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Scuola. Livello di digitalizzazione pessimo



Scuola. Livello di digitalizzazione pessimo
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Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Negli ultimi tempi si è parlato molto di concorsi, di mobilità, di docenti e forse si è perso di vista la scuola in sè.

Mi spiego: rispetto ai cugini europei la nostra scuola è abbastanza tecnico logia, abbastanza digitalizzata, al passo coni tempi insomma?
A quanto pare no. A dirlo, senza paura di smentite è l’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano il quale insieme a Link Campus University l’Università degli Studi Roma Tre e la collaborazione di ANP – Associazione Nazionale Dirigenti e alte professionalità della scuola – ha eseguito uno studio mirato a capire il livello di diffusione del digitale nei processi scolastici italiani.

 

 

 

Scuola. La strada da fare è ancora lunga

 

Lo studio in questione è stato realizzato tra gennaio e marzo 2016 su oltre 1000 docenti.
Da questo studio emerge di fatto una grande spaccatura della scuola italiana, che di base però si mostra eccessivamente debole in termini di tecnologia informatica.
Da un lato, i processi amministrativi e gestionali hanno un grado medio di evoluzione, con il 75 % degli istituti che amministra classi, iscrizioni, diplomi e comunicazioni scuola/famiglia in maniera digitalizzata.

Esiste poi il lato dell’attività didattica vera e propria, nella quale la carenza informatica è evidente e piuttosto grave. E non solo in termini d strumenti, ma anche e soprattutto in termini di competenze del personale didattico.

 

Scuola. Il tema interessa anche le Istituzioni

 

Dell’argomento, seppure in maniera non diretta se ne stanno occupando anche le istituzioni. Lo stesso presidente della camera Boldrini ha ammesso che “il digitale entra sempre più nella nostra vita: voglio che il Parlamento se ne occupi e i giovani imparino a orientarsi e difendersi”; questa dichiarazione arriva proprio a seguito dell’inizio dell’iter della commissione parlamentare per i diritti di internet nelle scuole d’Italia, con lo scopo di “andare nelle classi a discutere con ragazzi e insegnanti dell’utilizzo consapevole del web. Per stimolare la cultura della verifica delle notizie, l’alfabetizzazione digitale, quella che chiamerei educazione civica digitale”.

 

 

Fonte: corriere / lastampa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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