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Decreto assenteismo e i furbetti del cartellino, il pugno di ferro del Governo



Decreto assenteismo e i furbetti del cartellino, il pugno di ferro del Governo
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Furbetti del cartellino, ora non si scherza più: il Consiglio dei ministri di mercoledì scorso ha infatti approvato in via definitiva il decreto che reca importanti modifiche in materia di licenziamento disciplinare per i dipendenti pubblici. Il decreto interviene sulla disciplina prevista per la fattispecie di illecito disciplinare denominata “falsa attestazione della presenza in servizio”. L’ufficialità è sancita nel merito dalla seguente disposizione tratta dal comunicato stampa di Palazzo Chigi: “Al dipendente colto in flagrante sarà applicata la sospensione cautelare entro 48 ore e attivato il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni. È prevista la responsabilità disciplinare del dirigente (o del responsabile del servizio) che non proceda alla sospensione e all’avvio del procedimento”. Insomma, come afferma il presidente Renzi, “per chi viene beccato a timbrare il cartellino e andarsene la pacchia è finita”.

 

Assenteismo PA

Furbetti del cartellino: il decreto assenteismo del Governo

 

Una rivoluzione “copernicana” in ambito di Pubblico Impiego che mette fine a quella che si configurava, probabilmente, come una ingiusta disparità di trattamento tra impiego pubblico e privato. In Consiglio dei Ministri sono state accolte le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e sono state recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza unificata e dal Consiglio di Stato. La settimana scorsa si è chiusa la discussione in materia: non ci sono più alibi ora, la materia è disciplinata in maniera molto più stretta.

 

Licenziamenti disciplinari PA: cosa cambia ora con il decreto assenteismo?

 

Ma come si definisce nello specifico la misura che sancisce il “pugno di ferro” nei confronti dei dipendenti pubblici che timbrano e poi non si recano sul luogo di lavoro? Si precisa nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri che la fattispecie di falsa attestazione della presenza in servizio comprende anche quella realizzata mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento. Inoltre viene garantito al dipendente il diritto alla percezione di un assegno alimentare nel corso del periodo di sospensione cautelare dal lavoro. Permangono, seppur in maniera modificata, le congrue tutele per il dipendente pubblico colto in fragrante: al fine di garantire un’opportuna scansione temporale delle diverse fasi del procedimento e per assicurare idonee garanzie di contraddittorio a difesa del dipendente, è stato previsto che con il provvedimento di sospensione si procederà alla contestuale contestazione dell’addebito e alla convocazione del dipendente dinanzi all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari. Il dipendente verrà convocato per il contraddittorio con preavviso di almeno 15 giorni e potrà farsi assistere da un procuratore o da un rappresentante sindacale. Le sanzioni saranno comminate anche al vertice dirigenziale: è importante sottolineare, infatti, che nei casi in cui il dirigente abbia avuto notizia dell’illecito e non si sia attivato senza giustificato motivo viene prevista la responsabilità per omessa attivazione del procedimento disciplinare e omessa adozione del provvedimento di sospensione cautelare con conseguente comunicazione dell’accaduto all’Autorità giudiziaria.

 

Assenteismo dipendenti pubblici

 

Un tema bollente quello dei “furbetti del cartellino”, messo in evidenza dall’ultimo gravissimo caso di cronaca caratterizzato dall’arresto di 9 dipendenti della ASL di Caserta in servizio nel Distretto 13 di Maddaloni. Questi ultimi lasciavano il posto di lavoro subito dopo aver timbrato il badge o timbravano il badge dei colleghi assenti. L’ennesimo caso che getta cattiva luce su tutta la categoria dei dipendenti statali, compresa purtroppo quella “maggioranza silenziosa” di impiegati pubblici che fanno il loro lavoro correttamente e si comportano eticamente. E mentre i dati sull’assenteismo sono in aumento nel Pubblico Impiego, ci si interroga operativamente sui tempi per varare i decreti attuativi della riforma PA che dovranno sistemare le cose anche in materia di controllo sulle assenze per malattia nella Pubblica Amministrazione. I termini per il varo degli ulteriori decreti scadono nei primi mesi del 2017, ma il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha detto di voler provvedere entro questo mese di luglio.

 

Fonti: Sole24Ore, Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

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