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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Congedo Parentale'

mar, ott 10, 2017  Roberta Buscherini
Assegnazione Temporanea Polizia di Stato: Guida ai Diritti
3.9 (78.18%) 11 Vota Questo Articolo

 

assegnazione-temporanea-poliziaI congedi parentali, riposi e permessi connessi alla paternità/maternità, nel caso della Polizia di Stato, sono regolati dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n.151 del testo unico per la tutela della maternità e paternità.

 

Questo Testo Unico ha l’obiettivo di fornire un concreto sostegno economico alle famiglie, nel pieno rispetto del dettato costituzionale (art. 31 Cost.). Tale documento è stato modificato successivamente modificato specialmente con l’articolo 42 bis, che prevede per gli appartenenti alla Polizia di Stato, e per i dipendenti pubblici in generale, la possibilità di accedere alla mobilità per avvicinarsi a casa, favorendo in questo modo la loro presenza paterna o materna nella fase iniziale di vita del proprio figlio. Ovvero, l’assegnazione temporanea Polizia di Stato.

 

 

Su questo tema è proprio di poche settimane fa una notizia decisamente positiva. Per la prima volta nella storia infatti la domanda di assegnazione temporanea polizia di stato è stata accolta dal corpo in maniera automatica, senza necessità di ricorsi e tribunali. E così, una mamma ha potuto riprendere il naturale rapporto con il proprio figlio, annullando i 700 chilometri di distanza.

 

 

E’ il primo caso noto di applicazione della normativa (…) Speriamo adesso che questa decisione faccia da apripista per le tante mamme poliziotto che in questi anni hanno sacrificato pesantemente la propria vita personale” dichiara il segretario generale del sindacato silp Cgil, Daniele Tissone, che è rimasto al fianco della poliziotta per tutte le fasi di questa vicenda.

 

Assegnazione Temporanea Polizia di Stato – Mobilità

 

 

 

L’applicazione automatica dell’articolo 42 bis, del decreto legislativo 151/2001 per le forze dell’ordine non ha mai trovato accoglimento; le esigenze di servizio infatti sono sempre arrivate prima, penalizzando di fatto coloro per lavorano lontano dai propri cari.

 

Ma vediamo insieme cosa prevede questo articolo, in modo da capire come mai sia così importante la sua applicazione immediata. L’articolo 42 prevede la possibilità per gli appartenenti alla Polizia di Stato con figli minori di tre anni, di essere assegnati per un periodo massimo di tre anni ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia, nella quale si trova la propria famiglia. Tale possibilità è vincolata chiaramente alla presenza di un posto vacante di simile posizione retributiva e previa approvazione delle amministrazioni coinvolte.

 

L’assegnazione temporanea Polizia di Stato non è un vero e proprio diritto soggettivo, si tratta infatti “di un interesse legittimo che trova concreta attuazione solo in seguito al procedimento istruito dall’amministrazione per la verifica dei presupposti e che deve concludersi nell’arco di trenta giorni”, come si legge nella norma.

 

 

 

 

Requisiti per l’assegnazione temporanea

 

 

 

 

A richiedere l’assegnazione temporanea polizia di stato possono essere tutti coloro che prestano servizio all’interno di un reparto del corpo e che hanno figli minori di 3 anni.

La domanda dovrà essere presentata entro il compimento dei 3 anni del minore e, qualora venga accettata, l’assegnazione avrà una durata massima di tre anni, i quali possono essere consecutivi oppure anche frazionati in periodi di almeno 6 mesi. Dalla presentazione della domanda la stessa dovrà trovare una responso in un massimo di 120 giorni.

 

Le condizioni legittimanti che prevede la norma per il riconoscimento all’assegnazione temporanea possiamo quindi riassumerle così:

 

-          Essere un dipendente pubblico

 

-          Essere in possesso della professionalità corrispondente al posto da ricoprire

 

-          Avere un figlio minore di tre anni

 

 

 

Durata dell’assegnazione temporanea Polizia di Stato: Pareri

 

 

 

 

La norma recita esattamente che “il genitore con figli minori fino a tre anni…può essere assegnato…per un periodo complessivamente non superiore a tre anni…”.

Bisogna chiarire che questi tre anni di beneficio sono indipendenti dell’età del bambino. Ad esempio, il genitore appartenente alla Polizia di Stato può richiedere il beneficio dell’assegnazione temporanea quando il proprio figlio ha due anni e comunque, può ottenerlo per un periodo complessivo di tre anni, finché in questo caso il figlio né avrà 5.

 

Dal comparto sicurezza certamente arriva la soddisfazione di una norma positiva per i dipendenti; rimane però il nodo per le qualifiche più specializzate, in quanto per loro sarà molto più complesso trovare un posto vacante da ricoprire e sarà altrettanto difficile lasciare il proprio senza creare un disservizio nell’amministrazione.

 

 

 

 

Fonte: ilmessaggero / sicurezzacgs

 

 

 

 

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mer, mag 31, 2017  Roberta Buscherini
Maternità Dipendenti Pubblici: La Guida
4.1 (82.61%) 23 Vota Questo Articolo

Maternità Dipendenti Pubblici: permessi, congedi e diritti.

Per le lavoratrici appartenenti alla pubblica amministrazione, la legge contempla il diritto a non fare certi lavori che possano mettere a rischio la propria salute o quella del bambino. Nel caso in cui, il lavoro svolto o la propria gravidanza siano a rischio, è possibile richiedere l’astensione anticipata dal lavoro per maternità dipendenti pubblici e quindi, assentarsi dal lavoro mantenendo il 100 % della retribuzione.

 

Astensione Obbligatoria per Maternità Dipendenti Pubblici

 

maternità-dipendenti-pubbliciLa legge prevede un’astensione obbligatoria dal lavoro di cinque mesi per maternità dipendenti pubblici. Nello specifico quest’assenza è prevista al compimento del settimo mese di gravidanza fino a che il bambino non avrà tre mesi.  Nel caso di mansioni che non rappresentino nessun rischio, è possibile posticipare l’astensione obbligatoria all’ottavo mese (presentando un certificato medico di supporto). In questo modo il rientro sarà previsto al compimento del quarto mese del bambino (5 mesi in tutto).

Durante questo periodo, di maternità dipendenti pubblici, non è possibile realizzare nessuna attività lavorativa.

Prima dell’astensione obbligatoria per maternità dipendenti pubblici è necessario presentare un certificato medico per attestare la data presunta della nascita. Inoltre, entro il primo mese del parto bisogna presentare all’amministrazione di appartenenza il certificato di nascita. Se si tratta di un parto prematuro, la lavoratrice ha il diritto a recuperare i giorni non goduti e sommarli al periodo di congedo obbligatorio per maternità dipendenti pubblici.

 

Astensione Facoltativa Maternità Dipendenti Pubblici

 

L’astensione facoltativa è il diritto dei dipendenti pubblici ad altri sei mesi di permesso per maternità. Questi devono essere utilizzati entro gli otto anni del bambino, in modo continuativo oppure frazionato. Per utilizzare l’astensione facoltativa è necessario presentare il modulo corrispondente indicando la durata del periodo di assenza, all’amministrazione di appartenenza, 15 giorni prima.

 

Scarica e compila QUI il modulo per l’astenzione facoltativa

 

Trattamento Economico per Maternità Dipendenti Pubblici

 

Diritti durante l’astensione obbligatoria:

-          100% dello stipendio

-          Mantenimento del posto di lavoro

-          Maturazione delle ferie

-          Tredicesima

-          Anzianità

Per quel che riguarda le ferie corrispondenti all’anno in questione, non possono essere usufruite durante l’astensione obbligatoria. Normalmente vengono attaccate subito dopo i permessi.

 

Diritti durante l’astensione facoltativa

 

-          100 % della retribuzione durante i primi 30 giorni se viene utilizzata entro i tre primi anni del bambino

-          30% della retribuzione i restanti 5 mesi, se viene utilizzata entro i tre primi anni del bambino

-          Nel caso di astensione facoltativa dopo il terzo anno del bambino, è necessario consultare le condizioni economiche con la propria amministrazione di appartenenza perché anche se, esiste il diritto all’astensione, il diritto all’indennizzo è previsto solo in determinate condizioni.

-          L’astensione facoltativa vale alla fine della maturazione di anzianità

-          No alle ferie

-          No alla tredicesima

 

Maternità Dipendenti PA: Permessi

 

Allattamento

La legge prevede il diritto di due ore al giorno di riposo (su un full time di 8 ore) per allattamento entro il primo anno di vita del bambino. Se si tratta di gemelli, la legge contempla quattro ore.

 

 Malattia del Figlio

Le legge contempla 30 giorni di astensione retribuita all’anno fino ai tre anni di età del bambino. Dal terzo al ottavo anno, è previsto il diritto a cinque giorni non retribuiti.

 

 

Maternità Dipendenti Pubblici: Altri Diritti

 

 

-          E’ vietato destinare la lavoratrice a turni notturni fino a che il bambino non avrà almeno un anno.  Dopodiché, può essere destinata ma non obbligata. In ogni caso, ha il diritto di rifiutarsi fino che il bambino non avrà almeno 3 anni.

-          E’ vietato il contatto con sostanze chimiche, pericolose o dannose fino al termine del periodo di allattamento.

 

Fonte: Ggilfo / Cgil

 

Roberta Buscherini

 

Per scaricare on line il tuo cedolino segue questo link: Stipendi Pa

 

 

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mar, ago 5, 2014  Marco Brezza
Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?
2.8 (55%) 8 Vota Questo Articolo

Congedo parentale insegnanti: come si delineano le caratteristiche di questo istituto molto importante all’interno dei vari settori della Pubblica Amministrazione italiana? Va innanzitutto premesso che il congedo parentale all’interno del pianeta del pubblico impiego assume le caratteristiche generali di una agevolazione riservata ai genitori di bambini (anche adottati) che non abbiano ancora compiuto 8 anni di età (o nel termine di 8 anni dall’ingresso del bambino adottato all’interno del nucleo familiare.

 

Congedo parentale insegnanti: retribuzione piena per i primi 30 giorni?

Congedo parentale insegnanti: caratteristiche principali

 

In questo articolo pare interessante soffermarsi sui primi 30 giorni di astensione dal lavoro per congedo parentale insegnanti non superiore a 6 mesi previsto dall’art. 32 del Decreto Legislativo n.151/2001 (Disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità). In particolare per quello che riguarda la scuola, questa norma va letta alla luce del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Scuola, il quale all’art.12, comma 4 afferma: “Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 32 del D.Lgs 151, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero”.

 

La deroga migliorativa del Contratto Collettivo Scuola

 

In questo senso pare interessante analizzare un rilevante fenomeno giuridico che ripercuote i suoi effetti sul concreto delinearsi nella realtà del congedo parentale insegnanti: infatti, mentre l’art.34 del D.Lgs. 151 stabilisce che per ciò che riguarda i periodi di congedo parentale alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta (fino al terzo anno di vita del bambino) un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione (per un periodo che non può superare la somma dei 6 mesi ripartita tra i due genitori), il Contratto Collettivo della Scuola va a derogare “in melius” (ovvero con vantaggio per i soggetti) questa norma stabilendo che i primi 30 giorni, fruiti fino agli 8 anni del bambino, siano retribuiti nella misura del 100% della retribuzione ordinaria.

 

La conferma della giurisprudenza: Congedo Parentale Insegnanti

 

A rafforzare questo importante concetto ha contribuito anche la giurisprudenza (sia di legittimità che di merito): infatti la Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza  n. 3606 e del 7 marzo 2012, ha proclamato che qualora i contratti collettivi stabiliscano un trattamento economico più favorevole per i primi mesi di congedo parentale, tale trattamento più favorevole (ovvero la situazione che si configura nel caso concreto analizzato in questo articolo) spetti anche se il bambino ha superato i tre anni di età. E nella medesima direzione si è collocato anche il Tribunale di Sassari il quale nel 2012 ha riconosciuto ad una insegnante il diritto alla retribuzione intera inerente al congedo parentale, se fruito per la prima volta dopo i 3 anni di vita del figlio.
Pertanto i primi 30 giorni di congedo devono essere di diritto riconosciuti e retribuiti al 100% qualora vengano utilizzati entro i primi 8 anni di vita del figlio, senza l’ostacolo dello sbarramento dei 3 anni di età. Si tratta di pronunce importanti che confermano la forza derogatoria “in melius” dei contratti collettivi, fondamentali strumenti giuridici in grado di elevare l’asticella delle tutele, come il congedo parentale insegnanti, garantite ai lavoratori (nella fattispecie i dipendenti pubblici impiegati nel comparto scuola).

 

Fonte : orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

 

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gio, ott 24, 2013  Roberta Buscherini
Interdizione Anticipata Maternità Dipendenti Pubblici: La Guida
3.7 (73.33%) 6 Vota Questo Articolo

L’ interdizione anticipata maternità per dipendenti pubblici è un diritto delle lavoratrici che prevede un’anticipazione dell’astensione obbligatoria per maternità regolata dalla legge (articoli 16 e 17 del D. Lgs. 151/2001 – Testo Unico maternità/paternità) quando:

-          Ci sono complicazioni della gravidanza

-          Nelle considerate gravidanze a rischio

-          Le condizioni di lavoro possono danneggiare la dipendente o il bambino

-          La dipendente pubblico, addetta al trasporto o al sollevamento peso non può essere trasferita ad altre mansioni

interdizione-anticipata-maternità

Durante il periodo d’interdizione maternità, la dipendente ha il diritto all’intera retribuzione senza nessun tipo di riduzioni. Inoltre, questo periodo viene conteggiato per l’anzianità di servizio e per la maturazione delle ferie.

 

Interdizione Anticipata Maternità: Chi ne ha il diritto?

 

Tutte le dipendenti pubbliche hanno il diritto all’ interdizione anticipata maternità se si dovessero trovare in alcuno dei casi citati precedentemente.

 

Come Presentare la domanda per Interdizione Maternità

 

Per accedere all’ interdizione anticipata maternità, nel caso delle dipendenti pubbliche, è necessario presentare l’apposita domanda, allegando la corrispondente certificazione medica. Ma a chi presentare le domande?

Da novembre dell’anno scorso ci sono alcune novità riguardo le competenze. Vediamo quali sono:

Se si tratta di una richiesta d’ interdizione anticipata maternità per gravi complicanze della gravidanza è necessario fare richiesta all’ASL con il certificato medico di gravidanza e il certificato attestante delle complicazioni. Mentre negli altri casi, è la Direzione Provinciale del Lavoro ad avere la competenza.

In ogni caso, il provvedimento per poter usufruirne è emesso dal Servizio ispezione del lavoro della DPL entro il termine di 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di accoglimento della documentazione completa.

Durante il periodo di interdizione maternità anticipata, la dipendente pubblica non è soggetta a visite fiscali.

Per ottenere ulteriori informazioni su come ottenere il certificato per gravidanza a rischio e su dove andare per richiedere l’interdizione maternità anticipata, è possibile telefonare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato e i prefestivi dalle 8.30 alle 13.30.

 

Per scaricare il Modulo per richiedere l’Interdizione maternità anticipata segue questo link: Modulo Interdizione Anticipata

 

 

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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lun, ott 7, 2013  Roberta Buscherini
Diritti Part Time Docenti: Congedi Parentali e Legge 104 / 92
4 (80%) 5 Vota Questo Articolo

Part time docenti: I diritti. Gli insegnanti con un contratto part time docenti hanno gli stessi doveri e diritti degli insegnanti con un contratto a tempo pieno. In questo articolo vogliamo analizzare la normativa riguardo i congedi parentali e la legge 104 / 92 nel caso di contratti part time docenti.

 

Part Time Docenti e Maternità

 

part time docentiPer parlare dei diritti di congedi parentali nel caso di contratti part time docenti è necessario distinguere tra part time orizzontale ( quando l’orario di lavoro prevede una prestazione ad orario ridotto su base giornaliera, ma svolto in maniera continua per tutte le giornate dell’anno Es: (4 ore x 5 giorni lavorativi = 20 ore sett. su 40) e part time verticale (quando l’orario di lavoro prevede una prestazione ad orario pieno (giornaliero, settimanale, mensile) svolta solamente per alcuni giorni della settimana, alcune settimane nel mese, o alcuni mesi dell’anno. Ad esempio: 8 ore su 3 giorni lavorativi = 24 ore sett. su 40 oppure 6 ore su 4 giorni lavorativi = 24 ore sett. su 40).

 

Nel primo caso, docenti che lavorano con un part time orizzontale, non esistono differenze tra questi docenti e il personale a tempo pieno: i diritti a congedi e permessi sono gli stessi.

 

Nel caso d’insegnanti con un part time verticale, è necessario fare riferimento agli Orientamenti Applicati dell’ARAN per altri Comparti. Nello specifico, le assenze e i permessi per congedo parentale vengono computate in base ai giorni di calendario ricadenti nell’intero periodo richiesto.

 

In assenza di un Orientamento per la scuola e poiché nel CCNL 2007 non ci sono regole specifiche, al docente a part time verticale si dovrebbero calcolare solo i giorni in cui presta servizio e non tutti i giorni di calendario ricadenti nell’intero periodo richiesto.

 

Gli insegnanti possono fruire dell’intero periodo continuativo di 30 giorni per maternità, ma i giorni da retribuire secondo le previsioni contrattuali sono solo quelli in cui essi erano tenuti alla prestazione lavorativa

 

Part time Docenti e Legge 104 92

 

I docenti con un contratto part time hanno il diritto a 3 giorni di permesso al mese che contempla la legge 104 / 92?

Anche in questo caso è necessario distinguere tra docenti con un part time orizzontale e docenti con un part time verticale.

Non ci sono differenze tra i docenti con un contratto a tempo pieno e il personale con un part time orizzontale, i diritti sono identici e, pertanto non esistono limitazioni riguardo i tre giorni mensili di permesso per assistere familiari disabili.

 

Nel caso di personale con un part time verticale invece, esistono alcuni chiarimenti da fare. L’uso di questi giorni di permesso per la legge 104 / 92 è  limitata ad alcuni giorni della settimana. Nello specifico, la circolare INPS del 22 luglio 2000 dispone che:

-          Il numero di giorni di permesso è proporzionale ai giorni di lavoro

-          Il risultato numerico va arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.

 

In questo modo:

 part time docenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vediamo un esempio per chiarire il concetto:

Se si tratta di un docente con un contratto di lavoro part time verticale che prevede 8 giorni di lavoro al mese, su 27 giorni lavorativi. Il calcolo da fare è questo:

x : 8 = 3 : 27

x = 24 : 27;

x = 0,8 (gg. di permesso, da arrotondare a 1).

Nel mese in questione, il docente ha diritto ad un solo giorno di permesso per la legge 104 / 92.

 

 

Fonti: Inps / Orizzontescuola / FPCGil

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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