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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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Archivi per la categoria 'Dipendenti pubblici'

gio, apr 23, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. E’ Ora Di Sapere 4.67/5 (93.33%) 6 Vota Questo Articolo

 

 

Fonte: ilsole24ore

Fonte: ilsole24ore

Ormai non è più tempo si scherzare. Ci vogliono indicazioni chiare e tempistiche precise che delineino il futuro di oltre 20 mila dipendenti provinciali che con la formazioni delle città metropolitane dovranno essere ricollocati tra Regioni, Comuni e amministrazioni centrali.

 

La verità però è che non c’è ancora nulla di chiaro in questo decreto Delrio, neanche l’ufficialità del decreto stesso! Nulla di definitivo su piani di mobilità e prepensionamento o sulle liste degli esuberi.

 

Si inizia vociferare nei corridoi della politica che tutto slitti al prossimo settembre, tenuto conto anche che il prossimo mese di maggio ci saranno nuove elezioni amministrative in diverse regioni. Proprio le liste nominative relative ai progetti di mobilità del personale sono uno dei nodi maggiormente importanti di questa situazione che ormai inizia ad avere del paradossale.

Sembrano così lontani i tempi in cui  il Governo, senza lesinare sui trionfalismi, sbandierava il progetto di riforma Delrio, come una delle riforme istituzioni più incisive di sempre.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Regna Il Più Completo Caos

 

 

 

 

“Ho già detto in tempi non sospetti che la Delrio è una legge fallita e ora ci tocca gestire questo fallimento. A questo punto è importante che sul personale delle Province lo Stato faccia la sua parte”. Pensiero chiaro quello del coordinatore degli assessori alla Finanza della conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia. “Lo Stato li ha voluti mettere sotto il suo potere e quindi ora ha il dovere di garantire queste 9-10 mila persone che dovrebbero andare a lavorare in quelle strutture”.

 

Se da un lato tutto sembra più incerto che mai, dall’altro le regioni continuano a portare avanti i loro progetti di attuazioni che li coinvolgono in maniera diretta nel futuro delle provincie e dei suoi dipendenti.

Una serie di incontri informali avvenuti nei giorni scorsi proprio con questo scopo ha permesso al sottosegretario di Stato agli Affari regionali Gianlaudio Bressa, di avere una fotografia puntuale della situazione ad oggi con l’obiettivo comune di “definire in maniera più precisa e puntuale le stime numeriche del personale oggetto di mobilità, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore criticità registrate in maniera diversa dalle singole Regioni italiane”.

 

A questo punto non rimane che passare la patata bollente all’osservatorio nazionale, il quale nei prossimi giorni dovrà iniziare a dare delle soluzioni concrete e precise a una situazione che si trascina da troppo tempo e che sta diventando davvero insostenibile.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / ilmattino / ilsole24ore

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, apr 14, 2015  Marco Brezza
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Giorni di decisioni importanti a livello di riforme nel nostro paese, con una grande attenzione che si concentra in questi giorni sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma quali sono gli ultimi aggiornamenti con riferimento al testo che sarà presto licenziato dal team di lavoro del ministro della PA Marianna Madia? Ecco le risposte.

 

Riforma della PA

Precari Pubblica Amministrazione: aggiornamenti

 

Una Riforma quella della Pubblica Amministrazione difficilissima da approvare con definitività: d’altronde andare a cambiare un sistema che da più di 70 anni fornisce determinate garanzie si configura senza dubbio come un compito improbo. Dopo la discussione generale sul provvedimento avvenuta in questi giorni, si provvederà ora ad una prima votazione: come ha sottolineato il viceministro dell’Economia Enrico Morando in commissione Bilancio, alcune novità introdotte alla delega in commissione Affari costituzionali potrebbero saltare.
Ma andiamo ad esaminare la questione precari della Pubblica Amministrazione: i contratti precari della PA dovranno infatti essere circoscritti a fattispecie “limitate e tassative”, si legge nella bozza di testo di riforma, e in ogni caso compatibili “con le esigenze organizzative e funzionali” delle amministrazioni. Tale principio, ribadito più volte nella bozza, potrebbe apparire scontato dal momento che, secondo la Costituzione, per lavorare in un ente statale il passaggio obbligato è il concorso e i contratti flessibili dovrebbero essere l’eccezione e non la regola.
Un concetto non facile da far passare: sul tema, saranno i decreti attuativi della legge delega Riforma PA a fissare in modo tassativo i casi specifici in cui nella Pubblica Amministrazione sia possibile fare ricorso a lavoratori a termine.

 

La questione province e la mobilità

 

Dopo il primo rinvio di definizione per il decreto sugli enti locali a causa del ritardo delle Province nello stilare le liste dei dipendenti in esubero da collocare in mobilità o prepensionare, è giunta la scorsa settimana la bozza del decreto sulla mobilità dei dipendenti pubblici, con le relative tabelle di equiparazione che dovrebbero permettere di inquadrare il lavoratore nella nuova amministrazione con una retribuzione che sia simile a quella di provenienza.
La bozza del decreto, per cui è atteso il via libera dalla Conferenza unificata e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è fondamentale per il passaggio dei lavoratori in esubero a causa dello svuotamento delle Province nelle altre amministrazioni dello stato e le tabelle di equiparazione servono per definire l’inquadramento di provenienza del dipendente e quello della sua possibile destinazione. Mediante queste tabelle un lavoratore in un comparto della Pubblica Amministrazione potrà essere trasferito, volontariamente o d’ufficio, presso un’altra amministrazione pubblica in cui si registri una carenza d’organico, ovviamente mantenendo il medesimo livello retributivo.

 

In appendice: la revisione della spesa pubblica

 

Queste le novità in via di definizione in materia di riforma PA. In appendice un piccolo focus in materia di revisione di spesa (tema legato a doppio filo alla riforma della Pubblica Amministrazione): l’obiettivo del programma di revisione della spesa pubblica e di riduzione delle “tax expenditures” (detrazioni fiscali) è quello di “recuperare efficienza nell’azione della Pubblica Amministrazione e di riallocare e contenere la spesa pubblica secondo una visione organica”.

 

Marco Brezza

 

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mar, mar 31, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Al Via Il Prepensionamento 3.67/5 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: newspensioni.it

Fonte: newspensioni.it

In virtù della riforma Delrio in alcune province italiane è già in fase di attuazione il piano di prepensionamento dei dipendenti che risultano in esubero nell’amministrazione, i quali percepiranno una pensione finale calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata alla data del collocamento a riposo ovvero con le regole in vigore prima della Legge Fornero.

 

Devono quindi aver raggiunto la quota 97,3 con almeno 61 anni e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015 oppure i 65 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi sempre entro il 30 dicembre 2015.

Per coloro che invece non necessitano del requisito anagrafico, devono aver maturato i 40 anni di contributi entro il 30 settembre 2015.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Prossima Scadenza 31 Marzo

 

 

 

 

Secondo alcune stime divulgate dalle maggiori sigle sindacali su oltre 20mila dipendenti provinciali da ricollocare, quasi 5mila verranno forzosamente collocati in pensione con le vecchie regole.

 

Mancano ormai pochi giorni alla definizione precisa  del personale in eccedenza, poiché il termine ultimo previsto dal decreto è il 31 marzo.

Entro questa data infatti dovrà iniziare il riassorbimento dei dipendenti provinciali in esubero secondo le modalità previste dalla Circolare della Funzione Pubblica 1/2015.

Oltre al prepensionamento , le amministrazioni possono inserire il personale eccedente negli uffici regionali o comunali e perfino che le amministrazioni periferiche dello stato.

 

 

 

Dipendenti Province. Nuove Regole Anche Ai Vertici

 

 

 

 

La riforma del Governo Renzi, oltre al prepensionamento, prevede anche alcune misure rivolte ai dirigenti in termini ad esempio di licenziamento, nel caso in cui non risultino più adatti a svolgere il ruolo agli occhi di una commissione super partes con il complesso compito di valutare l’operato dei dirigenti.

 

Infine un’altra novità per i ruoli dirigenziali riguarda la durata: si potrà mantenere il proprio incarico per un massimo di tre anni, alla fine dei quali, per continuare, si dovrà superare un concorso di abilitazione al ruolo.

Chi non sarà confermato, svolgerà un ruolo unico in attesa di un nuovo incarico, mentre per i dirigenti che rimarranno senza incarico potrebbe essere delinearsi anche il licenziamento.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, mar 10, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Un Universo Corrotto? 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: fpcgil.it

Fonte: fpcgil.it

La conseguenza dei guadagni ladri è perdizione, non felicità, diceva Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici dell’antica Grecia. Sarà. Forse un tempo era così, perché la superstizione aveva un potere tale da distruggere anche una rosea realtà. Oggi però non è così. E chi è corrotto, spesso è felice della propria condizione e si sente avvantaggiato e furbo di rubare agli altri.

 

Cambiamenti della società, di percezione di ciò che è giusto o sbagliato. Di ciò che va condannato o che si può tollerare. Di sta fatto che nella nostra società la corruzione è un tema vergognosamente impolverato, che quando la cronaca lo riporta in auge tutti si indignano.

 

Quando poi le luci si spengono tutti fingono di dimenticarsi, perché in fondo i problemi dell’Italia non sono questi. Ma siamo poi sicuri che sia davvero così? Siamo certi che il problema tutto italiano di centinaia di personaggi politici di tutti i colori rubino soldi e godano di privilegi non meritati, non rappresenti una delle questioni più gravi e che di fatto ci ha ridotto in mutande? Secondo l’inchiesta pubblicata dal settimanale “L’espresso” in merito al mondo dei dipendenti provinciali la risposta è affermativa.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Caos Dalla Soluzione Lontana

 

 

 

 

Non troppe settimane fa si parlava di un’abolizione delle provincie italiane. Poi più nulla. Di fatto, molte delle province che avrebbero dovuto scomparire sono diventate città metropolitane quindi continuano a fruttare spese. Le uniche province che effettivamente sono state abolite nel 2012 sono quelle sarde che ad oggi però continuano a produrre costi sotto il nome di “ex province”.

 

Eppure la legge sul processo di riordino e sull’assorbimento da parte di comuni e regioni delle competenze provinciali è stata approvata ormai 10 mesi fa. E intanto per i dipendenti provinciali si avvicina un’altra scadenza; il 31 marzo prossimo infatti  le amministrazioni locali dovranno presentare l’elenco del personale in esubero. Si contano circa 20mila persone sui 54.242 dipendenti provinciali regolarmente assunti, di cui oltre 51mila a tempo indeterminato e 1.200 nel ruolo di dirigenti.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Pasticcio Tutto Italiano

 

 

 

 

Se è vero che la legge Delrio per il riordino delle amministrazioni locali è stata approvata molti mesi fa, è altrettanto vero che già a dicembre fonti governative avevano messo le mani avanti dichiarando candidamente un ritardo sulla tabella di marcia della riassegnazione dei compiti tra comuni e regioni per la completa abolizione delle province.

 

La legge di stabilità ha poi dato il colpo di grazia a questo provvedimento perché se da una parte ha definito tagli lineari alle risorse delle province per 1,2 miliardi nei prossimi due anni, dall’altra non ha tenuto in considerazione che riduzione delle loro funzioni fondamentali ha un costo stimato di 3,1 milioni di euro.

A questo si aggiunge l’articolo 35 bis della stessa legge che impone il taglio del 50% del personale, senza indicazioni rispetto a quali funzioni sopprimere e a chi affidarle. E nel frattempo cosa succede? Succede che a Monza si inaugura la nuova sede della provincia al costo di 24 milioni di euro. Succede che a Napoli la struttura che dovrebbe ospitare i senzatetto è sommersa dalla spazzatura, mentre i dipendenti prinviciali vengono ripresi a sonnecchiare in ufficio. Succede che a Isernia, la seconda provincia con meno abitanti ha un buco di bilancio di oltre due milioni e mezzo di euro.

 

A Roma tutto si compra diceva il poeta latino Decino Giunio Giovenale. Dopo tutto dall’antica Roma a oggi non è cambiato molto.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica.espresso / tgcom / ilfattoquotidiano /fpcgil

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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lun, feb 9, 2015  Marco Brezza
Redistribuzione incarichi province: ecco cosa succederà nei prossimi mesi 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Come si profila questa prima metà di 2015 per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Bene ma non benissimo, reciterebbe un modo di dire abbastanza di moda in questo periodo: il grande piano degli esuberi sta infatti per avere inizio. E con esso anche la potenziale odissea per coloro che negli enti provinciali lavorano. Ma cerchiamo di capire qualcosa di più.

 

incarichi province

 

Le istruzioni che avviano gli spostamenti del personale delle province

 

Il ministero per la Pubblica amministrazione (capeggiato da Marianna Madia) ha nelle scorse settimane pubblicato la circolare che stabilisce le linee guida per l’attuazione degli spostamenti di personale a seguito della riforma delle province. Sono proprio queste le istruzioni che andranno ad interessare oltre 20mila dipendenti pubblici in tutto il paese: quei dipendenti la cui sorte è stata modificata dalla cosiddetta Legge Delrio, il provvedimento che ha di fatto modificato per sempre la fisionomia degli enti provinciali, in attesa della loro definitiva eliminazione dall’ordinamento (prevista dal disegno di legge costituzionale che modificherà l’architettura dell’ordinamento).

 

Province: cosa accadrà per i dipendenti?

 

Come affermato da una molteplicità di analisti, si tratta del più grande processo di mobilità relativo ai dipendenti pubblici mai realizzato in Italia: e proprio per questo un processo molto delicato e da gestire con grande attenzione. Ma che cosa accadrà realmente per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Sono diverse le biforcazioni e le possibilità che si presentano in concomitanza con la redazione dei piani di riassetto organizzativo, economico, finanziario e patrimoniale che dovranno effettuare le province. In primo luogo è necessario sottolineare che il numero preciso di lavoratori coinvolti in questo processo (secondo computi ministeriali) dovrebbe assestarsi sulla quota di 15mila unità, poiché alla quota di partenza devono essere sottratti quelli legati ai centri per l’impiego, dei quali dovrebbe occuparsi direttamente il Jobs Act, così come coloro che avrebbero le carte in regola per la pensione prima del 2016 (requisiti precedenti alla riforma Fornero), quando si chiuderà l’iter di mobilità pilotata.

 

4 cose fondamentali da sapere

 

Ecco le 4 cose fondamentali da sapere per non farsi trovare impreparati di fronte agli eventi dei prossimi mesi.
- In primo luogo va detto che c’è tempo fino al 1 marzo per Province e Città metropolitane per individuare i dipendenti che dovranno essere coinvolti all’interno del processo di redistribuzione degli incarichi. A tal riguardo i limiti sono delineati in uno sfoltimento che va in riduzione del 30% e del 50% in base alla spesa per il personale.
- Ovviamente diventa importante a questo punto il bilanciamento degli equilibri con le funzioni che devono essere assegnate a Comuni o Regioni: queste ultime dovranno per prime allargare i propri organici, poiché saranno proprio loro a dover integrare una quota più ampia di lavoratori fuoriusciti dalle province stesse. Medesima linea che dovrà essere seguita da Stato e Comuni, gli altri due enti in cui saranno dirottati i lavoratori in esubero.
- Sarà prevista la possibilità di avvalersi di contratti di solidarietà, nel caso in cui dovessero esaurirsi le riserve per gli esuberi e rimanessero alcuni dipendenti da collocare in mobilità. In questa particolare circostanza orari e compensi dovranno essere ridefiniti in maniera specifica.
- Un’altra strada percorribile sarà quella del collocamento in disponibilità. Con la possibilità di vedersi riconosciuti due anni di stipendio ad una quota dell’80%, con l’eventualità successiva del licenziamento.

 

Marco Brezza

 

 

5 Incontri su questo avvincente tema con il biblista Mariano Coni ” Il Mistero dei Rotoli di Qumran”

 

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