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Dipendenti Provinciali. Al Via Il Prepensionamento



Dipendenti Provinciali. Al Via Il Prepensionamento
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Fonte: newspensioni.it

Fonte: newspensioni.it

In virtù della riforma Delrio in alcune province italiane è già in fase di attuazione il piano di prepensionamento dei dipendenti che risultano in esubero nell’amministrazione, i quali percepiranno una pensione finale calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata alla data del collocamento a riposo ovvero con le regole in vigore prima della Legge Fornero.

 

Devono quindi aver raggiunto la quota 97,3 con almeno 61 anni e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015 oppure i 65 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi sempre entro il 30 dicembre 2015.

Per coloro che invece non necessitano del requisito anagrafico, devono aver maturato i 40 anni di contributi entro il 30 settembre 2015.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Prossima Scadenza 31 Marzo

 

 

 

 

Secondo alcune stime divulgate dalle maggiori sigle sindacali su oltre 20mila dipendenti provinciali da ricollocare, quasi 5mila verranno forzosamente collocati in pensione con le vecchie regole.

 

Mancano ormai pochi giorni alla definizione precisa  del personale in eccedenza, poiché il termine ultimo previsto dal decreto è il 31 marzo.

Entro questa data infatti dovrà iniziare il riassorbimento dei dipendenti provinciali in esubero secondo le modalità previste dalla Circolare della Funzione Pubblica 1/2015.

Oltre al prepensionamento , le amministrazioni possono inserire il personale eccedente negli uffici regionali o comunali e perfino che le amministrazioni periferiche dello stato.

 

 

 

Dipendenti Province. Nuove Regole Anche Ai Vertici

 

 

 

 

La riforma del Governo Renzi, oltre al prepensionamento, prevede anche alcune misure rivolte ai dirigenti in termini ad esempio di licenziamento, nel caso in cui non risultino più adatti a svolgere il ruolo agli occhi di una commissione super partes con il complesso compito di valutare l’operato dei dirigenti.

 

Infine un’altra novità per i ruoli dirigenziali riguarda la durata: si potrà mantenere il proprio incarico per un massimo di tre anni, alla fine dei quali, per continuare, si dovrà superare un concorso di abilitazione al ruolo.

Chi non sarà confermato, svolgerà un ruolo unico in attesa di un nuovo incarico, mentre per i dirigenti che rimarranno senza incarico potrebbe essere delinearsi anche il licenziamento.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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