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Corpo Forestale dello Stato, in arrivo la scure della spending review



Corpo Forestale dello Stato, in arrivo la scure della spending review
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Lo scorso 8 maggio il Senato ha aperto l’esame del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione che all’art. 7 definisce il riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente e del territorio e la riorganizzazione di quelle del Corpo Forestale con l’eventuale assorbimento delle funzioni in quelle delle altre Forze di polizia. Si tratta di un punto di rilievo della riforma PA all’attenzione in questo momento dei due rami del Parlamento.

 

Corpo Forestale dello Stato

Corpo Forestale dello Stato: l’accorpamento

 

Nel frattempo un emendamento transitato in commissione Affari Costituzionali del Senato ha provveduto a tutelare e mettere al sicuro la categoria dei forestali autonomi proprio nell’ambito delle operazioni di sfoltimento della spesa pubblica: l’accorpamento infatti riguarda in via esclusiva il Corpo forestale dello Stato, mentre nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano dovrebbero restare ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali. Per motivi di spending review, dunque, ci si prepara all’abolizione il Corpo Forestale dello Stato. Tuttavia non si interverrà né sulle circa 3mila unità autonome né sulle 2800 unità delle Polizie Provinciali: un totale di 5745 unità che resisteranno a fronte delle circa 8mila unità del Corpo forestale dello Stato che svolgono le loro attività su tutto il territorio nazionale.

 

Le voci in direzione opposta

 

Ma giungono voci dissonanti in materia: il commissario Enrico Buemi (Psi) e il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti affermano: “Per quanto riguarda l’accorpamento del Corpo Foerestale con i Carabinieri? Noi riteniamo che il Corpo Forestale debba mantenere una propria identità, perché attraverso il mantenimento dell’identità può sviluppare sempre meglio la propria conoscenza, la propria esperienza e la propria specializzazione, che, con tutto il rispetto – figuriamoci – per le altre Forze di polizia, per quanto riguarda il Corpo forestale dello Stato non concerne soltanto i rifiuti, ma anche tutta la criminalità ambientale”.
A parere di questi ultimi, la soppressione del Corpo forestale dello Stato non farebbe altro che togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che disponga delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali. “Si potrebbe osservare che non lo sopprimiamo, ma lo accorpiamo e lo facciamo assorbire dalla Polizia di Stato. Noi paventiamo che questo eventuale assorbimento, che forse risponde a esigenze di finanza, di spending review, potrebbe rischiare di stemperare di molto il patrimonio di conoscenze e di esperienze e, quindi, la capacità investigativa di questo Corpo, che noi sosteniamo e che è il più diretto e stretto collaboratore nostro, come procura nazionale, e delle procure distrettuali” prosegue Roberti, nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti dello scorso novembre.

 

I progetti definitivi per tagliare la spesa

 

Proprio negli scorsi giorni era giunto l’annuncio, praticamente definitivo, del ministro della PA Marianna Madia in merito al tema dell’accorpamento: “Sulle forze di polizia stiamo facendo un’operazione rivoluzionaria, che porterà ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Dall’accorpamento dei servizi strumentali, come uffici legali e acquisti all’assorbimento della Forestale in un altro corpo di Polizia”.

 

Fonti: Sole24Ore.it, panorama.it

 

Roberta Buscherini

 

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