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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Dipendenti comunali'

lun, feb 16, 2015  Valentina
Vigili Urbani. “Mai Più Fango Su di Noi”
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: omnimoto.it

Fonte: omnimoto.it

Da piazza della Repubblica fino alla Bocca della Verità una lunga scia di 15 mila caschi bianchi hanno sfilato, intonando una famosissima canzone di Alberto Sordi “te c’hanno mai mannato a quel paese”. È lo sfondo della protesta dei vigili urbani di tutto il territorio nazionale che si sono ritrovati a Roma, per chiedere alle istituzioni una riforma ad hoc, improntata all’equiparazione del loro corpo, alle altre forze di polizia.

 

Anche per questo la presenza alla protesta su scala nazionale ha visto un’adesione di oltre 80%, nonostante non avesse l’appoggio dei maggiori sindacati Cgl, Cisl e Uil.

 

 

 

Vigili Urbani. I Cardini Della Protesta Nazionale

 

 

 

 

Una protesta pacifica, caratterizzata da sfottò e slogan da stadio, ma anche da gesti chiari di forte critica verso il palazzo del Campidoglio e Palazzo Senatorio, direttamente ricollegati allo scandaloso assenteismo della notte di Capodanno a Roma.

 

Va comunque ricordato che ad oggi i vigili urbani vengono considerati a tutti gli effetti dei dipendenti comunali e questa condizione è, oltre che ingiusta, molto pericolosa per chi di fatto svolge mansioni di ordine pubblico e non di carattere amministrativo.

 

Ma le rivendicazioni dei vigili urbani, seppure riconducibili tutte all’equiparazione alle forze di polizia, spaziano su molti campi: gli adeguamenti del trattamento economico, il ripristino dell’equo indennizzo, le cause di servizio, l’indennità di pubblica sicurezza, il riconoscimento di categoria a rischio, il monitoraggio delle malattie professionali e la copertura assicurativa 24 ore su 24 per il porto dell’arma.

Insomma tutte condizioni fondamentali per permettere ai caschi bianchi di svolgere in tranquillità e sicurezza un compito complesso.

 

 

 

 

 

Vigili Urbani. Una Protesta Riuscita Almeno Sul Piano Interno

 

 

 

 

L’alta percentuale di adesione alla protesta dei vigili urbani ha avuto ripercussioni anche sul traffico della capitale che è letteralmente impazzito nei pressi di Piazza Maggiore, dove dalle 8 decine di tram delle linee 14, 5, 3 e 19 sono rimasti bloccati lungo la via Prenestina e via Carlo Felice.

 

Lo scopo primario della manifestazione, voluta prima di tutto da alcuni sindacati di categoria, peraltro pienamente raggiunto, era quello di “sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgente e quanto mai necessaria riforma delle polizie locali che, a dispetto dei compiti svolti, vengono impiegate sempre più in teatri operativi a fronte di un contratto che vede inquadrare il proprio personale in quello di impiegati comunali, non ricevendo le necessarie tutele spettanti a polizia e carabinieri”. Si legge in una nota ufficiale rilasciata da Marco Milani, coordinatore romano Ugl-polizie locali.

 

 

 

 

 

Fonte: rainews / iltempo / repubblica / omnimoto

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, feb 10, 2015  Valentina
Dipendenti Comunali Trans Più Liberi A Torino
2.3 (46.67%) 6 Vota Questo Articolo

 

Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Per uno stato, laico solo sulla carta, ma bigotto sotto tutti i punti di vista si tratta di una vera rivoluzione quella segnalata dalla circolare interna del comune di Torino che autorizza i dipendenti comunali transessuali ad avere sul tesserino – non ancora sul documento di identità – il nome scelto e non quello anagrafico, ancora prima che il processo di transizione da un sesso all’altro sua concluso.

 

Una scelta  dir poco azzardata in uno stato bacchettone e chiuso a riccio su certi tipi di diversità.

Una scelta però che risponde a una lotta sulla parità di diritti, come spiega Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride che ha fortemente voluto questo provvedimento: “abbiamo portato avanti questa richiesta non perché ci fossero istanze di singoli interessati, ma come primo passo di una campagna che vuole riconoscere il diritto all’identità a livello nazionale con un cambio delle norme”.

 

Questa delibera comunale è frutto di un percorso iniziato il 22 novembre scorso durante Trans Freedom March e che è stato approfondito durante il il convegno sulle prospettive di riforma della legge n. 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, fino ad approdare all’approvazione definitiva in consiglio comunale.

 

 

 

Dipendenti Comunali. Un Tesserino Personalizzato Che Non Intacca L’Identificazione

 

 

 

 

Cerchiamo di spiegare in concreto cosa stabilisce questa delibera comunale. Ogni dipendente del comune viene identificato attraverso un codice numero, riportato sul tesserino di riconoscimento, che fa capo a un fascicolo personale, il quale riportata tutti i dati anagrafici.

 

Con questa delibera è stato deciso che, chi vorrà, potrà riportare sul tesserino il nome non ufficiale. Di fatto non viene a mancare il principio dell’identificazione del dipendente, poiché, come spiega l’assessore alle pari opportunità del comune di Torino, Ilda Curti, “se vado all’anagrafe voglio che mi sia consegnato il documento richiesto e poco importa se il nome sul tesserino del dipendente sia da uomo o donna, l’importante è che mi sia possibile identificarlo e questa possibilità rimane”.

 

 

 

 

Tesserino Personalizzato. Una Conquista Per Tutta Torino

 

 

 

 

Non si tratta solo di un traguardo raggiunto dalla comunità trans; l’inserimento del tesserino di riconoscimento personalizzato per i dipendenti comunali di Torino è una vera e propria conquista per l’intera comunità piemontese.

Questa novità andrà a incidere sulla qualità della vita delle persone, non solo trans, perché un lavoratore sereno offrirà un servizio migliore” afferma Christian Ballarin, responsabile di SpoT (Sportello Transgender).

 

Anche dal Comune arrivano ringraziamenti e soddisfazioni per voce del coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia: “questa novità rende la nostra Città ancora più attenta ed inclusiva per tutte e tutti. Si tratta di una decisione epocale anche se legata al solo luogo di lavoro in quanto la legge italiana, ad oggi, nonostante alcune recenti sentenze lascino intravedere la possibilità che le cose possano cambiare, non permette il cambio del nome prima degli interventi chirurgici”.

 

 

 

Fonte: repubblica / lastampa

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, dic 31, 2014  Valentina
Dipendente Comunale. Un Lavoro Ambito
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: informaromanord.it

Fonte: informaromanord.it

Nell’immaginario comune da molti anni e soprattutto in Italia, avere un posto di lavoro nel pubblico impiego è una fortuna non da poco.

Il lavoro del dipendente statale, sia comunale o statale, è da sempre visto che una professione privilegiata, anche se con le ultime riforme e i continui tagli non si può certo dire che il mondo statale sia un paradiso come qualche decina di anni fa.

 

Nell’ambito comunale le figure di riferimento non solo soggetti amministrativi ma anche e soprattutto professionisti di settore, come geometri, ingegneri, assistenti sociali ad esempio.

 

 

 

Dipendente Comunale. Ecco Come Lo Si Diventa

 

 

 

Come per tutti i ruoli all’interno del settore statale, anche per diventare dipendente comunale serve la partecipazione e il superamento di un concorso pubblico. Per trovare il concorso che ci interessa, un ottimo modo è quello di consultare spesso la Gazzetta Ufficiale, nella sezione che riguarda i bollettini ufficiali delle regioni, che al suo interno pubblicano anche i concorsi per Province, Comuni, Aziende municipalizzate, Enti pubblici e Aziende Sanitarie Locali.

 

All’interno del bando del concorso viene riportato anche il numero di posti disponibili, i requisiti richiesti e anche tutta a documentazione e le modalità di presentazione della domanda, inclusa anche la data di scadenza del concorso e indicazioni sul contratto di assunzione, se a tempo determinato o indeterminato ad esempio.

 

 

 

 

Dipendente Comunale. L’Avviamento A Selezione

 

 

 

Oltre al concorso pubblico esiste anche un altro modo per entrare a far parte della schiera dei dipendenti statali all’interno del proprio comune. È quello dell’avviamento a selezione che si svolge nei centri per l’impiego e ha lo scopo di assumere personale in basse qualifiche. Invece del concorso, requisiti e modalità vengono comunicati dall’amministrazione comunale direttamente al centro per l’impiego. I candidati in possesso dei requisiti richiesti devono poi riempire un modulo e in questa maniera entreranno a far parte di una graduatoria. Tale graduatoria viene poi trasmessa dal Centro per l’impiego all’amministrazione, la quale convocherà poi i candidati per le prove di idoneità, che possono consistere in prove pratiche o in sperimentazione di carattere lavorativo.

 

Esiste anche un terzo metodo di reclutamento per i dipendenti comunali con situazioni personali difficili, come ad esempio gli invalidi o le categorie protette. Si tratta della chiamata numerica; non è un concorso pubblico anche se è comunque prevista una prova di idoneità e un percorso di inserimento lavorativo che si conclude con l’assunzione.

 

 

 

 

Fonte: mondolavoro / concorsipubblici / inforomanord

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, dic 3, 2014  Valentina
Dipendenti Comunali Rabbiosi Contro Il Contratto Decentrato
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

La scia dello sciopero nazionale di tutte le sigle sindacali ha innescato micce in quasi tutti i settori, compreso quello dei dipendenti comunali che a Roma hanno sfilato fino al Campidoglio per protestare contro il nuovo contratto decentrato del sindaco Ignazio Marino, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo primo dicembre.

dipendenti comunali roma

Fonte: newsgo.it

E’ proprio per evitare l’entrata in vigore così prossima che i sindacati di categoria hanno già fatto ricorso dal Tar per provarne l’illegittimità.

 

 

Dipendenti Comunali. Cos’è Il Contratto Decentrato

 

 

Cerchiamo di capire insieme quali sono le ragioni che hanno portato in piazza i dipendenti comunali.

Prima di tutto si tratta di un atto licenziato lo scorso luglio dalla giunta del comune di Roma e che, se le cose non cambiano, entrerà in vigore a breve.

 

Se da una parte viene preservato il salario della dirigenza, dall’altra il contratto decentrato non garantisce a tutti gli stessi livelli retributivi, poiché introduce una nuova modalità di salario basato sul concetto di merito.

Inoltre il nuovo contratto decentrato inserisce nuove turnazioni anche dove non sarebbe necessario, e aumenta il carico e gli orari di lavoro.

 

Tra le più agguerrite in questa protesta ci sono certamente le lavoratrici delle scuole d’infanzia e dei nidi comunali, alle quali questo nuovo contratto  limita le sostituzioni, aumentando le ore a contatto con i bambini e creando maggiore competitività tra i colleghi.  I punti su cui l’amministrazione si è detta disposta a trattare sono proprio questo ultimo delle insegnanti e quello sulle indennità salariali.

 

 

Dipendenti Comunali E Amministrazione. Dialogo Difficile

 

 

 

Il segretario Cgil Fp Roma e Lazio, Roberto Chierchia, annunciato il proseguimento dello sciopero, ha definito questo atto del primo cittadino unilaterale e illegittimo: “mille e duecento euro di stipendio di media significa non garantire la sopravvivenza dei 24mila dipendenti capitolini”.

 

Dall’ufficio del sindaco arriva istantanea la replica alle proteste per voce del vicesindaco Luigi Nieri che tenta di tranquillizzare gli animi: “ci sono ampi spazi per verificare con le rappresentanze dei lavoratori e con i dipendenti stessi le migliorie che possono essere apportate al lavoro fatto dall’amministrazione”.

 

Concretamente però la trattativa con le sigle sindacali è in stallo, dopo un rinvio e un nulla di fatto, e la disponibilità a posticipare l’entrata in vigore di questo nuovo contratto, punto focale per i sindacati, al momento non c’è.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / romatoday / contropiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, mar 26, 2014  Roberta Buscherini
Incarichi Esterni Dipendenti Comunali: Una questione delicata
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Pare interessante effettuare un piccolo focus a proposito di incarichi esterni dipendenti comunali nell’eterogeneo settore del pubblico impiego. Lavoro pubblico e contestuale attività lavorativa presso un altro contesto: quali sono i limiti predisposti dall’architettura normativa italiana in questo senso?

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tiscali.it
tiscali.it

Incarichi esterni dipendenti comunali: principi costituzionali

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Va in primo luogo segnalato che la legge italiana disciplina in maniera piuttosto puntuale la questione degli incarichi esterni dipendenti comunali: tra i principi di rango costituzionale che reggono le fondamenta del nostro ordinamento vi è infatti quello che tutela l’interesse pubblico, interesse di rango primario che deve essere costantemente seguito dalla Pubblica Amministrazione. Questo interesse si manifesta anche nella forma del dovere di esclusività delle prestazioni da parte dei dipendenti pubblici: il dipendente pertanto ha il compito di garantire l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa dedicandosi integralmente alla propria attività lavorativa presso l’ufficio cui è destinato, senza distrarre le proprie energie lavorative in attività diverse ed estranee da quelle relative al pubblico impiego.

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L’obiettivo che soggiace al principio costituzionale è ovviamente quello tendente ad evitare perniciosi conflitti di interessi fra PA e dipendenti ivi impiegati, impedendo la nascita e l’addensamento di nuclei di interesse alternativi ed incompatibili rispetto all’ufficio pubblico cui il dipendente è destinato.

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La procedura per gli incarichi esterni dipendenti comunali

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In linea generale comunque, la questione afferente agli incarichi esterni dipendenti comunali si delinea nella direzione per cui i dipendenti non possono svolgere incarichi non compresi nei compiti e nei doveri d’ufficio, che non siano già stabiliti dalla legge o da da altre fonti normative di rilievo. Al fine di svolgere altre attività o di assumere ruoli ed incarichi affidati da soggetti privati (o da una differente branca della Pubblica Amministrazione) è necessario una apposita e congrua autorizzazione dall’ente di provenienza del suddetto dipendente. Tali incarichi devono andare esenti da vizi di incompatibilità, nell’interesse sovraordinato (e di rango eminentemente costituzionale) costituito dal buon andamento della “cosa pubblica”. La procedura per gli incarichi esterni dipendenti comunali scatta attraverso una autorizzazione che deve essere richiesta dall’ente di appartenenza del dipendente: l’istanza deve essere inoltrata dai soggetti (privati o pubblici che siano) che desiderano conferire l’incarico. Sull’amministrazione di appartenenza giace l’onere di pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione entro l’intervallo di tempo di trenta giorni dalla ricezione della domanda medesima.

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Collaboratori e consulenti esterni

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Risulta poi necessario comprendere in che modo si delineano i requisiti necessari per l’affidamento di incarichi a collaboratori e consulenti esterni all’interno della Pubblica Amministrazione.

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In questo senso il D.Lgs. 165 del 30 marzo 2001 afferma che per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali attraverso contratti di lavoro autonomo o di natura coordinata e continuativa. L’incarico può essere affidato ad esperti di comprovata specializzazione e in presenza di presupposti ineludibili, quali ad esempio, la predeterminazione di durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione, oltre alla provata impossibilità da parte dell’amministrazione di utilizzare risorse già disponibili al suo interno.

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È evidente come la materia sia percorsa da numerose e multiformi linee tematiche: la disciplina rimane comunque un importante caposaldo in relazione al principio costituzionale di buon andamento dell’azione e dell’attività amministrativa del nostro paese.

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Fonte: ilsole24ore.com, ptpl.altervista.org, lineaamica.gov.it

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Roberta Buscherini

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