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Decreto Dipendenti Pubblici. Il Senato Approva. I Sindacati No



Decreto Dipendenti Pubblici. Il Senato Approva. I Sindacati No
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A rischio oltre 70 mila lavoratori anche a tempo determinato e senza ammortizzatori sociali nel settore pubblico dopo l’approvazione al senato del decreto D’Alia pubblicizzato come quello “salva-precari”. O questo almeno è l’allarme dei segretari generali delle associazioni di categoria dei dipendenti pubblici: Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa) dopo il voto del senato, lasciapassare verso la Camera per la conversione definitiva in Legge con 137i voti a favore, 57 contrari e un solo astenuto, hanno dichiarato all’unisono che “non c’è la volontà politica di risolvere il problema del precariato nella Pubblica amministrazione e quanto avvenuto in commissione bilancio del Senato, ne è una chiara dimostrazione”.

 

Ma cosa prevede questo testo?

 

dipendenti pubbliciPrima di tutto mantiene il piano di salvataggio per migliaia di lavoratori atipici della pubblica amministrazione fino al 2016. In questo anno quindi i posti riservati ai precari andranno a esaurimento. Le graduatorie degli anni precedenti che non hanno trovato riscontro nelle assunzioni perderanno la loro validità nel 2017, in corrispondenza del piano di rientro dei precari. Inoltre il 50% dei posti nei concorsi pubblici verranno riservati per i prossimi 4 anni a dipendenti o ex dipendenti che abbiano maturato almeno 3 anni di lavoro nell’ultimo quinquennio.

 

Oltre ai provvedimenti per i precari, il decreto approvato a Palazzo Madama riguarda anche altri aspetti della pubblica amministrazione come l’acquisto e la spesa del parco auto che non potrà eccedere il 60% di quella sostenuta nel 2013; stesso ragionamento da estendere anche alle consulenze ridotte all’80% rispetto all’anno in corso.

 

Vengono anche cancellate da questo decreto le 120 assunzioni previste nell’Agenzia della Coesione Territoriale che viene comunque istituita a supporto delle pubbliche amministrazioni per la gestione dei fondi comunitari. Ultima modifica: le visite fiscali non saranno più di competenza dell’Asl, ma diventeranno dell’Inps.

 

Le lamentele dei sindacati di categoria non vertono tanto su quanto stabilito, quanto sulle mancanza di questo decreto: “Nel testo approvato non c’è nemmeno una vera e propria proroga dei contratti, che è limitata a quelle poche amministrazioni locali che avranno i margini per permettersela. Proroga che assolutamente dovrà essere fatta prima della scadenza di fine dicembre, se si vuole evitare la paralisi dei servizi”. E in effetti il decreto ha esteso il blocco dei contratti relativo al triennio 2010-2012 fino al 31 dicembre 2014 e ha previsto un taglio del 10% della spesa degli straordinari a decorrere dall’anno 2014.

 

I sindacati avevano proposto diversi emendamenti al testo per migliorarlo nella sostanza  e la loro opera di modifica non si ferma neanche dopo l’approvazione.

 

 

Fonte: businnessonline / leggioggi / iltaccoditalia

 

 

Valentina Stipa

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