Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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lun, ott 28, 2013  Roberta Buscherini
Aspettativa Dipendenti Pubblici: Diritti dei Lavoratori
2.78 (55.68%) 37 Vota Questo Articolo

Aspettativa Dipendenti pubblici. Si tratta della possibilità che hanno i dipendenti statali di assentarsi dal lavoro, in casi determinati e per periodi di tempo più lunghi o meno. L’ aspettativa dipendenti pubblici prevede il congelamento del rapporto di lavoro, in questo modo anche la retribuzione viene sospesa.

Ci sono diverse tipologie di aspettativa dipendenti pubblici in base alle motivazioni o alle necessità per cui viene richiesta. Vediamo di far chiarezza sui principali motivi che possono richiedere di un’ aspettativa dipendenti pubblici:

 

Aspettativa per Motivi Familiari

I dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno il diritto ad accedere all’aspettativa per motivi personali o di famiglia. Durante il periodo di aspettativa non è prevista nessuna retribuzione e questi mesi non sono utili per l’anzianità di servizio.

Se si tratta di aspettativa dipendenti pubblici per assistenza a figli minori di 6 anni, il periodo di aspettativa (fino a 170 giorni) è utile, ai fini della pensione, ai sensi dell’art. 1, comma 40, lett. a) della legge 335/95.

Nel caso di dipendenti statali o parastatali, il periodo massimo di aspettativa dipendenti pubblici per motivi personali è di 12 mesi in un trienni. Mentre che nel caso di dipendenti di enti locali, il periodo massimo è di 12 mesi in un triennio da utilizzare al massimo in due periodi.

Cumulo aspettativa dipendenti pubblici:

I dipendenti pubblici non possono sfruttare due periodi di aspettativa dipendenti pubblici, anche per motivi diversi, in modo continuativo ma devono aspettare almeno:

-          4 mesi se dipendenti statali e parastatali

-          6 mesi se dipendenti comunali

La normativa vigente vieta la possibilità di usufruire, in modo contemporaneo, periodi di aspettativa dipendenti pubblici per motivi di famiglia, per la cooperazione in paesi in via di sviluppo, per i corsi di dottorato e per quelle estere, se tra un’aspettativa e l’altra non sono trascorsi almeno sei mesi di servizio attivo.

L’amministrazione pubblica di appartenenza ha la facoltà di richiamare il dipendente pubblico in aspettativa qualora le ragioni per le quali è stata concessa non siano più valido. Nello stesso modo, anche il proprio dipendente può riprendere volontariamente il lavoro. Il mancato rientro in servizio, che comporta la risoluzione del rapporto di lavoro, deve avvenire generalmente, in un arco di tempo fra i 10 e i 15 giorni.

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per Vincitori di Concorso

I dipendenti pubblici hanno il diritto a varie tipologie di aspettativa per vincere un concorso in amministrazioni, enti o aziende, diverse dalla propria sede di lavoro. Si tratta di assenze per sostenere il periodo di prova nel nuovo lavoro.

L’aspettativa dipendenti pubblici per vincitori di concorso prevede un periodo massimo di 6 mesi.

In questo tipo di aspettative ci sono alcune eccezioni: infatti, alcuni contratti prevedono che i dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato e vincitori di concorso possano accedere ad un’aspettativa per tutta la durata del contratto di lavoro a termine.

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per corsi di dottorato

 

I dipendenti pubblici ammessi a corsi di dottorato possono richiedere un’aspettativa dipendenti pubblici per motivi di studio, senza retribuzione, per l’intera durata del corso. Questo periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio e ai fini pensionistici.

 

Aspettativa per Avviare un’attività

 

La legge prevede la possibilità, per dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato, di assentarsi dal lavoro, senza retribuzioni e per un massimo di 12 mesi, per avviare un’attività imprenditoriale. Questo periodo non è utile per l’anzianità di servizio.

L’aspettativa per avviare un’attività non è un diritto, ma è la propria amministrazione a decidere se accettare le richieste oppure no. In caso di diniego però, deve motivare la decisione.

 

Aspettativa per Coniuge o Convivente all’estero

 

I dipendenti pubblici con un coniuge che lavora all’estero può chiedere un’aspettativa non retribuita per una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per imprevedibili ed eccezionali ragioni di servizio, con preavviso di almeno quindici giorni.

 

Aspettativa per Cooperazione o attività solidarie

 

La legge prevede periodi superiori a  4 mesi  e inferiori a 4 anni per  progetti di  Cooperazione allo sviluppi, per:

-          Dipendenti statali, dipendenti locali o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo

-          Personale a contratto

-          Dipendenti dal Ministero degli affari esteri con contratto di diritto privato a tempo determinato, sulla base di criteri fissati dal Comitato direzionale.

Durante questo periodo di aspettativa, i dipendenti pubblici percepiscono gli assegni fissi e continuativi, ad eccezione delle quote di aggiunta di famiglia, della indennità integrativa speciale, delle indennità inerenti a specifiche funzioni ed incarichi ovvero connesse a determinate condizioni ambientali, e comunque degli emolumenti legati all’effettiva prestazione del servizio in Italia.

 

Aspettative per Dipendenti con condizioni psicofisiche particolari

 

E’ una tipologia di aspettativa riservata a dipendenti con problemi di droghe, alcol cronico o debilitazioni. Inoltre, i dipendenti pubblici con familiari, entro il terzo grado ovvero conviventi stabili, che hanno iniziato il progetto di riabilitazione, hanno diritto ad un’aspettativa dipendenti pubblici non retribuita (per motivi di famiglia) per tutta la durata del progetto. Il rientro in servizio deve avvenire entro 15 giorni dalla conclusione del progetto.

 

Fonti: FpcGil / Diritti Sindacali

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ven, giu 7, 2013  Ranalli
Diritto a Malattia e Congedi Parentali dei Dipendenti Statali
2.11 (42.11%) 19 Vota Questo Articolo

Le assenze per malattia rientrano tra quei diritti imprescindibili di cui possono godere in generale i dipendenti del settore pubblico e privato.

 

Le modalità di usufruizione sono ovviamente diverse e variano a seconda della categoria a cui si appartiene e dai contratti specifici del comparto.

 

congedi parentali dipendentiNel pubblico impiego la normativa è abbastanza favorevole tant’è che un dipendente della pubblica amministrazione con contratto a tempo indeterminato può assentarsi dal servizio a seguito di eventi morbosi per almeno nove mesi percependo la retribuzione base e fondamentale per intero. Soltanto le voci accessorie sono oggetto di lieve decurtazione.

 

Se si superano i novi mesi si ha una riduzione del dieci per cento della retribuzione base e fondamentale fino al dodicesimo mese di assenza e che sale al cinquanta per cento dl dodicesimo mese al diciottesimo mese. Ove mai l’assenza perdurasse per i successivi mesi si conserverà soltanto il posto di lavoro.

 

Se poi le patologie sono quelle cosiddette “gravi” esse non rientrano nel comporto del computo per cui sono fuori dai centottantagiorni.

L’assenza per malattia anche se dovuta a problemi seri di salute può essere sempre fiscalizzata. Oggi la competenza della visita fiscale è del responsabile del servizio, il quale ha la possibilità di fare delle obiettive valutazioni sulla opportunità o meno di fiscalizzare un dipendente verificando l’abitudinarietà o meno dello stesso ad assentarsi e considerando altresì che l’onere per il pagamento del controllo fiscale è a carico dell’azienda.

 

 

Congedi parentali dipendenti statali

 

I congedi parentali è un allargamento delle prerogative concesse al dipendente della pubblica amministrazione per potersi assentare dal lavoro a seguito di particolari eventi. Tra questi rientrano le assenze per malattie del bambino fino al terzo anno di vita, assenze per malattia del bambino fino all’ottavo anno di vita, il congedo biennale retribuito per i titolari di legge 104/92 con la connotazione di gravità, la maternità obbligatoria e quella facoltativa ecc ecc.

Le assenze per malattia del bambino si possono usufruire per un mese all’anno fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con retribuzione per intero per i successivi periodi la retribuzione è legata in particolare al possesso di determinati requisiti contributivi.

Il congedo biennale retribuito può essere richiesto  da quanti sono titolari di legge 104/92 con connotazione di gravità ( ovviamente non dal titolare ma da chi lo assiste ). La specificità di questo beneficio consiste nel fatto chela retribuzione percepita per l’intero arco dei due anni è intera e i contributi ai fini pensionistici sono versati regolarmente. Non vengono versati invece i contributi ai fini del TFS o TFR ( se si vorrà percepire per i suddetti periodi la liquidazione bisogno pertanto riscattarli ) , ne si maturano le ferie né si maturano i ratei relativi alla tredicesima mensilità. Il beneficio in argomento può essere richiesto e usufruito anche in maniera non continuativa. La riforme Fornero sulle pensioni aveva previsto anche una possibilità di accedere alla pensione con il vecchio trattamento pensionistico per quanti al 31/10/2011 si trovavano in congedo per il suddetto motivo ed avevano trentacinque anni di servizio. Un beneficio ahimè usufruito purtroppo da pochi.

 

 

Maternità dipendenti pubblici

 

Per quanto concerne la maternità obbligatoria c’è da dire che una costante giurisprudenza ne ha previsto la retribuibilità per intero ( quindi non più all’ottanta per cento ) come maldestramente si usava fare fino a poco tempo fa anche alla luce delle incertezze sulla normativa. Tuttavia uno dei danni prodotti dal decreto salva italia è stato quello che ha previsto al corresponsione del trenta per cento per tutte le assenze dal servizio legate alle astensioni facoltative.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

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lun, mag 20, 2013  Patrizia Caroli
Assistenza Domiciliare Inpdap: Presentazione di Domande entro il 30 Settembre.
3.31 (66.11%) 36 Vota Questo Articolo

Assistenza domiciliare Inpdap: Pubblicato l’avviso per presentare le richieste. La data di scadenza è il 30 settembre 2013, alle 12.00 ore.

L’Inpdap ha pubblicato l’avviso per la presentazione di richieste di assistenza domiciliare in favore delle persone non autonome.

 

Assistenza Domiciliare: in cosa consiste il servizio dell’Inpdap

 

Il servizio di assistenza domiciliare previsto dall’Inpdap a favore delle persone non autosufficienti consiste nella prestazione economica e di servizi, di tipo socio-assistenziale. Inoltre, questo servizio ha come obiettivo il sostenimento della comunità degli utenti non autonomi nell’affrontare e gestire al meglio le difficoltà quotidiane, connesse alla loro situazione di non autosufficienza.

 

Chi può richiedere il servizio di assistenza domiciliare Inpdap

 

L’assistenza domiciliare Inpdap può essere richiesta da persone non autosufficienti che rientrino in queste categorie:

-          Dipendenti pubblici o statali

-          Pensionati Inpdap

-          Coniugi conviventi dei dipendenti o pensionati Inpdap

-          Familiari di primo grado dei dipendenti o pensionati Inpdap

-          Orfani minorenni di dipendenti o pensionati pubblici

 

L’unico requisito è che i beneficiari devono avere la residenza nel territorio di uno dei dipendenti o pensionati Inpdap.

 

Come richiedere l’Assistenza Domiciliare Inpdap

 

Le domande per richiedere l’assistenza domiciliare Inpdap devono essere effettuate tramite internet, entro il 30 settembre 2013 alle ore 12.00.

Per effettuare la domanda è necessario accedere all’area riservata del sito ufficiale dell’Inps, gestione ex inpdap, attraverso il codice fiscale e il pin.

Vai alla nostra guida su come richiedere il PIN: Inps Richiesta PIN.

 

 

assistenza domiciliaria accesso area riservata

 

 

All’interno è possibile realizzare diversi servizi, rintracciabili tramite i criteri di ricerca indicati:

-          Area tematica (attività sociali, credito, ecc…)

-          Tipologia di Servizio (Consultazioni, Domande, Simulazioni….)

-          In Ordine alfabetico

 

Oppure direttamente attraverso la funzionalità di ricerca “Cerca un Servizio”.

 

ASSISTENZA DOMICILIARE DOMANDA

 

 

 

Nel caso delle richieste di assistenza domiciliare Inpdap, è necessario accedere ad attività sociali e successivamente Assistenza Domiciliare Domanda, come indicato nell’immagine. Questa procedura permette di presentare la domanda per accedere all’assistenza domiciliare Inpdap, visualizzare eventuale domande presentate e il loro stato di avanzamento.

Selezionando la voce “Inserisci Domanda” è possibile scaricare il PDF con il modulo apposito da compilare per richiedere il servizio. Alcuni dei dati saranno già stati compilati con le informazioni presenti nella banca dati dell’Inps.

 

assistenza domiciliare pdf

 

 

 

 

Nella sezione del modulo riservata al beneficiario, è molto importante porre la massima attenzione.

-          Nel caso di richiesta presentata dal dante causa o da un altro possibile beneficiario del servizio assistenza domiciliare Inpdap, il beneficiario può essere: il richiedente (cliccare la casella “me stesso”) o un familiare (selezionare la casella “altro familiare” e specificare chi)

-          Nel caso di richiesta presentata dal genitore o tutore di orfani minorenni vengono mostrati esclusivamente i minori

-          Nel caso di richiesta presentata dall’amministratore di sostegno del dipendente o del pensionato Inpdap vengono mostrati i soggetti assistiti.

 

Una volta compilati tutti i campi del modulo e accettata la privacy è possibile inviare la domanda, direttamente tramite Internet. La richiesta sarà valutata dalla Direzione Regionale Inps Gestione Dipendenti Pubblici che procederà successivamente a dare comunicazione all’interessato.

 

Per accedere all’area riservata e richiedere l’ Assistenza Domiciare Inpdap, segue questo link: Domanda Assistenza Domiciare Inpdap

 

Patrizia Caroli

 

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mer, mag 8, 2013  Valentina
Modulistica Legge 104. Tutto Quello Che Devi Sapere
3.68 (73.53%) 68 Vota Questo Articolo

Modulistica legge 104, precisamente all’art. 3 comma 3, riguarda la possibilità dei dipendenti statali  e non solo di poter usufruire di permessi retribuiti per donare assistenza a familiari affetti da grave disabilità certificata e comprovata. Più in generale la modulistica legge 104 garantisce una precisa serie di agevolazioni in termini lavorativi e di occupazione con lo scopo di conciliare l’attività lavorativa con quella della cura del familiare non abile.

 

Precisiamo subito che le agevolazioni previste con la modulistica legge 104 non possono essere applicate ai lavoratori a domicilio, agli addetti ai lavoro domestici e familiari, ai lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori parasubordinati.

 

modulistica legge 104

 

Modulistica Legge 104. Integrazioni del 2010

 

Esistono dei militi di accesso alla modulistica legge 104 ovvero e dei nuovi criteri stabiliti nel 2010 con una norma integrativa a tale legge e anche successive norme che hanno precisato meglio alcuni aspetti:

 

 

  1. I permessi possono essere accordati soltanto ad un unico dipendente, fatta eccezione al cosa in cui si tratti di genitori che devono assistere figli affetti da gravi disabilità. In questo unico caso specifico, la modulistica legge 104 prevede la fruizione alternata dei permessi.
  2. Possibilità di scegliere la sede di lavoro più vicina alla persona da assistere; viceversa non è possibile procedere al trasferimento un dipendente che usufruisce della modulistica legge 104 qualora non ci sia anche il suo consenso allo spostamento di sede lavorativa.
  3. A differenza di quanto prevedeva inizialmente la modulistica legge 104, dal 2010 non viene più richiesto il requisito della convivenza, della continuità ed esclusività dell’assistenza.
  4. L’assistito non deve essere in condizione di ricovero a tempo pieno.
  5. Sia le amministrazioni che i lavoratori devono riesaminare e confermare le posizioni dei benefici in oggetto secondo la modulistica legge 104 a cui va integrata la circolare 45/2010 dell’INPS, scaricabile dall’area riservata del sito dell’ente previdenziale.

 

Modulistica Legge 104: Casi e tipologie di richiesta

In particolare la modulistica legge 104 riguarda i seguenti casi specifici, suddivisi per tipologia di richiesta:

 

1. modello SR08 Hand 2- modulistica legge 104 per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità;

2. SR09, Hand 3  - modulistica legge 104 per il lavoratore disabile in situazione di gravità;

3. SR10, Hand 4 – modulistica legge 104 di congedo straordinario per assistere figli o affidati disabili in situazione di gravità;

4. SR11, Hand 5 – modulistica legge 104 di congedo straordinario per assistere il fratello o la sorella disabile in situazione di gravità;

5. SR64 Hand 6 – modulistica legge 104 congedo straordinario per assistere il coniuge disabile in situazione di gravità;

6. SR86. Hand 7 - modulistica legge 104 di congedo straordinario per assistere il genitore disabile in situazione di gravità.

 

 

Modulistica Legge 104. Dove Trovarla

 

Mentre il precedente istituto INPDAP non prevedeva il mezzo telematico, oggi l’INPS metta a disposizione dei propri utenti la modulistica legge 104 necessaria alla richiesta dei permessi e dei congedi lavorativi completamente e comodamente on line.

 

Si può accedere alla modulistica legge 104 infatti collegandosi al sito dell’ente previdenziale sotto la sezione “moduli”. La modulistica legge 104 rimane anche a disposizione in formato cartaceo presso tutte le sedi INPS nazionali.

 

Va precisato infine che la richiesta di fruizione dei permessi tramite modulistica legge 104 scade con l’anno solare e dovrà quindi essere rinnovata. Nel caso in cui entro questo periodo avvengano dei cambiamenti alla situazione familiare, il dipendente è obbligato entro 30 giorni alla loro comunicazione all’ente previdenziale.

 

 

Fonte: uglcomunicazioni / impresalavaro / vostrisoldi / ctr

 

 

Valentina Stipa

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mar, dic 18, 2012  Valentina
Congedo Straordinario Polizia di Stato:
1.5 (30%) 8 Vota Questo Articolo

Congedo Straordinario Polizia di Stato: Una modifica importante e sostanziale ai congedi straordinari per la polizia di stato è avvenuta lo scorso anno, con un decreto di riordino della materia messo a punto dell’allora governo in carica.

 

congedo straordinario polizia di stato

Fonte: UIL Polizia di Stato

Il decreto ha previsto una stretta importante sotto molti punti di vista sia in termini di bacino di soggetto che possono usufruirne che in termini di giorni, limitati a 30 su base annua. Il decreto in tema di congedo straordinario polizia di stato ha analizzato e rivisitato tutti i tipi di congedo fruibili dai membri del corpo; di seguito li riassumiamo, evidenziandone le caratteristiche primarie.

 

 

 

 

Congedo Straordinario Polizia di Stato e altri permessi

 

-      Congedo straordinario polizia di stato.

 

con il decreto è stato limitato il bacino dei membri della polizia di stato che possono goderne ovvero il coniuge convivente della persona disabile; i genitori nel caso di patologie invalidanti o morte precoce del coniuge; i figli conviventi, qualora non siano presenti né coniugi né genitori. In ultima istanza anche i fratelli o le sorelle.

Per poter usufruire del congedo straordinario polizia di stato i membri di questa categoria devono dimostrare la condizione di non ricovero del disabile. Infine le nuove norme del decreto prevedono una durata del congedo straordinario di massimo 24 mesi.

Per i membri della polizia di stato esiste anche la possibilità di usufruire di un ulteriore permesso non retribuito per un periodo continuativo che non ecceda i 6 mesi. Questa circostanza però prevede la fruizione di permessi in misura pari al numero di giorni di congedo ordinario che sarebbero stati maturati nello stesso arco di tempo lavorativo.

 

-      Congedo di maternità

 

Qualora dopo il 180 giorno dall’inizio della gravidanza di verificasse un’interruzione spontanea o terapeutica, il membro della polizia di stato può decidere di riprendere l’attività lavorativa in qualunque momento a patto che un medico specialista attesti la piena salute della paziente.

 

-      Permessi Legge 104

 

Rispetto a quanto previsto da questa normativa sono state introdotte due importanti modifiche:

  1. I membri del corpo di polizia di stato che possono usufruire del diritto all’assistenza di una o più parenti affetti da grave handicap sono circoscritti entro il primo grado di parentela che si estende fino al secondo nel caso in cui il genitore o il coniuge abbiamo compiuto i 65 anni, siano deceduti o siano a loro volta affetti da gravi patologie invalidanti.
  2. Nell’ottica di evitare soprusi rispetto alla fruibilità del congedo straordinario polizia di stato è stato inserito l’obbligo di assistenza del disabile che deve essere residente in un comune situato a distanza stradale superiore a 150 km e di certificare ad esempio con un titolo di viaggio il raggiungimento della località di residenza dell’assistito.

La normativa sul congedo straordinario polizia di stato si muove di pari passi rispetto a quella cui congedi parentali, ben più estesa e di forte applicabilità.

 

Attualmente è in discussione in parlamento la possibilità estesa anche ai membri della polizia di stato di permessi a ore da applicare in presenza di figli di età inferiore agli 8 anni. Tale norma fa parte della bozza di decreto “salva-infrazioni” con cui l’Italia tenta di uniformarsi alle normative europee sul tema, con lo scopo di chiudere le 21 procedure di infrazione in corso con Bruxelles e scongiurando le conseguenti maxi-multe.

 

 

 

Valentina Stipa

 

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