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Dipendenti Pubblici. Tutte le novità contrattuali



Dipendenti Pubblici. Tutte le novità contrattuali
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Fonte: businessonline.it

Fonte: businessonline.it

Dopo 7 anni di attesa e ben 4 ore di riunione si è finalmente arrivati a un accordo tra sindacati e Aran – Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni – che rappresenta la PA come datore di lavoro, in tema di contratti.

 

Si tratta semplicemente dell’attuazione de decreto legislativo 150/2009 che prevede la riduzione dei comparti dei dipendenti pubblici da undici a quattro, fermo restando il comparto previsto per la presidenza del consiglio che rimane a sé e che conta 1900 dipendenti e 300 dirigenti.

 

Questo accordo in realtà dovrebbe gettare le basi per il rinnovo dei contratti dell’intero mondo dei dipendenti pubblici, del quale fanno parte qualcosa come 3 milioni di italiani.

Il rinnovo sarà possibile grazie alla sentenza nym.178 della corte costituzionale che lo scorso luglio ha dichiarato ufficialmente illegittima la sospensione della contrattazione collettiva.

 

A giorni quindi inizierà il confronto con il ministro Madia e le alleanze sindacali per arrivare poi all’estate con una bozza di rinnovo che soddisfi entrambe le parti.

 

 

Dipendenti Pubblici. Da dove si parte

 

 

Il punto di partenza per redigere un nuovo contratto di lavoro per i dipendenti pubblici passa dunque dall’accordo di cui abbiamo parlato in apertura.

Ma cosa prevede esattamente questo accordo? Iniziamo con il sottolineare che la riduzione dei comparto era già prevista della Legge Brunetta del 2009, dunque da questo punto di vista nessuna novità.  I 4 comparti definiti con l’accordo di qualche settimana fa sono:

 

1. Sanità

 

2. Enti locali

 

3. Funzioni centrali – tra cui ministeri, enti pubblici non economici e agenzie fiscali

 

4. Istruzione

 

A questi, come già anticipato, si aggiunge il comparto della presidenza del consiglio che, sempre sulla base della riforma Brunetta, viene escluso da questo meccanismo di razionalizzazione.

 

Stanno ora per scadere i 30 giorni di tempo per i sindacati che, a fronte dell’accordo raggiunto con l’ARAN, devono trovare un’intesa da formalizzare in sede di contrattazione.

 

 

 

Dipendenti Pubblici. Cosa cambierà davvero

 

 

L’ultima legge di stabilità ha già previsto uno stanziamento di circa 300 milioni di euro con lo scopo di coprire gli aumenti stipendiali che certamente ci saranno a seguito dello sblocco.

 

La cifra è già stata definita inadeguata, in qualche caso ridicola e in effetti facendo un rapido e semplice calcolo con quei soldi si arriverebbe a un aumento di 8 euro mensili.

Il calcolo, come detto, è semplice e non reale, perché non tiene conto delle fasce di reddito e della produttività, variabili che per qualcuno incideranno negativamente in termini economici.

 

Non rimane dunque che attendere per capire quale accordo i sindacati raggiungeranno e andranno a discutere sul tavolo del ministero e quanto quest’ultimo voglia giocare al ribasso.

 

 

 

 

Fonte: ibtimes

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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