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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Corpo Forestale dello Stato'

ven, mag 27, 2016  Patrizia Caroli
Accorpamento Corpo Forestale: cosa succede da qui alla fine del 2016?
1.4 (27.74%) 31 Vota Questo Articolo

Si tratta di uno dei numerosi decreti attuativi che danno forma a quella che si configura come una vera e propria rivoluzione all’interno della Pubblica Amministrazione italiana, con un particolare stralcio di cambiamenti che riguarderà proprio il Pubblico Impiego: il decreto che toccherà il Corpo forestale dello Stato contribuirà a sancire in via definitiva il suo accorpamento all’interno dell’Arma dei Carabinieri, al fine (così almeno si comprende a tra gli obiettivi teleologici del Governo Renzi) di evitare del tutto sovrapposizioni di competenze e sprechi.

 

copoforestaleaccorpamento

Corpo Forestale: le conseguenze della Riforma PA

 

7mila forestali transiteranno così all’interno dell’Arma dei Carabinieri: in fase di attuazione è pertanto la successione dell’Arma dei Carabinieri in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi del Corpo Forestale dello Stato, compresi i contratti individuali di lavoro stipulati col personale assunto (ex legge 5 aprile 1985, n. 124). L’obiettivo è ovviamente quello di mantenere inalterate le funzioni attualmente svolte dai forestali nella transizione all’Arma dei Carabinieri: a quest’ultima saranno attribuite le funzioni in materia di sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. L’organizzazione forestale dell’Arma comprenderà al suo interno reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento di compiti peculiari o che svolgono attività di elevata specializzazione in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale. Va ricordato in tal senso che il Corpo Forestale conta oltre 7mila dipendenti in tutta Italia (specializzati nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico).

 

Il caso dei 600 lavoratori forestali della Regione Umbria

 

Scendendo nel particolare della procedura di accorpamento ed analizzando alcune pieghe concrete delle singole storie che popolano (o che riguardano da vicino) questa articolazione del Pubblico Impiego italiano, non si può evitare di raccontare la vicenda degli oltre 600 lavoratori forestali riuniti negli scorsi giorni a Bastia Umbra per rivendicare l’importanza e la dignità del proprio lavoro e chiedere garanzie sul futuro di un comparto strategico per lo sviluppo locale, per l’ambiente, per la difesa del territorio.
Nel corso dell’assemblea regionale dei lavoratori forestali dell’Umbria (organizzata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil dell’Umbria), con la partecipazione dell’assessore all’agricoltura Fernanda Cecchini, e del presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, ha posto in chiara evidenza la legittima necessità di risposte da parte dei lavoratori delle ex comunità montane, molto preoccupati” per l’incertezza sulla sostenibilità e sul funzionamento dell’Agenzia della Forestazione.

 

Umbria: punti critici e soluzioni

 

I sindacati, si legge nel comunicato emesso, hanno elencato le criticità che si sono venute a creare dopo la costituzione dell’Agenzia della Forestazione nel 2011: la maggior parte dei Comuni, a partire da quello del capoluogo di Regione Perugia, si sono sottratti o hanno ridimensionato il loro coinvolgimento. In ulteriore istanza sono stati elencati i punti critici: la partenza dell’Agenzia senza alcuna copertura finanziaria, ha determinato tensioni e squilibri, le competenze dell’Agenzia ridotte rispetto alle vecchie comunità montane, l’età media dei lavoratori è molto alta (53 anni), la mancanza di omogeneità contrattuale ed il fatto che dal 2010 non ci sia stata più contrattazione né di primo né di secondo livello.
La road-map indicata dal sindacato per uscire da qusato stallo è chiara: necessario allargare e verificare le funzioni dell’agenzia per la difesa del territorio a 360 gradi, superare la logica della provvisorietà della stessa, attraverso un intervento legislativo della Regione, riaprire il capitolo del turn-over occupazionale ed attivare immediatamente il fondo di rotazione per risolvere in maniera definitiva il problema della liquidità.

 

Fonte: umbria24.it, pensionioggi.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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mer, giu 10, 2015  Roberta Buscherini
Corpo Forestale dello Stato, in arrivo la scure della spending review
4 (80%) 3 Vota Questo Articolo

Lo scorso 8 maggio il Senato ha aperto l’esame del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione che all’art. 7 definisce il riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente e del territorio e la riorganizzazione di quelle del Corpo Forestale con l’eventuale assorbimento delle funzioni in quelle delle altre Forze di polizia. Si tratta di un punto di rilievo della riforma PA all’attenzione in questo momento dei due rami del Parlamento.

 

Corpo Forestale dello Stato

Corpo Forestale dello Stato: l’accorpamento

 

Nel frattempo un emendamento transitato in commissione Affari Costituzionali del Senato ha provveduto a tutelare e mettere al sicuro la categoria dei forestali autonomi proprio nell’ambito delle operazioni di sfoltimento della spesa pubblica: l’accorpamento infatti riguarda in via esclusiva il Corpo forestale dello Stato, mentre nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano dovrebbero restare ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali. Per motivi di spending review, dunque, ci si prepara all’abolizione il Corpo Forestale dello Stato. Tuttavia non si interverrà né sulle circa 3mila unità autonome né sulle 2800 unità delle Polizie Provinciali: un totale di 5745 unità che resisteranno a fronte delle circa 8mila unità del Corpo forestale dello Stato che svolgono le loro attività su tutto il territorio nazionale.

 

Le voci in direzione opposta

 

Ma giungono voci dissonanti in materia: il commissario Enrico Buemi (Psi) e il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti affermano: “Per quanto riguarda l’accorpamento del Corpo Foerestale con i Carabinieri? Noi riteniamo che il Corpo Forestale debba mantenere una propria identità, perché attraverso il mantenimento dell’identità può sviluppare sempre meglio la propria conoscenza, la propria esperienza e la propria specializzazione, che, con tutto il rispetto – figuriamoci – per le altre Forze di polizia, per quanto riguarda il Corpo forestale dello Stato non concerne soltanto i rifiuti, ma anche tutta la criminalità ambientale”.
A parere di questi ultimi, la soppressione del Corpo forestale dello Stato non farebbe altro che togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che disponga delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali. “Si potrebbe osservare che non lo sopprimiamo, ma lo accorpiamo e lo facciamo assorbire dalla Polizia di Stato. Noi paventiamo che questo eventuale assorbimento, che forse risponde a esigenze di finanza, di spending review, potrebbe rischiare di stemperare di molto il patrimonio di conoscenze e di esperienze e, quindi, la capacità investigativa di questo Corpo, che noi sosteniamo e che è il più diretto e stretto collaboratore nostro, come procura nazionale, e delle procure distrettuali” prosegue Roberti, nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti dello scorso novembre.

 

I progetti definitivi per tagliare la spesa

 

Proprio negli scorsi giorni era giunto l’annuncio, praticamente definitivo, del ministro della PA Marianna Madia in merito al tema dell’accorpamento: “Sulle forze di polizia stiamo facendo un’operazione rivoluzionaria, che porterà ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Dall’accorpamento dei servizi strumentali, come uffici legali e acquisti all’assorbimento della Forestale in un altro corpo di Polizia”.

 

Fonti: Sole24Ore.it, panorama.it

 

Roberta Buscherini

 

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ven, lug 18, 2014  Marco Brezza
Pensione ordinaria corpo forestale: ecco le cinque categorie più importanti
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

L’istituto della pensione ordinaria corpo forestale consta di una struttura composita e stratificata che si delinea attraverso cinque categorie, tutte attraversate dal concetto generale di ordinarietà. Risulta interessante analizzarle rapidamente per comprendere al meglio l’architettura del sistema previdenziale che fa riferimento ai dipendenti pubblici impiegati all’interno di questa forza di polizia ad ordinamento civile che opera nel nostro paese con prevalenti funzioni di polizia ambientale, forestale, venatoria, agroalimentare di sorveglianza di parchi nazionali ed aree naturali statali protette.

 

pensione ordinaria corpo forestale

Fonte: regione.sicilia.it

Pensione ordinaria corpo forestale: trattamento di vecchiaia

 

Il trattamento inerente alla pensione ordinaria corpo forestale di vecchiaia si delinea configurandosi come prestazione dovuta ai dipendenti del Corpo Forestale dello Stato che cessano dal servizio per raggiunti limiti di età: tale limite è definito dal Decreto legislativo 165/1997 e si distribuisce tra i 60 e i 65 anni a seconda del ruolo che si ricopre (ad esempio per gli ispettori è 60 anni, per il personale che effettua attività tecnico-scientifica e simili il limite è 65 anni). Questa prestazione pensionistica (che decorre dal giorno successivo al compimento degli anni) si ottiene tramite domanda, disponibile sul sito internet dell’Inpdap, presentata dall’interessato presso l’ufficio Inpdap territorialmente competente, almeno cinque mesi prima della data di cessazione dal servizio.

 

La pensione di anzianità

 

Per ciò che inerisce invece alla pensione di anzianità per i dipendenti del corpo forestale, la disciplina si tratteggia in questo modo: coloro che abbiano raggiunto i diversificati requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica o di sola anzianità contributiva possono andare in pensione tramite istanza sempre corredata di documentazione. Il tutto si dfinisce attraverso idonei schemi che incrociano anzianità di servizio e età anagrafica, distinti in scaglioni temporali a seconda dell’anno in cui si maturano i requisiti.

 

Pensione ordinaria corpo forestale, la destituzione

 

La pensione ordinaria corpo forestale poi si arricchisce di altre tre tipologie di trattamento: la pensione per destituzione, quella per infermità e quella di reversibilità. Pare qui interessante analizzare la prima tipologia, ovvero quella inerente alla pensione per destituzione. Questa particolare forma di trattamento è destinata ai dipendenti pubblici impiegati presso il corpo forestale dello Stato che sono stati destituiti dal servizio: essi acquisiscono il diritto al trattamento di quiescenza ordinario al verificarsi dei medesimi requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica o di sola anzianità contributiva previsti per gli ordinari pensionamenti di anzianità. Anche in questo caso bisogna effettuare domanda presso la sede Inpdap territorialmente competente.
Rilevante è anche l’istituto della pensione per infermità, definita talora anche come dispensa. Questa tipologia di trattamento pensionistico spetta a coloro i quali sono dispensati dal servizio per infermità, possedendo contemporaneamente un’anzianità contributiva effettiva di almeno 12 anni e una anzianità utile di almeno 15 anni. Decorrenza ed ottenimento della prestazione pensionistica possiedono i medesimi requisiti delle altre tipologie di trattamento.
Varia risulta pertanto la struttura complessiva inerente alla pensione ordinaria corpo forestale: un “corpus” generale che può essere ricondotto alle tipologie qui rapidamente illustrate e che è sempre buona norma tenere in considerazione.

 

Fonte: uilcfs.it

Marco Brezza

 

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mer, set 18, 2013  Valentina
Guardia Forestale. Continuano Sequestri E Controlli a Tappeto
4.2 (84%) 5 Vota Questo Articolo

 

In questo momento di crisi e risparmio frenetico, il lavoro della guardia forestale è molto prezioso. In due giorni infatti i suoi uomini hanno sequestrato 18.000 chilogrammi di spaghetti di semola e circa 17.000 chilogrammi di fettuccine di semola in cartoni non idonei a contenere alimenti e privi di etichettatura e dunque senza né lotto né data di scadenza e 1.100 kg di cannabis sativa all’interno di un uliveto in stato di abbandono. Due modi differenti per fare soldi sulle spalle di qualcun altro.

 

guardia forestale

Molte i sequestri e gli arresti in queste ultime settimane da parte della Guardia forestale.

Questo è uno dei preziosi compiti della guardia forestale, forza di polizia ad ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. Proprio per tutte queste caratteristiche diverse, la guardia forestale è suddivisa in nuclei specializzati e a loro volta suddivisi in gruppi provinciali chiamati NIPAF (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale) che a livello centrale prende invece il nome di NICAF (Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale).

 

Tra i vari strumenti di lavoro utilizzati dalle guardie forestali c’è il servizio cinofilo destinato principalmente ad attività di protezione civile, di ricerca e soccorso di persone. Meno conosciuto ma importante al pari di quello cinofilo, c’è anche il servizio a cavallo che sorveglia boschi e aree di interesse naturalistico.

 

Proprio in questo contesto, per l’azione svolta a tutela del patrimonio naturalistico italiano lo scorso agosto il Corpo forestale dello Stato ha ricevuto il Premio “Terra e Pace“, giunto alla sua tredicesima edizione e organizzato in occasione del 68° anniversario della tragedia di Hiroshima e Nagasaki per ricordare le vittime dell’olocausto nucleare. La motivazione di questo premio è stata” in ragione della sua storia e dell’opera svolta a favore della tutela del patrimonio paesaggistico e faunistico italiano, per la prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare e per la molteplicità delle funzioni esercitate per la salvaguardia del territorio”.

 

 

Fonte: corpoforestale / grnet / irpinia24

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, nov 29, 2012  Roberta Buscherini
Concorsi Corpo Forestale dello Stato
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Concorsi Corpo Forestale dello Stato – Convocazione al 38 corso per 222 vice ispettori

 

concorsi corpo forestale dello stato

Foto: Corpoforestale.it

Il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha pubblicato un decreto per convocare i 222 forestali, presenti nelle graduatorie approvate con Decreto 10 novembre 2009, del concorso per vice ispettori (20 dic. 2004) al 38 corso per la nomina al ruolo.
Il corso per vice ispettori, parte dei concorsi corpo forestale dello stato, inizierà il prossimo 17 dicembre presso la Scuola del CFS, a Rieti e Ceva (CN).
I dipendenti convocati, risultati idonei ai concorsi corpo forestale dello stato, devono presentarsi nelle sedi assegnate (segui link in fondo all’articolo) entro le 12.00 per iniziare il corso.

 

 

Concorsi Corpo Forestale dello Stato _ Dettaglio Corso

 

 

Il 38 corso di vice ispettori avrà una durata di 6 mesi e prevede vitto e alloggio, presso la scuola di formazione assegnata. Inoltre, avrà diritto ad un trattamento ridotto di missione in base alle normative vigenti.
Segue questo link per accedere all’elenco del personale presente nelle graduatorie dei concorsi corpo forestale dello stato e vedere le sedi di formazione attribuite.

 

Concorsi Corpo Forestale dello Stato e Formazione

 

 

Per i concorsi corpo forestale dello stato, la formazione e l’addestramento sono imprescindibili. In questo senso, esiste un’ampia e accurata pianificazione di tutte le attività formative annue che hanno l’obiettivo di garantire la sicurezza in montagna e il rispetto alla biodiversità.

La maggior parte dei corsi e concorsi corpo forestale dello stato hanno la missione di formare dipendenti specializzati nella “difesa del patrimonio agroforestale italiano e del controllo territoriale, con particolare riferimento proprio alle aree rurali e montane del Paese; nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’ecosistema; nella conservazione delle biodiversità e  monitoraggio ambientale”.

 

Fonti: Fns Cgil // CorpoForestale.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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