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Archivi per la categoria 'Dipendenti pubblici'

mar, mar 10, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Un Universo Corrotto? 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: fpcgil.it

Fonte: fpcgil.it

La conseguenza dei guadagni ladri è perdizione, non felicità, diceva Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici dell’antica Grecia. Sarà. Forse un tempo era così, perché la superstizione aveva un potere tale da distruggere anche una rosea realtà. Oggi però non è così. E chi è corrotto, spesso è felice della propria condizione e si sente avvantaggiato e furbo di rubare agli altri.

 

Cambiamenti della società, di percezione di ciò che è giusto o sbagliato. Di ciò che va condannato o che si può tollerare. Di sta fatto che nella nostra società la corruzione è un tema vergognosamente impolverato, che quando la cronaca lo riporta in auge tutti si indignano.

 

Quando poi le luci si spengono tutti fingono di dimenticarsi, perché in fondo i problemi dell’Italia non sono questi. Ma siamo poi sicuri che sia davvero così? Siamo certi che il problema tutto italiano di centinaia di personaggi politici di tutti i colori rubino soldi e godano di privilegi non meritati, non rappresenti una delle questioni più gravi e che di fatto ci ha ridotto in mutande? Secondo l’inchiesta pubblicata dal settimanale “L’espresso” in merito al mondo dei dipendenti provinciali la risposta è affermativa.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Caos Dalla Soluzione Lontana

 

 

 

 

Non troppe settimane fa si parlava di un’abolizione delle provincie italiane. Poi più nulla. Di fatto, molte delle province che avrebbero dovuto scomparire sono diventate città metropolitane quindi continuano a fruttare spese. Le uniche province che effettivamente sono state abolite nel 2012 sono quelle sarde che ad oggi però continuano a produrre costi sotto il nome di “ex province”.

 

Eppure la legge sul processo di riordino e sull’assorbimento da parte di comuni e regioni delle competenze provinciali è stata approvata ormai 10 mesi fa. E intanto per i dipendenti provinciali si avvicina un’altra scadenza; il 31 marzo prossimo infatti  le amministrazioni locali dovranno presentare l’elenco del personale in esubero. Si contano circa 20mila persone sui 54.242 dipendenti provinciali regolarmente assunti, di cui oltre 51mila a tempo indeterminato e 1.200 nel ruolo di dirigenti.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Pasticcio Tutto Italiano

 

 

 

 

Se è vero che la legge Delrio per il riordino delle amministrazioni locali è stata approvata molti mesi fa, è altrettanto vero che già a dicembre fonti governative avevano messo le mani avanti dichiarando candidamente un ritardo sulla tabella di marcia della riassegnazione dei compiti tra comuni e regioni per la completa abolizione delle province.

 

La legge di stabilità ha poi dato il colpo di grazia a questo provvedimento perché se da una parte ha definito tagli lineari alle risorse delle province per 1,2 miliardi nei prossimi due anni, dall’altra non ha tenuto in considerazione che riduzione delle loro funzioni fondamentali ha un costo stimato di 3,1 milioni di euro.

A questo si aggiunge l’articolo 35 bis della stessa legge che impone il taglio del 50% del personale, senza indicazioni rispetto a quali funzioni sopprimere e a chi affidarle. E nel frattempo cosa succede? Succede che a Monza si inaugura la nuova sede della provincia al costo di 24 milioni di euro. Succede che a Napoli la struttura che dovrebbe ospitare i senzatetto è sommersa dalla spazzatura, mentre i dipendenti prinviciali vengono ripresi a sonnecchiare in ufficio. Succede che a Isernia, la seconda provincia con meno abitanti ha un buco di bilancio di oltre due milioni e mezzo di euro.

 

A Roma tutto si compra diceva il poeta latino Decino Giunio Giovenale. Dopo tutto dall’antica Roma a oggi non è cambiato molto.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica.espresso / tgcom / ilfattoquotidiano /fpcgil

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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lun, feb 9, 2015  Marco Brezza
Redistribuzione incarichi province: ecco cosa succederà nei prossimi mesi 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Come si profila questa prima metà di 2015 per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Bene ma non benissimo, reciterebbe un modo di dire abbastanza di moda in questo periodo: il grande piano degli esuberi sta infatti per avere inizio. E con esso anche la potenziale odissea per coloro che negli enti provinciali lavorano. Ma cerchiamo di capire qualcosa di più.

 

incarichi province

 

Le istruzioni che avviano gli spostamenti del personale delle province

 

Il ministero per la Pubblica amministrazione (capeggiato da Marianna Madia) ha nelle scorse settimane pubblicato la circolare che stabilisce le linee guida per l’attuazione degli spostamenti di personale a seguito della riforma delle province. Sono proprio queste le istruzioni che andranno ad interessare oltre 20mila dipendenti pubblici in tutto il paese: quei dipendenti la cui sorte è stata modificata dalla cosiddetta Legge Delrio, il provvedimento che ha di fatto modificato per sempre la fisionomia degli enti provinciali, in attesa della loro definitiva eliminazione dall’ordinamento (prevista dal disegno di legge costituzionale che modificherà l’architettura dell’ordinamento).

 

Province: cosa accadrà per i dipendenti?

 

Come affermato da una molteplicità di analisti, si tratta del più grande processo di mobilità relativo ai dipendenti pubblici mai realizzato in Italia: e proprio per questo un processo molto delicato e da gestire con grande attenzione. Ma che cosa accadrà realmente per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Sono diverse le biforcazioni e le possibilità che si presentano in concomitanza con la redazione dei piani di riassetto organizzativo, economico, finanziario e patrimoniale che dovranno effettuare le province. In primo luogo è necessario sottolineare che il numero preciso di lavoratori coinvolti in questo processo (secondo computi ministeriali) dovrebbe assestarsi sulla quota di 15mila unità, poiché alla quota di partenza devono essere sottratti quelli legati ai centri per l’impiego, dei quali dovrebbe occuparsi direttamente il Jobs Act, così come coloro che avrebbero le carte in regola per la pensione prima del 2016 (requisiti precedenti alla riforma Fornero), quando si chiuderà l’iter di mobilità pilotata.

 

4 cose fondamentali da sapere

 

Ecco le 4 cose fondamentali da sapere per non farsi trovare impreparati di fronte agli eventi dei prossimi mesi.
- In primo luogo va detto che c’è tempo fino al 1 marzo per Province e Città metropolitane per individuare i dipendenti che dovranno essere coinvolti all’interno del processo di redistribuzione degli incarichi. A tal riguardo i limiti sono delineati in uno sfoltimento che va in riduzione del 30% e del 50% in base alla spesa per il personale.
- Ovviamente diventa importante a questo punto il bilanciamento degli equilibri con le funzioni che devono essere assegnate a Comuni o Regioni: queste ultime dovranno per prime allargare i propri organici, poiché saranno proprio loro a dover integrare una quota più ampia di lavoratori fuoriusciti dalle province stesse. Medesima linea che dovrà essere seguita da Stato e Comuni, gli altri due enti in cui saranno dirottati i lavoratori in esubero.
- Sarà prevista la possibilità di avvalersi di contratti di solidarietà, nel caso in cui dovessero esaurirsi le riserve per gli esuberi e rimanessero alcuni dipendenti da collocare in mobilità. In questa particolare circostanza orari e compensi dovranno essere ridefiniti in maniera specifica.
- Un’altra strada percorribile sarà quella del collocamento in disponibilità. Con la possibilità di vedersi riconosciuti due anni di stipendio ad una quota dell’80%, con l’eventualità successiva del licenziamento.

 

Marco Brezza

 

 

5 Incontri su questo avvincente tema con il biblista Mariano Coni ” Il Mistero dei Rotoli di Qumran”

 

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lun, gen 26, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Al Via La Mobilità 3.25/5 (65.00%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: gonews.it

Fonte: gonews.it

 

Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli di province”.

Con questo twitter il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia annuncia il trasferimento definitivo di migliaia di dipendenti pubblici verso tribunali, corti d’appello, procure e ogni altro tipo di ufficio giudiziario.

 

Si tratta di una mobilità di massa mai vista prima in Italia nel settore pubblico e riguarderà lo 0.08% del totale dei dipendenti pubblici.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Ecco Cosa Succede

 

 

 

 

La Legge di stabilità prevede che entro il prossimo 31 marzo verrà attuata una razionalizzazione della spesa pubblica che implicherà la mobilità per il 50% dei dipendenti. Ciò si traduce nel percepire l’80% della retribuzione pur stando a casa.

 

Per i dipendenti provinciali questa mobilità definita volontaria rappresenta l’opportunità di non finire nelle eccedenze.

Ma rispetto al riassorbimento degli oltre 20mila dipendenti provinciali, il Presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane Alessandro Pastacci, riporta tutti con i piedi per terra: “è un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese”.

 

 

 

Dipendenti Provinciali. La Non Soddisfazione Dei Sindacati

 

 

 

 

C’era da aspettarselo che non tutti sarebbero stati felici di questo provvedimento.

E il prima linea non potevano certo mancare i sindacati CGIL e CISL che per voce delle rispettive leader Susanna Camusso e Annamaria Furlan fanno sapere che il problema della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione non si risolve con gli annunci mediatici e chiedono certezze sul futuro dei tirocinanti del comparto giustizia, i quali escono forzatamente penalizzati da questo provvedimento.

 

Il responsabile Settori Pubblici della Cgil, Michele Gentile entra più nel merito del decreto e polemizza sul fatto che “sull’avviso di mobilità continua a non esserci scritto che una priorità è riconosciuta ai lavoratori delle Province e comunque il meccanismo non funzionerebbe se le Province devono dare alle amministrazioni che assorbono il personale il 50% del trattamento economico dei dipendenti trasferiti”.

 

Manifestazioni davanti alle prefetture e sit-in di protesta in piazza Montecitorio sono già stati annunciati e in qualche caso messi in atto da tutte le sigle sindacali.

 

 

 

 

 

Fonte: lastampa / termometropolitico / ilgiorno/ gonews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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lun, dic 22, 2014  Valentina
Protesta Dipendenti Provinciali. Ecco Le Motivazioni 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: ilpiacenza.it

Fonte: ilpiacenza.it

Tutto nacque in Toscana, da Firenze, poi Pistoia e poi giù fino a Roma e in Puglia e a nord Reggio Emilia, Torino e il Veneto. Una protesta trasversale che riguarda i dipendenti provinciali di tutta Italia contro il maxiemendamento governativo alla legge di stabilità discussa al Senato, il quale prevedrebbe tagli le province di un miliardo nel 2015, due nel 2016 e tre a partire dal 2017 con un conseguente esubero di dipendenti.

 

 

 

 

Protesta Dipendenti Provinciali Tra Tagli E Riforme

 

 

 

Prima della legge di stabilità appena approvata, era stata varata un’altra riforma che aveva per oggetto i dipendenti provinciali:  si tratta del Disegno di legge Del Rio, approvato lo scorso aprile dalla Camera, secondo il quale circa 20 mila dipendenti dovrebbero passare dalla provincia ad altre amministrazioni locali come regioni e comuni, mentre altri 27 mila sarebbero stati riconfermati nelle loro attuali posizioni professionali.

 

La situazione drammatica viene riassunta correttamente da Alessandro Pastacci, presidente dell’Unione delle Province italiane durante un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica: “dal primo gennaio alle province è stato chiesto di tagliare un miliardo dalle loro uscite, l’equivalente cioè degli stipendi dei 20 mila dipendenti che dovrebbero passare alle regioni. Ma le regioni e i comuni non li hanno ancora assunti e non hanno avuto risorse extra per assumerli, bensì tagli alle risorse esistenti”.

 

Il governo si è affrettato a precisare che non ci sarà alcun licenziamento e che queste 20 mila persone saranno accompagnate lungo un percorso di mobilità biennale, che permetterà loro di conservare il posto di lavoro e di percepire una regolare retribuzione. Qualora, alla scadenza dei due anni il dipendente non sia stato ricollocato in nessun altro ente locale, verranno applicate le leggi che prevedono una retribuzione equivalente all’80% dello stipendio.

 

Non si parla più dunque dell’ipotesi di prepensionamento per i dipendenti in esubero. E questo è uno dei motivi della protesta di piazza, incitata dalla Cgil.

 

 

Dipendenti Provinciali. Che Ne Sarà Di Coloro Che Hanno Vinto I Concorsi?

 

 

Già perché in questi anni di concorsi pubblici ne sono stati indetti molti, con relative graduatorie che ad oggi potrebbero essere rivoluzionate con la ricollocazione dei dipendenti in esubero che arrivano dalle province.

 

In altre parole chi ha vinto il concorso e tecnicamente dovrebbe occupare il primo posto disponibile nell’ente locale, verrà probabilmente “scavalcato” da un dipendente provinciale da ricollocare.

Un beffa su tutti i fronti insomma, per i vecchi e anche per i nuovi.

 

 

 

Fonti: ilpost/ repubblica /  ilsole24ore

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, nov 26, 2014  Valentina
Dipendenti Provinciali. La Situazione Non è Rosea 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

In questo clima italiano sempre più caldo tra tagli e spese pazze esiste una categoria di cui si parla poco, perché nell’immaginario comune, è da sempre considerata “privilegiata”, ma che esattamente come gli operai delle acciaierie di Terni o di Piombino o dell’Elettrolux, rischiano il posto di lavoro: sono i dipendenti provinciali.

 

 

Fonte: greenreport.it

Fonte: greenreport.it

Secondo quanto previsto e approvato i circa 30mila lavoratori delle province dovranno essere ricollocati all’interno degli uffici di Regioni, Comuni e Stato, ma nel primo caso, cioè di passaggio all’ente regionale, non godranno degli stessi privilegi dei dipendenti regionali.

 

 

 

Tagli Forti E Incisivi Anche Per Le Province

 

 

 

Sulla base dei tagli previsti dalla legge di stabilità infatti ci sarà una diminuzione di 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017 nei finanziamenti previsti per province e città metropolitane; l’entità di questi tagli, si capisce, non potrà essere garante nel mantenimento dei servizi essenziali per il cittadino.

E quando si parla di servizi essenziali, si intende la gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori  e dei 130 mila chilometri di strade nazionali, e poi ancora la tutela dell’ambiente e gli interventi contro il dissesto idrogeologico, questione scottante dopo gli ultimi disastri avvenuti nelle settimane scorse in diverse città e periferie  italiane.

 

 

Dipendenti Provinciali. Iniziano Le Agitazioni Sindacali

 

 

E d’altronde come dare torto ai migliaia di dipendenti provinciali che non sanno più che fine farà il loro posto di lavoro, se ci sarà un passaggio a un altro ente o se non ci sarà più alcun lavoro.

 

Proprio perché conscio dello stato di agitazione dei dipendenti provinciali, il presidente della provincia di Modena, Gian Calo Muzzarelli, ha scritto a tutti i sindaci della sua provincia, nel tentativo di rassicurare gli animi, dopo l’annuncio di una legge di stabilità poco serena: “nei nuovi assetti delle funzioni di valorizzare le competenze e le esperienze maturate all’interno dell’ente (…) ci siamo mossi da subito per avviare una riorganizzazione interna e di contenimento delle spese, in modo da non farci cogliere impreparati dal riordino”.

 

Il presidente si schiera anche dalla parte dei suoi dipendenti e chiede “maggiori certezze e garanzie in un momento così difficile che vede ancora una volta scaricare sui dipendenti pubblici i costi della crisi e vogliamo salvaguardare, e valorizzare, il patrimonio professionale che i dipendenti della Provincia rappresentano per l’intera comunità modenese”.

 

 

 

Fonte: ilgiornale / upinet /bologna2

 

 

 

Valentina Stipa

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