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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Dipendenti comunali'

ven, feb 21, 2014  Marco Brezza
Assenze Dipendenti Comunali: Un luogo comune smentito?
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Il luogo comune è difficile da scalfire: per quanto riguarda la questione delle assenze dipendenti comunali si tende a pensare che la disciplina, e la conseguente prassi quotidiana, si configuri come non particolarmente stringente, o comunque non applicata fino in fondo. Ma è davvero così? La disciplina inerente alle assenze dei dipendenti pubblici per malattia è infatti abbastanza composita ed elaborata. Esistono in materia parecchi benefici di cui il dipendente pubblico può usufruire: ma è anche vero che una cospicua maggioranza di dipendenti rinuncia a tali benefici e, con senso di responsabilità, anche quando non è in perfette condizioni fisiche, si presenta al lavoro, assicurando l’efficiente andamento delle attività amministrative ed istituzionali.

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Fonte: uglintesa.it

Fonte: uglintesa.it

Assenze dipendenti pubblici: la disciplina normativa

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Da un punto di vista legislativo, la fonte normativa principale riguardante le assenze dipendenti pubblici è incarnata dal Decreto Legge 112 del 2008 convertito in legge dalla 133 del medesimo anno, che di recente risulta modificato dal Decreto Legislativo 150 del 2009. Nell’art. 71 del Decreto 112 (così modificato) si afferma che per i periodi di malattia di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico di base con esclusione di qualsiasi indennità o emolumento, in qualunque modo denominati, aventi carattere fisso e continuativo. Sono esclusi tutti i trattamenti accessori, restando comunque intangibile l’eventuale trattamento più favorevole ipoteticamente previsto da contratti di categoria o specifiche leggi. In caso, invece, di assenza per malattia, che si prolunga oltre un periodo di 10 giorni, oppure nel caso di secondo evento di malattia nell’anno solare, l’assenza del dipendente viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.

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I controlli dell’Amministrazione

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Al fine di rafforzare le suddette disposizioni l’Amministrazione si riserva la possibilità di disporre eventuali controlli in ordine alla reale sussistenza della malattia del dipendente pubblico, anche nel caso di assenza di un singolo giorno: questo avviene nel limite della compatibilità concreta con le esigenze organizzative dell’Amministrazione stessa. Da qui si apre il settore delle fasce di reperibilità del dipendente pubblico (analizzato in altri articoli in questo sito) per le visite mediche di controllo (orari 9-13 e 15-18 di tutti i giorni).

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Assenze dipendenti comunali: un esempio virtuoso

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Ma cosa succede nella realtà in termini concreti di assenze dipendenti comunali? In questo senso giunge in aiuto un provvedimento del Governo Monti, attraverso il quale, ad esempio, è diventato obbligatorio pubblicare nei siti degli enti pubblici numerosi documentazioni accessibili per il cittadino, al fine di implementare quel dovere operativo di trasparenza che deve informare tutto l’agire della Pubblica Amministrazione: tra queste documentazioni sono presenti anche dati preziosi inerenti ai tassi di assenza dei dipendenti pubblici. In questa direzione pare interessante citare una inchiesta del Resto del Carlino, nella quale si sono analizzati i dati relativi alle assenze dipendenti pubblici impiegati presso il Comune capoluogo di provincia marchigiano di Fermo. Utilizzando questa cittadina come istantanea volta a far comprendere (in maniera approssimata ma al tempo stesso reale) la reale incidenza delle assenze dei dipendenti comunali, si scopre che, per quanto riguarda il triennio 2011-2013, i dati lasciano trasparire risultati positivi ai fini dell’efficienza ed il buon andamento (fondamentali principi di carattere costituzionale) del delinearsi dell’attività amministrativa del Comune. Le percentuali di presenza mese per mese risultano piuttosto alte: si giunge ad un 77,9 % di presenze nel mese di gennaio e ad un ottimo 86,2 % nel mese di settembre. Ottimi dati, potenzialmente idonei a scalfire il luogo comune che si citava in apertura: è altresì vero che si tratta di dati inerenti ad un singolo Comune, e magari particolarmente virtuoso; e non vanno dimenticati i tanti esempi negativi ed i numerosi abusi che vengono continuamente perpetrati con riferimento alle assenze dipendenti pubblici nel nostro paese. Dall’inchiesta marchigiana emerge comunque un afflato di ottimismo.

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Fonte: Resto del Carlino

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Marco Brezza   

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lun, dic 30, 2013  Valentina
Anche I Comuni Nella Morsa Dei Tagli. Spending Review
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Sono stati i Comuni fino a questo momento a garantire allo Stato le maggiori riduzioni della spesa, grazie anche all’avvio di politiche significative improntate alla spending review;” e infatti il comparto degli anti locali “in appena tre anni, ha dovuto subire tagli per 16,5 miliardi di euro. (…) I bilanci dei Comuni non possono però assorbire ulteriori tagli. (…) è giunto ora il momento che ad assicurare significative economie e a garantire i necessari risparmi dovranno essere altri comparti dello Stato, a cominciare dalla macchina burocratica dell’Amministrazione centrale dello Stato”.

 

ImmagineOpinione questa non solo di Paola Perrone, Sindaco di Lecce espressa durante una riunione dell’Ufficio di Presidenza Nazionale dell’Anci. Ma pensiero diffuso anche tra i dipendenti comunali e per i comuni cittadini che, prima ancora che con lo stato, si trovano a scontrarsi con politiche di spending review ai servizi e risolse del proprio territorio a causa di mancate risorse provenienti da Roma.

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Spending Review: Iniziative in sospeso

 

Esistono infatti una serie di iniziative rimaste a metà per le quali i comuni italiani soffrono e arrancano; tra le più importanti senza dubbio:

 

- Il trasferimento degli introiti relativi alla mancata corresponsione della seconda rata entro il dicembre del 2013

 

- La richiesta di compensazione dei trasferimenti Imu 2102 da inserire nella legge di stabilità, per la quale i Comuni vantano un credito di circa 700 milioni di euro

 

- La richiesta di esclusione dei piccoli comuni, quelli al di sotto dei cinquemila abitanti, del rispetto dei limiti legati al Patto di Stabilità e la garanzia che l’imminente introduzione da parte del governo centrale della Service Tax sia ispirata all’equità fiscale e ala sostenibilità da parte dei contribuenti.

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Spending Review: Dialogo con le parti sociali

 

Per dovere di cronaca va precisato che la legge di stabilità, non solo non è stata discussa, ma non è ancora neanche stata divulgata nei suoi principi cardine, pertanto c’è ancora speranza che almeno alcuni di questi provvedimenti prendano vita. Anche gli incresciosi scontri avvenuti a Roma davanti al Ministero dell’Economia hanno spinto certamente i politici verso una maggiore disponibilità al dialogo con le parti sociali e amministrative coinvolte nella manovra.

E il clima di assoluta sfiducia ed esasperazione per le misure di spending review nella piazza si respira anche all’interno dei palazzi comunali, come evidenzia una recente ricerca svolta nel comune toscano di Cecina che mirava a misurare la febbre da stress dei dipendenti pubblici. A occuparsi dell’indagine è stata la psicoterapeuta Serena Ricciardulli e il quadro che emerge è allarmante, con un capo “controllore”, acerrima rivalità tra colleghi di scrivania che porta a una totale mancanza di collaborazione e a chiudere il recinto intorno al proprio orto di compiti. Anche i comuni nella morsa dei tagli ma il settore nel quale il livello di stress risulta toccare apici altissimi è quello dei servizi.

 

Insomma lavorare sotto pressione e con la spada di Damocle dei tagli a servizi e risorse umane non favorisce una giornata professionale serena e senza intoppi, avendo inevitabili ripercussioni anche sul pubblico e sui cittadini. I prossimi giorni saranno senza dubbio decisivi per capire il destino dei comuni e dei loro servizi. La legge di stabilità sarà discussa in parlamento, nella speranza che la discussione e le modifiche tengano conto delle esigenze dei comuni che, va ricordato, sono il primo contatto che il cittadino ha con la cosa pubblica.

 

 

Fonte: il tirreno.gelocal / ilnuovogiornaledeimilitari / ilpaesenuovo / cessionequinto

 

Valentina Stipa

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mer, nov 27, 2013  Valentina
Personale Pubblica Amministrazione. Lo Stallo Continua
4.3 (85.71%) 7 Vota Questo Articolo

 

personale pubblica amministrazione

Perché non pensare di ridurre del 2, del 3, del 4 o magari del 5% la spesa della Pubblica Amministrazione, che oggi ammonta a 800 miliardi di euro?  In primo luogo, questi risparmi potrebbero andare a finanziare il taglio del cuneo fiscale sul costo del lavoro. Ma potrebbero servire anche per sostenere il finanziamento della ricerca. E, naturalmente, per valorizzare i grandi giacimenti culturali, artistici e paesaggistici che ancora oggi rappresentano le risorse maggiori, e inespresse, del nostro Paese“.
A dirlo non è comune cittadino arrabbiato e indignato per le troppe tasse e i troppi tagli che pesano come una spada di Damocle sulla testa. Queste sono parole di un personaggio italiano, noto alla politica e all’economia, ma che nulla ha a che fare in maniera diretta con le dinamiche politiche: Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria.
Lo dice davanti a una platea che conosce bene il problema: quella che onora l’undicesima Giornata della Ricerca e dell’Innovazione. Una platea di intellettuali e imprenditori, pensionati e studenti, accumunati dalle stesse preoccupazioni seppure vissute ognuno dalla propria prospettiva privata e professionale.
Va dato atto al Governo Letta che nella direzione del taglio ai servizi per il personale della pubblica amministrazione pare che qualcosa si stia muovendo: i nuovi dati diffusi dal Formez indicano che nei primi dieci mesi dell’anno, la riduzione della spesa è stata di 110 milioni, pari al 6,4%, per quanto concerne lo spreco sulle auto blu.

 

 

È evidente che si tratta di un risparmio che ha ancora ampissimi margini di miglioramento, per stessa ammissione del Gianpiero D’Alia, ministro per la pubblica amministrazione e la Semplificazione.

 

 

 

Neanche All’INPS Tira Una Bella Aria…

 

 

Ma se da un lato gli enti della pubblica amministrazione hanno ceduto alle pressioni governative, tagliano beni e servizi ai propri dipendenti, dall’altro ci sono ancora molti punti da chiarire. Come quello che riguarda l’INPS e la sua richiesta allo stato centrale di coprire il passivo patrimoniale di oltre 10 miliardi di euro della vecchia INPDAP, attualmente inglobata nell’ente previdenziale.
Si è richiesto perfino di ripristinare la legge del 1996, soppressa dalla finanziaria del 2008, che assegnava allo stato il compito di coprire i disavanzi dell’Inpdap. Questo argomento risulta  fondamentale nella misura in cui va ad incidere su un già evidente squilibrio tra prestazioni, con molte pensioni superiori anche decine di volte alle minime, e  una sperequazione intergenerazionale, a discapito di chi andrà in pensione in futuro, come sottolinea il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, chiedendo al governo di tenere in considerazione le preoccupazioni dell’INPS.
Alla luce di questi dati non si può non evidenziare come la fusione tra INPS e INPDAP abbia avuto come risultato catastrofico quello di scaricare sul settore privato il cronico disavanzo dei conti previdenziali del pubblico impiego. Da una certa solidità patrimoniale di cui godeva, l’ente previdenziale rischia infatti di prosciugare tutto il suo patrimonio per pagare le pensioni dei dipendenti pubblici, se non verranno presi provvedimenti incisivi in proposito.

 

E in questo quadro, qual è la situazione dei dipendenti della pubblica amministrazione?

 

 

La forbice degli stipendi della pubblica amministrazione è ampia e disequilibrata, rispecchiando quanto avviene all’interno della società italiana al di là del pubblico o del privato ovvero stipendi assolutamente fuori scala per i suoi dirigenti di prima e seconda fascia, e retribuzioni da fame per tutti gli altri.

 

Secondo i dati dell’OCSE i dirigenti di prima fascia di sei – Economia, Interni, Giustizia, Istruzione, Salute e Ambient – nel 2011 guadagnavano in media 482 mila euro, più di chiunque altro nel mondo in posizioni analoghe e quasi tre volte più della media dei 34 paesi Ocse.

 

A seguire c’è un tracollo inimmaginabile: gli stessi funzionari, cioè dirigenti di  uffici pubblici, risultano sottopagati rispetto alla media europea con 51.100 euro.
Qual è dunque la morale che si deduce da questi dati? Al di là di auto blu, debiti dell’INPDAP e dati europei sugli stipendi dirigenziali, la situazione dei semplici poveri dipendenti della pubblica amministrazione non accenna a migliorare.

 

Esattamente come quella dei dipendenti del settore privati. E allora, caro Governo, tutti questi fatti per metterci in tasca più soldi, tutte quelle promesse dove sono andate a finire?

 

 
Fonte: ilsole24ore / investireoggi / ilfattoquotidiano / ilmessaggero / forzearmate

 

 
Valentina Stipa

 

 

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gio, lug 11, 2013  Valentina
TFS Inpdap: Nuovi Chiarimenti Contro la Discriminazione
4.2 (84.07%) 54 Vota Questo Articolo

Tfs Inpdap: Una delle retromarce più clamorose e apprezzate del Governo Monti, seppure non spontanea è quella che riguarda la trattenuta del 2,5% sugli stipendi dei lavoratori delle amministrazioni pubbliche [1], sanzionata dalla Corte Costituzionale, e poi riabilitata con il  decreto legge n. 185 del 29 ottobre che ha abrogato il comma 10 dell´art. 12 del decreto-legge 78/2010  che prevedeva, a decorrere dal 1 gennaio 2011, che il computo del trattamento di fine servizio doveva essere effettuato con l’applicazione dell´aliquota del 6,91% a carico della sola amministrazione senza alcun onere per il dipendente.

La discriminazione tra dipendente pubblico e privato era talmente lampante che l’illegittimità di questo atto lo è stata altrettanto e le istituzioni hanno fatto clamorosa marcia indietro.

 

Cos’è il TFS Inpdap?

 

Ma cos’è il TFS? Così come il TFR per i dipendenti del settore privati, il TFS Inpdap è un importo che l’ente corrisponde al lavoratore nel momento in cui il rapporto di lavoro volge al termine e cade in prescrizione dopo 5 anni. Il TFS  è un’indennità rivolta a coloro che sono iscritti al fondo di previdenza per i dipendenti civili e militari dello stato gestiti dall’INPS ex INPDAP assunti con contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 e che hanno maturato almeno un anno di iscrizione all’ente previdenziale.

Il calcolo del TFS Inpdap avviene in base ai criteri stabiliti dal DPR 1032 del 29/12/1973, moltiplicando un dodicesimo dell’80% della retribuzione annua lorda percepita alla cessazione dal servizio, comprensiva della tredicesima mensilità, per il numero degli anni utili.

 

Pagamento del Trattamento fine rapporto

 

Se per il calcolo e la definizione del TFS Inpdap esistono norme datate e assodate, per le modalità di pagamento invece la norma che le disciplina è la numero 122 del 2010 che dispone la possibilità da parte dell’ente pubblico di liquidare il TFS in differenti modi a seconda dell’importo finale da erogare:

-      In un unico importo se la cifra lorda è inferiore ai 90mila euro

-      In due importi se la cifra oscilla tra i 90mila e i 150mila euro, dove il primo importo sarà pari a 90 mila e il secondo importo sarà della cifra rimanente

-      In tre importi se la cifra da erogare è superiore a 150 mila euro, dove dopo la prima rata di 90 mila euro, ce ne sarà una seconda di 60 mila euro e la terza sarà dell’importo mancante.

 


[1] Da questa categoria vanno esclusi i docenti entrati in ruolo a partire dal 2002 perché assunti come i dipendenti privati in regime di Tfr

 

Valentina Stipa

 

 

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mar, lug 9, 2013  Ranalli
Vacanze INPDAP: Cosa sono e chi ne ha diritto?
4.1 (82.5%) 8 Vota Questo Articolo

 

Vacanze INPDAP: Cosa sono le vacanze INPDAP e chi può goderne. E’ cio’ che andrò a spiegare in questo articolo per il nostro blog.

Iniziamo con il dire che chi può chiedere questo particolare beneficio sono tutti coloro , pubblici dipendenti, iscritti all’INPDAP ( Istituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazione Pubblica ), quindi dipendenti delle amministrazioni centrali dello stato ( parliamo di ministeri e gli uffici periferici ad essi collegati ), asl, regioni, province, comuni.

vacanze-inpdap

In genere il bando di concorso viene pubblicato una volta all’anno e si può concorrere se in possesso di specifici requisiti oltre all’iscrizione alla gestione previdenziale.

Vacanze INPDAP: Quali sono i requisiti?

 

I requisiti in generale , per le vacanze inpdap, sono quelli di essere in possesso di un ISEE tale che si può concorrere gratuitamente e quindi essere avvantaggiati rispetto a quanti hanno un ISEE superiore che possono si concorrere ma se utilmente collocati nella graduatoria che si andrà a predisporre dovranno versare una differenza.

Ovviamente non tutte le domande per le vacanze inpdap possono essere accolte poiché in numeri di posti messi a disposizione per le vacanze sono prestabiliti ragion per cui si stilerà una graduatoria e soltanto gli utilmente collocati …insomma partiranno per la vacanze.

I posti messi a disposizione per le vacanze inpdap si differenziano per vacanze all’estero, in Italia e per fasce di età.

In genere l’inpdap nel bando prevede delle priorità che a parere dello scrivente appaiono decisamente corrette.

 

Le priorità per le vacanze inpdap:

 

Le priorità sono le seguenti:

Figli di orfani, disabili e prima vacanza inpdap.

Figli di orfani perchè si presuppone giustamente un difficoltà contingente del vivere quotidiano

Disabili ovviamente perché il disabile può comportare delle spese non preventivate

Prima vacanza inpdap perché è giusto dare priorità a chi non è mai partito.

 

Quando sono previste le vacanze INPDAP?

 

Le vacanze INPDAP sono previste tra i mesi di giugno luglio ed agosto cioè al termine del normale anno scolastico.

I ragazzi che usufruiscono di questo tipo di vacanze al ritorno appaiono completamente diversi perché hanno vissuto un esperienza forse unica della loro vita in q

uanto si ritrovano a fare amicizie con altri coetanei molte delle quali restano per tutta la vita e questo è davvero molto bello.

Il programma di queste vacanze inpdap è variegato. Allo svago più assoluto ( nel programma vengono previste uscite, passeggiate, discoteca ) seguono momenti di studio e formazione davvero interessanti.

Il ritorno dalle vacanze INPDAP per i ragazzi è in genere assai traumatico perché la normalità si confonde con il ricordo di un esperienza davvero fantastica e come detto poc’anzi anche irripetibile.

 

A chi si rivolge l’istituto per la vacanza inpdap ?

L’inpdap per l’organizzazione di queste vacanze inpdap si affida a delle società esperte del settore a cui affida l’incolumità dei ragazzi. Queste sociètà una volta ricevuti i nominativi dall’ente previdenziale prendono direttamente i contatti con i ragazzi proponendo dando loro ogni tipo di consiglio affinchè questa vacanza sia fatta nel migliore modo possibile e con meno disagio possibile

Ovviamente ai ragazzi è consigliato di essere responsabili delle loro azioni anche perché di eventuali danni che si provocherebbero saranno responsabili loro stessi o se minorenni i genitori e quindi…conviene stare molto attenti

A tutti voi ragazzi che state partendo … l’augurio di una buona vacanza INPDAP e da tutto lo staff del blog  www.dipendentistatali.org

Giancarlo Ranalli

 

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