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Mobilità Dipendenti Pubblici: strumento contro gli esuberi



Mobilità Dipendenti Pubblici: strumento contro gli esuberi
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Mobilità dipendenti pubblici

mobilità dipendenti pubbliciIl Ministro della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, parla di mobilità dipendenti pubblici come ultima soluzione contro gli esuberi nel pubblico impiego. “La mobilità dipendenti pubblici –ha chiarito il ministro- è l’ultimo degli strumenti, in quanto i sistemi che verranno utilizzati saranno soprattutto “la mobilità volontaria, i contratti di solidarietà e, nel caso di eccedenze residue, la mobilità dipendenti pubblici per due anni”. Nello specifico, si parla di 6.000 eccedenze da gestire entro il 2013.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici e Produttività

 

Il ministro della Pubblica Amministrazione ha realizzato queste dichiarazioni nel trascorso di un convegno di Confagricoltura nel quale erano presenti anche i ministri Passera e Fornero e diversi rappresentanti sindacali. Tra loro, Susanna Camusso, della Cgil, la quale si è dichiarata pessimista riguardo la possibilità di trovare un punto di incontro tra sindacati e imprese sulla produttività. In questo senso, ha detto: “Credo, forse mi sbaglierò, che per quanto riguarda l’accordo sulla produttività non si vada da nessuna parte”.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, invece considera che esiste soltanto un accordo possibile che venga incontro alle necessità delle piccole e medie imprese.

In questo senso, il Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, ha ricordato la necessità di “premiare fiscalmente gli effettivi aumenti di produttività e che gli automatismi, che non tengono conto delle differenze di settore, o tra aziende, non siano utili per rendere più competitivo il nostro Paese”.

Il Ministro del Welfare, Elsa Fornero, considera la produttività un elemento di forza della crescita senza la quale non sarà possibile la crescita del paese. In questo senso, ha aggiunto che la produttività “non si fa con un tratto di penna, ma mettendoci capitale adeguato, infrastrutture adeguate e anche burocrazia adeguata. Ma soprattutto con capitale umano adeguato che si ottiene con la formazione”.

 

Fonte: Il Sole 24 ore / Lettera 43

 

Roberta Buscherini

 

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