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Responsabilità dei Medici: ecco cosa cambia con il Decreto Balduzzi



Responsabilità dei Medici: ecco cosa cambia con il Decreto Balduzzi
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L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto sanità elaborato dal Ministro della Salute Renato Balduzzi ha introdotto numerose novità in tema di responsabilità professionale dei medici, in particolare nella cosiddetta “medicina difensiva”, quella per capirsi che vede prescrivere esami diagnostici non necessari per evitare responsabilità civili, con gravi conseguenze sia per la salute dei cittadini che per le tasche dello stato e non ultimo con forti ripercussioni anche sulle liste di attesa che, già di per sé bibliche.

 
Nel dettaglio, il decreto Balduzzi, in termini di responsabilità professionale del medico, prevede in caso di colpa lieve che il giudice tenga conto dell’osservanza delle linee guida e delle bune pratiche della comunità scientifica nazionale e internazionale.
In parole più semplici se ha seguito le indicazioni della scienza non avrà mai nessuna responsabilità, diversamente, invece dovrà risponderne.
Nel comma 1 all’art.3 viene enfatizzata l’importanza di attenersi alle linee guida della comunità scientifica  perché è proprio questo che dovrà tenere conto il giudice nel momento in cui debba valutare la responsabilità del medico.

 
Nel Decreto Balduzzi vengono inoltre disciplinate in modo preciso procedure e requisiti minimi per l’idoneità della copertura assicurative, che per alcune categorie con un rischio professionale molto alto  è obbligatoria e include anche un fondo specifico finanziato dagli stessi professionisti e dalla compagnia assicurativa. In quest’ultimo caso l’importo è determinato in percentuali agli incassi dell’anno precedente e non può comunque superare il 4% del premio stesso.

 
Il danno biologico invece rimane disciplinato dalla legge 209/2005 secondo le tabelle in essa previste.
Il Decreto Balduzzi non è stato ritenuto una buona cosa da tutti però; un esempio sono le dichiarazioni di Antonio Lepre, magistrato ordinario del Tribunale di Napoli che non ha risparmiato critiche neanche alla forma oltre che alla sostanza del decreto stesso, in particolare, nella parte in cui si dichiara che  il giudice accerta la colpa lieve del medico “nel caso concreto“; il magistrato sottolinea che “non risulta che i giudici possano decidere di casi in astratto, se c’è un giudice evidentemente c’è un caso concreto portato alla sua attenzione ”.

 
Il magistrato ha poi rincarato la dose “non pare che la disposizione sulla responsabilità professionale rispetti i requisiti di necessità e urgenza di cui all’art. 77 della Costituzione, sicché sul punto il decreto ci sembra non conforme al dettato costituzionale; anche se evidentemente il tutto va valutato alla luce del complesso delle disposizioni contenute nel decreto ”.

 

Fonte: Ibidem

 

 

 

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