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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Dipendenti comunali'

mer, mag 31, 2017  Roberta Buscherini
Maternità Dipendenti Pubblici: La Guida
4.1 (82.61%) 23 Vota Questo Articolo

Maternità Dipendenti Pubblici: permessi, congedi e diritti.

Per le lavoratrici appartenenti alla pubblica amministrazione, la legge contempla il diritto a non fare certi lavori che possano mettere a rischio la propria salute o quella del bambino. Nel caso in cui, il lavoro svolto o la propria gravidanza siano a rischio, è possibile richiedere l’astensione anticipata dal lavoro per maternità dipendenti pubblici e quindi, assentarsi dal lavoro mantenendo il 100 % della retribuzione.

 

Astensione Obbligatoria per Maternità Dipendenti Pubblici

 

maternità-dipendenti-pubbliciLa legge prevede un’astensione obbligatoria dal lavoro di cinque mesi per maternità dipendenti pubblici. Nello specifico quest’assenza è prevista al compimento del settimo mese di gravidanza fino a che il bambino non avrà tre mesi.  Nel caso di mansioni che non rappresentino nessun rischio, è possibile posticipare l’astensione obbligatoria all’ottavo mese (presentando un certificato medico di supporto). In questo modo il rientro sarà previsto al compimento del quarto mese del bambino (5 mesi in tutto).

Durante questo periodo, di maternità dipendenti pubblici, non è possibile realizzare nessuna attività lavorativa.

Prima dell’astensione obbligatoria per maternità dipendenti pubblici è necessario presentare un certificato medico per attestare la data presunta della nascita. Inoltre, entro il primo mese del parto bisogna presentare all’amministrazione di appartenenza il certificato di nascita. Se si tratta di un parto prematuro, la lavoratrice ha il diritto a recuperare i giorni non goduti e sommarli al periodo di congedo obbligatorio per maternità dipendenti pubblici.

 

Astensione Facoltativa Maternità Dipendenti Pubblici

 

L’astensione facoltativa è il diritto dei dipendenti pubblici ad altri sei mesi di permesso per maternità. Questi devono essere utilizzati entro gli otto anni del bambino, in modo continuativo oppure frazionato. Per utilizzare l’astensione facoltativa è necessario presentare il modulo corrispondente indicando la durata del periodo di assenza, all’amministrazione di appartenenza, 15 giorni prima.

 

Scarica e compila QUI il modulo per l’astenzione facoltativa

 

Trattamento Economico per Maternità Dipendenti Pubblici

 

Diritti durante l’astensione obbligatoria:

-          100% dello stipendio

-          Mantenimento del posto di lavoro

-          Maturazione delle ferie

-          Tredicesima

-          Anzianità

Per quel che riguarda le ferie corrispondenti all’anno in questione, non possono essere usufruite durante l’astensione obbligatoria. Normalmente vengono attaccate subito dopo i permessi.

 

Diritti durante l’astensione facoltativa

 

-          100 % della retribuzione durante i primi 30 giorni se viene utilizzata entro i tre primi anni del bambino

-          30% della retribuzione i restanti 5 mesi, se viene utilizzata entro i tre primi anni del bambino

-          Nel caso di astensione facoltativa dopo il terzo anno del bambino, è necessario consultare le condizioni economiche con la propria amministrazione di appartenenza perché anche se, esiste il diritto all’astensione, il diritto all’indennizzo è previsto solo in determinate condizioni.

-          L’astensione facoltativa vale alla fine della maturazione di anzianità

-          No alle ferie

-          No alla tredicesima

 

Maternità Dipendenti PA: Permessi

 

Allattamento

La legge prevede il diritto di due ore al giorno di riposo (su un full time di 8 ore) per allattamento entro il primo anno di vita del bambino. Se si tratta di gemelli, la legge contempla quattro ore.

 

 Malattia del Figlio

Le legge contempla 30 giorni di astensione retribuita all’anno fino ai tre anni di età del bambino. Dal terzo al ottavo anno, è previsto il diritto a cinque giorni non retribuiti.

 

 

Maternità Dipendenti Pubblici: Altri Diritti

 

 

-          E’ vietato destinare la lavoratrice a turni notturni fino a che il bambino non avrà almeno un anno.  Dopodiché, può essere destinata ma non obbligata. In ogni caso, ha il diritto di rifiutarsi fino che il bambino non avrà almeno 3 anni.

-          E’ vietato il contatto con sostanze chimiche, pericolose o dannose fino al termine del periodo di allattamento.

 

Fonte: Ggilfo / Cgil

 

Roberta Buscherini

 

Per scaricare on line il tuo cedolino segue questo link: Stipendi Pa

 

 

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mer, mag 18, 2016  Valentina
Dipendenti Comunali. Un universo in tumulto
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Fonte: romatoday.it

Fonte: romatoday.it

Se ne parla poco perché si considerano realtà locali, aderenti al territorio e ad esso collegate, dunque senza una rilevanza nazionale.

Ma a dire il vero l’universo dei dipendenti comunali il suo malumore, seppure per motivazioni differenti, si fa sentire in maniera costante su tutto il territorio italiano e inizia ad avere una eco che difficilmente potrà rimane ancora nell’ombra per lungo tempo.

 

Seppure come è intuitivo che sia, ogni realtà locale vive un mondo proprio, le rivendicazioni dei dipendenti comunali sono accomunate da fattori identici su tutto il territorio nazionale e fanno capo a tagli del governo e a servizi ai cittadini per proprio a causa di questi tagli, rischiano di venire meno.

 

Seppure non se ne parla sui mezzi d informazione nazionali, i dipendenti comunali di quasi tutta Italia sono scesi in piazza a più riprese nelle ultime settimane e anche nei mesi scorsi. Ultimo caso anche lo scorso venerdì, dove a protestare sono stati diecimila vigili urbani provenienti da tutto il paese, che si erano dati appuntamento a Roma.

 

 

Dipendenti Comunali. Le ragioni della protesta

 

 

Da anni ci battiamo perché il nostro contratto venga equiparato a quello della polizia di stato (…) chiediamo garanzie e tutele per la categoria. Tutti i giorni i nostri agenti sono per le strade e rischiano la vita, per questo abbiamo deciso di manifestare”. spiega Luigi Marucci, segretario dell’Ospol di Roma.

 

Ma insieme ai vigili urbani sono scese in piazza anche maestre di nidi  scuole d’infanzia, le cui motivazioni si leggono in una nota dell’Usb: “lo sciopero è stato indetto per un vero piano di assunzioni per la stabilizzazione del personale precario di scuole e nidi e il superamento dei vincoli normativi imposti dal governo per gli Enti Locali; per un contratto decentrato che cancelli le infamie contenute nell’atto unilaterale, a partire dal sistema di valutazione passando per la restituzione dei diritti cancellati; per il mantenimento intatto del fondo del salario accessorio nei prossimi anni e il respingimento delle richieste del Mef; per la revisione completa degli orari di apertura al pubblico degli sportelli Anagrafici, per coniugare i tempi familiari del personale con l’efficienza dei servizi alla cittadinanza“.

 

Una protesta poco pubblicizzata quella dei dipendenti comunali ma che certamente ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere.

Vedremo nelle prossime settimane che questa lotta troverà una soluzione pacifica o sarà costretta a continuare un questo lungo e assordante silenzio istituzionale.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / romatoday

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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ven, ott 23, 2015  Valentina
Comuni. Cosa li destabilizza di più? Il Patto di Stabilità
4.8 (95%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: ilmessaggero.it

Fonte: ilmessaggero.it

Può sembrare un insulso gioco di parole. Invece rispecchia quanto sta accadendo a d almeno 60 comuni italiani che, a causa del mancato rispetto di quanto previsto dal patto di stabilità , si vedranno applicare sanzioni pecuniarie, che andranno a raschiare il fondo di una situazione già drammatica. I poveri dipendenti comunali degli enti convolti quindi si troveranno a fronteggiare una riduzione delle entrate a fronte di un mancato saldo verso le case statali.

 

 

 

 

Comuni. Come Sopravvivere Tra Tagli E Sanzioni

 

 

 

 

Un groviglio di leggi e decreti emanati dal 2011 al 2015 stabilisce infatti che “in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, l’ente locale inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato”.

 

Nelle stesse norme viene però prevista anche la riduzione di tale sanzione “di un importo pari alla spesa per edilizia scolastica sostenuta nel corso dell’anno 2014, purché non già oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno”. Sembra un paradosso se si pensa che è notizia di pochissimi giorni fa lo sblocco del fondo cuscinetto di 29 milioni di euro per gli oltre 2000 comuni sotto i 60mila abitanti colpiti in maniera forte dalle ultime manovre economiche del governo.

 

 

 

 

Comuni. Quale Futuro Li Aspetta

 

 

 

Una soluzione per risolvere questo annoso problema che i dipendenti comunali si troveranno ad affrontare insieme agli enti locali potrebbe essere il rinvio del pareggio di bilancio, attraverso una serie di provvedimenti attuativi. Tale rinvio dalle parole di Guido Castelli, delegato Anci per la finanza locale, “sarebbe un favore al Paese mentre la ripresa lanciai suoi primi, timidi segnali”.

 

Per capire quale sarà il futuro dei comuni, delle province e in generale degli enti locali, il 22 ottobre è stato organizzato un seminario presso la Sala del Consiglio dell’Università di Tor Vergata di Roma all’interno della Facoltà di Economia, dal titolo appunto “Quale futuro per gli enti locali?”.

Il seminario sarà gratuito e avrà inizio alle ore 10.

 

 

 

 

Fonte: ilquotidianodellapa / fondazioneifel

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mer, set 9, 2015  Valentina
Dipendenti Comunali. Ciak! Si Gira!
3.5 (70%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: ilgazzettino.it

Fonte: ilgazzettino.it

Gli artisti che hanno sfilato sul red carpet di venezia per la mostra del cinema quest’anno si sono visti rubare la scena. Erano davvero tanti infatti i dipendenti comunali che hanno approfittato di questa succulenta occasione di visibilità per marciare dal piazzale di Santa Maria Elisabetta fino al “buco” del Lido, davanti all’ex Casinò, chiedendo a gran voce uno sforzo maggiore delle istituzione per il fondo di produttività.

 

A sfilare con i dipendenti comunali, tra caricature dei sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e sfottò in perfetta rima, si sono uniti anche i dipendenti del ministero dei beni culturali che dal decesso lento delle province hanno guadagnato un futuro incerto. Regia della protesta, i sindacati, primo tra tutti il Diccap, maggiormente rappresentativo per il comune. A seguire Cobs, CGIL, CISL e Uil.

 

 

Dipendenti Comunali. I motivi Della protesta

 

 

La protesta più nel dettaglio riguarda l’azzeramento del fondo di produttività voluto dall’attuale e dalla precedente amministrazione comunale con lo scopo di pareggiare il bilancio. Tale manovra però ha significato un calo stipendiale pari al 200% di quella voce.

La volontà dei sindacati è quella di mettere direttamente nelle mani del presidente Sergio Mattarella, presente al Lido per la manifestazione del Cinema, un documento in cui vengono sintetizzati tutti i problemi che i lavoratori comunali sono costretti a subire.

 

 

Dipendenti Comunali. Scatta L’Applicazione Della Legge 23

 

 

Mentre a Venezia si protesta sul red carpet, dal primo settembre è entrata in vigore la legge del 23 dicembre 2014 che prevede il trasferimento dai Comuni al ministero della Giustizia delle spese obbligatorie di funzionamento degli uffici giudiziari.

 

Tale disposizione governativa ha a dato vita a un accordo quadro che l’Anci spiega così: “è la cornice per la sottoscrizione di accordi in sede locale che gli uffici giudiziari possono stipulare con i Comuni al fine di continuare ad avvalersi, per le attività in precedenza svolte di custodia, telefonia, riparazione e manutenzione ordinaria, dei servizi forniti dal personale comunale già destinato a dette attività. I parametri per la determinazione dei corrispettivi per i servizi svolti dal personale comunale saranno definiti in un apposita tabella individuata congiuntamente dall’ Anci e dal ministero della Giustizia, che sarà utile per la successiva sottoscrizione degli accordi locali”.

 

 

 

 

 

Fonte: veneziatoday / anci

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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mar, lug 14, 2015  Valentina
Dipendenti Comunali. Non è Tutto Rose e Fiori
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Fonte: tempostretto.it

Fonte: tempostretto.it

Lo sanno bene i dipendenti comunali del comune di Andria, i quali per l’emergenza neve che ha colpito il territorio la prima settimana di quest’anno, hanno volontariamente prolungato il loro orario di lavoro per far fronte alla situazione anomala, garantendo i servizi ai cittadini.

 

Da Allora però nessuno di loro ha ancora riscosso un centesimo di quelle ore di straordinario. “A tutt’oggi non si conosce quando e chi deve corrispondere il giusto corrispettivo al personale interessato. Pertanto si chiedono chiarimenti in merito, precisando che in caso di perseverante silenzio la scrivente con i lavoratori interessati attiverà il proprio studio legale per ottenere il riconoscimento della giusta remunerazione”; si legge in una nota di pochi giorni fa di Michele Tedesco della FP CGIL.

 

 

Dipendenti Comunali. Insoddisfazioni Che Faranno Storia

 

 

Anche i dipendenti comunali della città di Sesto San Giovanni conoscono bene la realtà del mondo lavorativo che li circonda. Per questo la data del 29 giugno scorso rimarrà nella storia, nella loro almeno: sono infatti scesi tutti in piazza per la prima volta da quando esistono per scioperare contro la non approvazione della riorganizzazione dell’ente, dei nidi e la possibile esternalizzazione del centro diurno disabili.

Uno sciopero significativo che ha avuto come conseguenza l’immediata convocazione di un tavolo di discussione sul tema.

 

 

La verità è che se nell’immaginario comune dell’italiano medio il lavoro del dipendente della pubblica amministrazione rimane privilegiato, nei fatti la storia è molto cambiata rispetto a 20 anni fa.

 

Oggi in Italia neanche il lavoro di dipendente comunale è facile, ammesso che lo sia stato in passato. Tagli e ottimizzazioni hanno reso difficile la gestione dei comuni da parte dei propri amministratori e di conseguenza complesso è diventato lo svolgimento delle proprie mansioni, in un momento storico in cui in Italia non si parla d’altro se non di tagli e riduzioni.

Primo tra tutti, che si ripercuoterà inevitabilmente sui comuni, lo smantellamento delle province.

 

 

 

Fonte: andriaviva / milanotoday

 

 

 

 

Valentina Stipa

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