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Dipendenti province: ecco come avverrà il ricollocamento degli esuberi



Dipendenti province: ecco come avverrà il ricollocamento degli esuberi
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Riorganizzazione assunzioni di esuberi negli enti locali, prosegue il percorso ad ostacoli per i dipendenti delle province. La (attesa e contemporaneamente temuta) Riforma della Pubblica Amministrazione si accinge a entrare in vigore, mentre il decreto enti locali è ufficialmente legge dello Stato: la combinazione di questi due strumenti normativi modifica anche parte della disciplina che tocca i dipendenti delle province.
Un passaggio che il Governo Renzi sta cercando di rendere il più indolore possibile mediante una pianificazione che nel giro di 12 mesi consentirà di riassorbire tutto il personale in esubero presso altre articolazioni della macchina statale. Scopriamo insieme in che modo.

 

Dipendenti province

Dipendenti province: a che punto siamo

 

Con il decreto 78 del 20 giugno 2015 recante rubrica “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali” vengono posizionati limiti piuttosto rigidi alla progressiva dismissione dei dipendenti degli enti provinciali: si veleggia verso la possibilità di turnover totale della spesa destinata ai nuovi rapporti di lavoro che possono essere convertiti da part-time a full-time limitatamente a 2015 e 2016.

 

Esuberi; Quali tutele per i dipendenti?

 

Nelle scorse settimane in Conferenza Unificata è giunto il decreto sui criteri per la mobilità non volontaria dei dipendenti in esubero dalle Province e dalle Città metropolitane, su cui è stata raggiunta l’intesa con le amministrazioni locali. Il testo esaminato dalla conferenza conferma il calendario ambizioso che prova a chiudere il censimento di eccedenze e posti disponibili nell’arco di 60 giorni, toccando anche un nervo scoperto: ovverosia la tutela parziale delle buste paga del personale in mobilità, che si vedrebbe garantito solo il trattamento fondamentale e le voci fisse e continuative della retribuzione accessoria.

 

Sono 2mila i dipendenti che cambieranno lavoro

 

In concreto saranno circa 2mila i dipendenti pubblici che cambieranno lavoro per non perdere il posto in base al piano di ricollocazione dei dipendenti in esubero di quelle che diventeranno le cosiddette aree vaste (come afferma la Legge Delrio). Stiamo parlando qui dei dipendenti delle Province, che saranno trasferiti verso tribunali, cancellerie, corti e altri uffici giudiziari in cui da tempo si lamenta una carenza di personale. Nel frattempo il Ministero guidato da Marianna Madia ha concesso tempo fino al 31 ottobre alle Regioni di stabilire norme e criteri per la ricezione del personale in esubero dalle Province, pena il pagamento di sanzioni per i ritardatari.
L’operazione verrà attentamente gestita mediante la mobilità tra comparti diversi della Pubblica Amministrazione: pertanto si farà riferimento alle regole messe a punto in due differenti strumento normativi: uno che stabilisce le corrispondenze tra livelli retributivi e qualifiche e l’altro che delinea i criteri per la mobilità. Il piano con gli spostamenti dei dipendenti scatterebbe concretamente nel 2016: le coperture sono state già stanziate in un fondo “ad hoc”.
Il ministro Madia ha assicurato che nessun dipendente soprannumerario perderà il posto di lavoro. Ovvimente su tutto il procedimento di riassorbimento e ricollocamento incombe il termine del 31 dicembre 2016: a quella data chi risulterà ancora in soprannumero sarà collocato in disponibilità. Pertanto non rimane che attendere fiduciosi sul corretto espletamento della procedura.

 

Fonti: Sole24ore, leggioggi.it

 

Roberta Buscherini

 

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