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Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?



Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?
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Congedo parentale insegnanti: come si delineano le caratteristiche di questo istituto molto importante all’interno dei vari settori della Pubblica Amministrazione italiana? Va innanzitutto premesso che il congedo parentale all’interno del pianeta del pubblico impiego assume le caratteristiche generali di una agevolazione riservata ai genitori di bambini (anche adottati) che non abbiano ancora compiuto 8 anni di età (o nel termine di 8 anni dall’ingresso del bambino adottato all’interno del nucleo familiare.

 

Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?

Congedo parentale insegnanti: caratteristiche principali

 

In questo articolo pare interessante soffermarsi sui primi 30 giorni di astensione dal lavoro per congedo parentale insegnanti non superiore a 6 mesi previsto dall’art. 32 del Decreto Legislativo n.151/2001 (Disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità). In particolare per quello che riguarda la scuola, questa norma va letta alla luce del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Scuola, il quale all’art.12, comma 4 afferma: “Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 32 del D.Lgs 151, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero”.

 

La deroga migliorativa del Contratto Collettivo Scuola

 

In questo senso pare interessante analizzare un rilevante fenomeno giuridico che ripercuote i suoi effetti sul concreto delinearsi nella realtà del congedo parentale insegnanti: infatti, mentre l’art.34 del D.Lgs. 151 stabilisce che per ciò che riguarda i periodi di congedo parentale alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta (fino al terzo anno di vita del bambino) un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione (per un periodo che non può superare la somma dei 6 mesi ripartita tra i due genitori), il Contratto Collettivo della Scuola va a derogare “in melius” (ovvero con vantaggio per i soggetti) questa norma stabilendo che i primi 30 giorni, fruiti fino agli 8 anni del bambino, siano retribuiti nella misura del 100% della retribuzione ordinaria.

 

La conferma della giurisprudenza: Congedo Parentale Insegnanti

 

A rafforzare questo importante concetto ha contribuito anche la giurisprudenza (sia di legittimità che di merito): infatti la Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza  n. 3606 e del 7 marzo 2012, ha proclamato che qualora i contratti collettivi stabiliscano un trattamento economico più favorevole per i primi mesi di congedo parentale, tale trattamento più favorevole (ovvero la situazione che si configura nel caso concreto analizzato in questo articolo) spetti anche se il bambino ha superato i tre anni di età. E nella medesima direzione si è collocato anche il Tribunale di Sassari il quale nel 2012 ha riconosciuto ad una insegnante il diritto alla retribuzione intera inerente al congedo parentale, se fruito per la prima volta dopo i 3 anni di vita del figlio.
Pertanto i primi 30 giorni di congedo devono essere di diritto riconosciuti e retribuiti al 100% qualora vengano utilizzati entro i primi 8 anni di vita del figlio, senza l’ostacolo dello sbarramento dei 3 anni di età. Si tratta di pronunce importanti che confermano la forza derogatoria “in melius” dei contratti collettivi, fondamentali strumenti giuridici in grado di elevare l’asticella delle tutele, come il congedo parentale insegnanti, garantite ai lavoratori (nella fattispecie i dipendenti pubblici impiegati nel comparto scuola).

 

Fonte : orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

 

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Un Commento a “Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?”

  1. roberto Says:

    Qualcuno mi saprebbe spiegare (se ci riesce) per quale Losco motivo un genitore non può più usufruire del congedo parentale non retribuito (ripeto non retribuito)quando il proprio figlio compie gli 8 anni di età? Da quello che ho potuto capire sembra che per lo “stato italiano” un bambino di 8 (ma anche di 9-10-11 anni)anni è pargonabile ad un ragazzo di 18 anni che quando si ammala può starsene da solo a casa. Cari politici che fate leggi, ma quand’è che smettete di fare i pagliacci?

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