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Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?



Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?
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Oggi i sa arrivare a fine mese è un problema diffuso. Per questo molti, anche i dipendenti pubblici, da sempre considerati categoria privilegiata, quando possono cercano di arrotondare lo stipendio fisso con altre entrate che permettano di condurre una vita tranquilla e magari di togliersi qualche sfizio in più.

Dunque anche chi possiede un’occupazione all’interno del pubblico impiego può relazionarsi con altre forme di lavoro di diversa tipologia.  vediamo allora insieme quali ulteriori contratti di lavoro possono essere stipulati e iniziamo a introdurre la questione relativa al  dipendente pubblico prestazione occasionale.

 

Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?

Dipendente pubblico prestazione occasionale: ecco 2 cose da sapere

 

In via introduttiva va detto che in Italia vige il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico: il dipendente statale è tenuto a garantire l’imparzialità e il buon andamento dell’attività amministrativa (un principio di rilievo costituzionale) dedicandosi completamente al proprio lavoro presso l’ufficio cui è destinato, senza distrarre le proprie energie lavorative verso attività diverse e non inerenti a quelle che hanno che fare con le sue precipue mansioni presso la Pubblica Amministrazione.
Entrando nello specifico della questione inerente al dipendente pubblico prestazione occasionale, bisogna in primo luogo definire che cos’è una prestazione occasionale: si tratta di una forma di rapporto di lavoro spesso utilizzata da giovani e lavoratori dipendenti che hanno una possibilità di guadagno extra sfruttando le proprie competenze in altri ambiti. Nella sua definizione normativa comprende qualsiasi attività di lavoro che non abbia abitualità, professionalità, continuità e coordinazione. occasionale appunto. Questa tipologia di lavoro nasce con la famosa Legge Biagi nel 2003 3 ha subito nel corso degli anni alcune modifiche sostanziali.

 

Prestazione occasionale: la disciplina normativa

 

Attraverso la prestazione occasionale si ha la possibilità di lavorare in modo indipendente senza aprire partita IVA.

Proprio negli ultimi mesi, con la cancellazione del voucher, questo ambito ha subito molte modifiche; il 5 luglio scorso proprio l’INPS ha emanato una circolare esplicativa sulle nuove metodologie di regolamentazione del lavoro occasionale. E’ infatti proprio l’ente previdenziale appena citato che gestisce la parte economica.

 

 

Esistono due strumenti previsti dalla legge per poter eseguire lavori occasionali.

Il primo è il libretto famiglia per privati; il secondo è il contratto di prestazioni occasionali  CPO; per entrambi questi strumenti è stato fissato un limite massimo di retribuzione a 5 mila euro netti annui.

Oltre a quello economico esiste anche un limite di carattere dimensionale che riguarda le aziende. per poter usufruire delle prestazioni di lavoro occasionale, il datore di lavoro non può avere oltre i 5 dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Fatti salvi i due limiti appena esplicitati, possono prestare lavoro occasionale i professionisti, i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le associazioni, le fondazioni ed altri enti.

 

Ciò che più interessa ai fini di questo articolo però è che questa tipologia di prestazione lavorativa non può però essere utilizzata da talune categorie di lavoratori: tra queste vi sono i dipendenti pubblici.

 

Dipendente pubblico prestazione occasionale: l’eccezione

 

Tra le altre categorie di lavoratori esclusi dalla possibilità di effettuare la prestazione occasionale vi sono gli iscritti agli albi, coloro che appartengono a commissioni e ad organi di amministrazione e coloro che lavorano presso enti sportivi legalmente riconosciuti.

 
Ecco pertanto chiarita la questione relativa al tema del dipendente pubblico prestazione occasionale. È confermato quindi quel principio direttivo centrale nell’ordinamento italiano che citavamo in apertura. L’obiettivo sotteso a questo assunto è chiaramente legato al tentativo di evitare conflitti di interessi fra Amministrazione Pubblica e dipendenti statali.

Viene certamente da chiedersi se ha ancora senso oggi, nel momento di massima recrudescenza della crisi economica, il perdurare di questo divieto.

 

È comunque evidente che vale la regola per cui il dipendente pubblico che lavora part-time può effettuare delle prestazioni occasionali: a patto però che le stesse non cagionino un pregiudizio al corretto espletamento dei compiti che il dipendente è chiamato a svolgere all’interno dell’Amministrazione: insomma per quanto riguarda la questione dipendente pubblico prestazione occasionale, quest’ultima non deve in alcun modo contrastare con gli obblighi e i doveri istituzionali, o comunque riferibili a settori coincidenti con quelli demandati per legge alla propria amministrazione.

 

 

 

 

 

Fonte: arealavoro / fiscoetasse

 

 

 

 

Marco Brezza

 

 

 

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Un Commento a “Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?”

  1. simone Says:

    a me non risulta proprio che i dipendenti pubblici non possano svolgere prestazioni occasionali, o meglio, non possono farlo solo senza aver ottenuto preventivamente il permesso-autorizzazione scritta da parte del proprio dirigente. Conosco dipendenti pubblici che hanno ottenuto tranquillamente il permesso (scritto) da parte del loro dirigente, e hanno potuto tranquillamente svolgere prestazioni occasionali, ovviamente nei limiti di tempo (30 giorni annui) e di reddito previsti. So anche che, per certi “dipendenti pubblici”, credo ad es. funzionari, non sia nemmeno necessario chiedere permessi/autorizzazioni, e che addirittura possano svolgere anche un secondo lavoro regolarmente (alla faccia della equità e giustizia sociale)

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