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Dipendenti Comunali. Un universo in tumulto



Dipendenti Comunali. Un universo in tumulto
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Fonte: romatoday.it

Fonte: romatoday.it

Se ne parla poco perché si considerano realtà locali, aderenti al territorio e ad esso collegate, dunque senza una rilevanza nazionale.

Ma a dire il vero l’universo dei dipendenti comunali il suo malumore, seppure per motivazioni differenti, si fa sentire in maniera costante su tutto il territorio italiano e inizia ad avere una eco che difficilmente potrà rimane ancora nell’ombra per lungo tempo.

 

Seppure come è intuitivo che sia, ogni realtà locale vive un mondo proprio, le rivendicazioni dei dipendenti comunali sono accomunate da fattori identici su tutto il territorio nazionale e fanno capo a tagli del governo e a servizi ai cittadini per proprio a causa di questi tagli, rischiano di venire meno.

 

Seppure non se ne parla sui mezzi d informazione nazionali, i dipendenti comunali di quasi tutta Italia sono scesi in piazza a più riprese nelle ultime settimane e anche nei mesi scorsi. Ultimo caso anche lo scorso venerdì, dove a protestare sono stati diecimila vigili urbani provenienti da tutto il paese, che si erano dati appuntamento a Roma.

 

 

Dipendenti Comunali. Le ragioni della protesta

 

 

Da anni ci battiamo perché il nostro contratto venga equiparato a quello della polizia di stato (…) chiediamo garanzie e tutele per la categoria. Tutti i giorni i nostri agenti sono per le strade e rischiano la vita, per questo abbiamo deciso di manifestare”. spiega Luigi Marucci, segretario dell’Ospol di Roma.

 

Ma insieme ai vigili urbani sono scese in piazza anche maestre di nidi  scuole d’infanzia, le cui motivazioni si leggono in una nota dell’Usb: “lo sciopero è stato indetto per un vero piano di assunzioni per la stabilizzazione del personale precario di scuole e nidi e il superamento dei vincoli normativi imposti dal governo per gli Enti Locali; per un contratto decentrato che cancelli le infamie contenute nell’atto unilaterale, a partire dal sistema di valutazione passando per la restituzione dei diritti cancellati; per il mantenimento intatto del fondo del salario accessorio nei prossimi anni e il respingimento delle richieste del Mef; per la revisione completa degli orari di apertura al pubblico degli sportelli Anagrafici, per coniugare i tempi familiari del personale con l’efficienza dei servizi alla cittadinanza“.

 

Una protesta poco pubblicizzata quella dei dipendenti comunali ma che certamente ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere.

Vedremo nelle prossime settimane che questa lotta troverà una soluzione pacifica o sarà costretta a continuare un questo lungo e assordante silenzio istituzionale.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / romatoday

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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