Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi per la categoria 'Dipendenti pubblici'

lun, mar 6, 2017  Valentina
Dipendenti Pubblici. Ancora pochi giorni per il bando INPSieme
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Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Come ogni anno anche per il 2017 i dipendenti pubblici potranno garantire ai loro figli un viaggio studio da 1 a 4 settimane, all’estero o in Italia, grazie a un contributi INPS legato a un bando di concorso che coprirà fino al 100% il costo del soggiorno in base alla fascia di reddito di appartenenza.
Come si legge sul sito dell’INPS si tratta di “un’opportunità interessante in cui ai momenti ricreativi e sportivi si alternano varie attività culturali e gite, ma soprattutto, per l’estero, lo studio di una lingua straniera”.
Mancano ancora pochi giorni per poter accedere a questo bando; infatti le domanda saranno accettate fino alle 12,00 del giorno 16 marzo 2017.

 

 

 

Dipendenti Pubblici. Come compilare la domanda per il bando INPSieme

 

 

 

La domanda di partecipazione al bando INPSieme va inviata esclusivamente utilizzando la via telematica accedendo, tramite PIN dispositivo e codice fiscale, alla home page del sito istituzionale dell’INPS /Servizi per il cittadino /Servizi ex Inpdap. Si deve scegliere l’opzione Estate INPSieme e selezionare la voce “Inserisci domanda”.
A quel punto comparirà il modulo, nel quale in automatico saranno già riportati i dati identificativi del richiedente. Vanno poi inseriti manualmente recapiti telefonici mobili e di posta elettronica.
La domanda deve essere accompagnata dal modulo Isee ordinario oppure l’Isee “Minorenni in caso di genitori non coniugati tra loro e non conviventi”, in base alle condizioni familiari del richiedente.
Possono partecipare tutti i giovani, figli, orfani o equiparati di genitori.
Precisiamo che durante la compilazione della domanda di bando è sufficiente dichiarare di aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) utile ai fini del rilascio dell’attestazione Isee.
Una volta concluso il bando, entro l’11 aprile verranno pubblicate sul sito istituzionale le graduatorie ed entro il 12 maggio l’INPS scorrerà le stesse. I subentranti dovranno poi fornire tutta quanto previsto dall’arti 8 del bando di concorso entro il 30 maggio.

 

 

Dipendenti Pubblici. C’è chi compila la Domanda per te

 

 

 

La compilazione della domanda di un bando di concorso spesso può creare difficoltà, non solo perché non sono ammessi errori e quindi si ha un approccio psicologicamente un po’ ansioso, ma anche perché in effetti non è sempre facile capire ciò che viene richieste e rispettare tutti i requisiti nel modo corretto.
Per questo esistono dei servizi di call center dedicati, ai quali ci si può rivolgere e che forniscono un aiuto concreto per la compilazione della domanda per il concorso oggetto di questo articolo.

 

 

 

Il numero verde gratuito di cui vogliamo mettervi a conoscenza e che potrà darvi i l supporto necessario alla compilazione della domanda è 800 624 367, gestito da Ganimede Study, un’agenzia specializzata che offre anche enormi vantaggi in termini di promozioni, sempre nell’ambito del concorso di cui stiamo parlando.

 

 

Fonte: estateinpsiemeganimede / inps

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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lun, set 5, 2016  Valentina
Riforma PA. Inizia La fase due
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La spending review ci sta consentendo di fare una grande verifica sui conti pubblici, trovare gli sprechi e gli eccessi proprio per questo siamo sempre più convinti che occorra andare avanti con il riordino delle Province, che sarà la base per riorganizzare il nuovo assetto dello Stato“. A dirlo è il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi. È su queste basi che si provvede a tagli e ridimensionamenti.
Questa delega al Governo per modificare la macchina amministrativa con lo scopo di migliorare in termini di risparmio ed efficienza si sta rivelando ogni giorno di più un boomerang fatale.

riforma-pa

 

 

 

Dopo la prima fase della legge Madia, si aprirà adesso la seconda parte, che ha messo nel mirino l’amministrazione dello stato e i suoi dipendenti. Più in dettaglio i prossimi provvedimenti riguarderanno: i ministeri e la loro organizzazione, i poteri del primo ministro sugli altri ministeri, il controllo sulle agenzie fiscali e la riorganizzazione delle amministrazioni statali sul territorio.

 

Riforma PA. Cancellati i doppioni amministrativi

 

 

 

Il primo obiettivo di questa riforma in tema di riorganizzazione delle amministrazioni statali è quello di eliminare i doppioni e accorpare o addirittura eliminare alcuni enti pubblici.  Negli anni scorsi, per alleggerire il lavoro dei ministeri infatti era stata partorita la nascita dei cosiddetti “authority”, ovvero dipartimenti composti da 4 o 5 tecnici teoricamente indipendenti, ma nella pratica legati a doppio filo alla politica.
Con questa riforma questi authorities, che di fatto sono dei veri e propri doppioni, dovrebbero scomparire.
Il passaggio di risorse dovrà essere, negli intenti del legislatore, veloce e dovrebbe rendere maggiormente efficace il dicastero superstite.

 

Riforma PA. Via anche le prefetture

 

 

 

Le prefetture, tra gli enti statali, saranno quelli che subiranno la maggiore decurtazione in termini di unità, seguendo lo stesso schema utilizzato per le Camere di Commercio. In termini numerici si dovrebbe passare da 105 a 80.
Questo ente però, a differenza di altri, la cui incidenza sulla quotidianità cittadina è inferiore, hanno un impatto forte sulla società. Sono infatti chiamate ad essere garanti di coesione sociale, sicurezza e legalità.
Un filo conduttore della riforma è quello di accentrare il potere decisionale sulla presidenza del consiglio, diminuendo di fatto l’autonomia dei singoli dicasteri anche in termini di nomine. Una modalità di azione che spaventa molti.
In questo contesto, più volte palesato, la cancellazione di molte prefetture ha un sapore molto più amaro di quanto ci si aspettasse.
Fonte:  Repubblica – La Stampa
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mar, lug 19, 2016  Valentina
Esodati. Settembre forse decisivo
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Il tema della previdenza sociale è relegato, lo si sa, all’approvazione della legge di stabilità. Ma per ciò che riguarda la categoria degli esodati potrebbe invece smuoversi qualcosa prima.

Fonte: ilsussidiario.net

Fonte: ilsussidiario.net

 

A settembre per la precisione, almeno secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione lavoro Damiano.

 

Certamente questa tempistica anticipata rappresenta un sollievo, se verrà confermata, per tutti gli appartenenti a questa categoria, che si è venuta a creare, lo ricordiamo, dopo l’approvazione della Legge Fornero e racchiude tutti coloro che erano vicinissimi alla pensione prima del 2012 prima dell’entrata in vigore di questa legge e che a seguito di essa si sono visti spostare in avanti l’ingresso nel sistema previdenziale.

Molti di loro avevano già lasciato il posto di lavoro e sono quindi da allora chiusi in un limbo da cui è difficile uscire.

 

 

 

Esodati. Le tutele già in atto

 

 

Sebbene il pasticcio della Legge Fornero, in parte sia stato recuperato, c’è ancora una fetta di esodati che non sono tutelati e continuano a vivere in questo limbo.

 

Tutti i governi dopo la legge Fornero hanno messo in atto disposizioni ad hoc che permettono loro di evitare di attendere i limiti e di età predisposti dalla legge. Sono 7 le tutele già approvate, ma per il presidente Damiano non sono sufficienti, in quanto oltre 32 mila lavoratori non rientrano ancora in nessuna delle salvaguardie previste, e per questo ha presentato un’ulteriore proposta.

 

Dal momento che le salvaguardie vengono finanziate utilizzando risorse già presenti, non serve inserire la manovra all’interno della legge di stabilità, ed ecco perché settembre potrebbe essere già il mese giusto per chiudere questa annosa vicenda e dare a tutti il diritto legittimo all’accesso nel sistema previdenziale.

 

I mesi estivi invece dovranno servire per definire, proprio in vista della scadenza di settembre, le soluzioni per la flessibilità in uscita attraverso il meccanismo dell’Ape e per studiare specifiche misure per esodati, precoci e usuranti.

 

 

Fonte: blastingnews / urbanpost

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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ven, lug 8, 2016  Roberta Buscherini
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Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto anti-assenteismo che stabilisce la sospensione in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni nei confronti dei dipendenti pubblici colti in flagrante nell’atto delle false timbrature, giunge la prima proroga ufficiale per quello che riguarda il calendario di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione targata Marianna Madia (e Governo Renzi). Lo slittamento contribuisce ad allungare da 12 a 18 mesi i tempi a disposizione della compagine governativa, differendo conseguentemente la scadenza a metà febbraio 2017. Ma attenzione: questo spostamento riguarda soltanto uno dei capitoli della delega, ovverosia quello vergato all’articolo 8 che prospetta il riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e degli enti pubblici non economici.

 

Dipendenti pubblici: cambia la disciplina?

 

Dipendenti PAPotrebbe avere ripercussioni particolari tale differimento per quello che riguarda le nuove regole che informeranno la disciplina del Pubblici Impiego nel nostro Paese? Teoricamente nulla dovrebbe cambiare nel complessivo disegno di riforma. Quello che è certo è che a livello regolamentare molte cose cambieranno, con il Governo che ha certamente deciso di dare un segnale forte (ed anche simbolico) con il decreto contro i “furbetti del cartellino” appena reso esecutivo.
La proroga è giunta mediante un emendamento del relatore alla legge di conversione del decreto di proroga delle missioni internazionali, che la scorsa settimana ha ottenuto il via libera delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, approdando in Aula per la discussione generale.

 

Decreto Enti Locali verso la conversione

 

La proroga avrebbe potuto essere concessa anche mediante un altro meccanismo legislativo: la conversione in legge del cosiddetto Decreto Enti Locali, che tuttavia deve ancora entrare nel vivo dell’iter. Il Decreto Enti Locali contiene al suo interno tante novità per le Amministrazioni locali ed anche per coloro che in esse sono impiegati. Il decreto dovrà essere entro la fine di luglio essere convertito on legge: al suo interno una serie di misure che dovranno condurre ad un miglioramento per le casse degli Enti locali. Ma quale effetto concreto ci si auspica si produca nei confronti di coloro che lavorano presso la Pubblica Amministrazione locale? Tra le misure presenti nel testo (in potenziale via di miglioramento e sviluppo nel procedimento di conversione) emerge la volontà di accompagnare il risanamento dei comuni in difficoltà aggiornando le norme su dissesto e predissesto, ottimizzando anche un pacchetto di norme per i Comuni minor dimensione e per le Città metropolitane ed alcuni interventi urgenti per garantire i servizi e le relative risorse umane. Tali obiettivi dovrebbero essere specificati nel testo finale, complice un possibile percorso di emendamento suggerito proprio negli scorsi giorni dall’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani).

 

Un 2017 migliore per i dipendenti pubblici?

 

Non va in tale direzione dimenticato che in questo momento la situazione finanziaria degli Enti Locali (in particolare Comuni e Città metropolitane) sconta gli effetti derivanti dalle precedenti manovre “lacrime e sangue”, emergendo a fatica dai continui cambiamenti normativi delle norme finanziarie, ordinamentali e contabili e dalla molteplicità di vincoli e obblighi che gravano sulla organizzazione degli stessi Enti. Una situazione di difficoltà di cui si auspica il superamento anche grazie a questi strumenti legislativi, anche alla luce di una Legge di Stabilità (quella del 2016, approvata nello scorso dicembre) per la prima volta non punitiva con le Amministrazioni locali.

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, giu 21, 2016  Roberta Buscherini
Decreto assenteismo e i furbetti del cartellino, il pugno di ferro del Governo
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Furbetti del cartellino, ora non si scherza più: il Consiglio dei ministri di mercoledì scorso ha infatti approvato in via definitiva il decreto che reca importanti modifiche in materia di licenziamento disciplinare per i dipendenti pubblici. Il decreto interviene sulla disciplina prevista per la fattispecie di illecito disciplinare denominata “falsa attestazione della presenza in servizio”. L’ufficialità è sancita nel merito dalla seguente disposizione tratta dal comunicato stampa di Palazzo Chigi: “Al dipendente colto in flagrante sarà applicata la sospensione cautelare entro 48 ore e attivato il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni. È prevista la responsabilità disciplinare del dirigente (o del responsabile del servizio) che non proceda alla sospensione e all’avvio del procedimento”. Insomma, come afferma il presidente Renzi, “per chi viene beccato a timbrare il cartellino e andarsene la pacchia è finita”.

 

Assenteismo PA

Furbetti del cartellino: il decreto assenteismo del Governo

 

Una rivoluzione “copernicana” in ambito di Pubblico Impiego che mette fine a quella che si configurava, probabilmente, come una ingiusta disparità di trattamento tra impiego pubblico e privato. In Consiglio dei Ministri sono state accolte le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e sono state recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza unificata e dal Consiglio di Stato. La settimana scorsa si è chiusa la discussione in materia: non ci sono più alibi ora, la materia è disciplinata in maniera molto più stretta.

 

Licenziamenti disciplinari PA: cosa cambia ora con il decreto assenteismo?

 

Ma come si definisce nello specifico la misura che sancisce il “pugno di ferro” nei confronti dei dipendenti pubblici che timbrano e poi non si recano sul luogo di lavoro? Si precisa nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri che la fattispecie di falsa attestazione della presenza in servizio comprende anche quella realizzata mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento. Inoltre viene garantito al dipendente il diritto alla percezione di un assegno alimentare nel corso del periodo di sospensione cautelare dal lavoro. Permangono, seppur in maniera modificata, le congrue tutele per il dipendente pubblico colto in fragrante: al fine di garantire un’opportuna scansione temporale delle diverse fasi del procedimento e per assicurare idonee garanzie di contraddittorio a difesa del dipendente, è stato previsto che con il provvedimento di sospensione si procederà alla contestuale contestazione dell’addebito e alla convocazione del dipendente dinanzi all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari. Il dipendente verrà convocato per il contraddittorio con preavviso di almeno 15 giorni e potrà farsi assistere da un procuratore o da un rappresentante sindacale. Le sanzioni saranno comminate anche al vertice dirigenziale: è importante sottolineare, infatti, che nei casi in cui il dirigente abbia avuto notizia dell’illecito e non si sia attivato senza giustificato motivo viene prevista la responsabilità per omessa attivazione del procedimento disciplinare e omessa adozione del provvedimento di sospensione cautelare con conseguente comunicazione dell’accaduto all’Autorità giudiziaria.

 

Assenteismo dipendenti pubblici

 

Un tema bollente quello dei “furbetti del cartellino”, messo in evidenza dall’ultimo gravissimo caso di cronaca caratterizzato dall’arresto di 9 dipendenti della ASL di Caserta in servizio nel Distretto 13 di Maddaloni. Questi ultimi lasciavano il posto di lavoro subito dopo aver timbrato il badge o timbravano il badge dei colleghi assenti. L’ennesimo caso che getta cattiva luce su tutta la categoria dei dipendenti statali, compresa purtroppo quella “maggioranza silenziosa” di impiegati pubblici che fanno il loro lavoro correttamente e si comportano eticamente. E mentre i dati sull’assenteismo sono in aumento nel Pubblico Impiego, ci si interroga operativamente sui tempi per varare i decreti attuativi della riforma PA che dovranno sistemare le cose anche in materia di controllo sulle assenze per malattia nella Pubblica Amministrazione. I termini per il varo degli ulteriori decreti scadono nei primi mesi del 2017, ma il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha detto di voler provvedere entro questo mese di luglio.

 

Fonti: Sole24Ore, Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

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