentamente riaprendo i cancelli per l’anno scolastico che si è già avviato.

 

E cosa è cambiato da giugno? Sostanzialmente ancora nulla: esistono dei posti vacanti, delle cattedre non coperte e tutte le vecchie problematiche legate agli edifici scolastici che non sono certi spariti. Un dato su tutti: quasi la metà delle scuole pubbliche – 22.858 su circa 42.000 – sono state identificate dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Protezione Civile come vulnerabili da eventi sismici e quindi da verificare ; la verifica è stata effettuata su meno del 10% degli edifici. La strada è decisamente ancora molto lunga e non solo per il concorso a quanto pare.

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