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Dipendenti Statali: rischio licenziamento



Dipendenti Statali: rischio licenziamento
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Taglienti, fulminee e glaciali le parole del Ministro Filippo Patroni Griffi pubblicato sul quotidiano Avvenire: entro l’estate verrà stilato un piano organizzativo in merito alle eccedenze del personale per le pubbliche amministrazioni; “se alla fine non verranno trovate alternative” i dipendenti statali e pubblici in esubero verranno licenziati nella speranza che “tutti, anche i sindacati capiscano ”.
Questo rischio chiaramente è l’ultimo passo, che va tenuto in considerazione qualora non si possa fare diversamente, precisa il ministro al quotidiano: “le amministrazioni pubbliche vanno riorganizzate anche per attuare la spending review sulla spesa pubblica. (…) in tempi brevi definiremo, per ogni singola amministrazione, il quadro delle eccedenze del personale in servizio. E chiariremo che questo non significa che dopo 24 mesi quei lavoratori dovranno essere licenziati. Prima proveremo a vedere se quel personale, riqualificato, potrà essere utilizzato meglio in altri settori. Poi, solo se alla fine non si troveranno alternative, l’unica strada rimarrà quella del licenziamento ”.
Il meccanismo della mobilità è il perno su cui si muoverà questo progetto di riorganizzazione dunque così come anche i licenziamento per giustificato motivo oggettivo o economico.
La reazione dei sindacati alle affermazioni del ministro fanno presagire un percorso lunga e tortuoso per questa riorganizzazione; la segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori infatti, commentando l’intervista ha sottolineato come “negli incontri già effettuati, il ministro Patroni Griffi non ha mai avanzato proposte relative alla revisione della spesa né tanto meno ai percorsi di mobilità e ai possibili licenziamenti. Che per la prima volta lo faccia sulla stampa, ci sembra quantomeno irrituale. Ma non ci fermeremo ai riti perché la partita è troppo importante e ci interessa la sostanza ”.

 

I sindacati inoltre avanzano richieste, modifiche e promettono manifestazioni, poiché ritengono si debba discutere del contratto nazionale prima che di licenziamenti e che il posto di lavoro dei dipendenti pubblici valga quanto quello dei privati dipendenti, dunque vada tutelato ad ogni costo, senza dimenticare che una valutazione attenta e scrupolosa vada fatta anche in termini di ricollocazione del personale che può essere inserito in altri contesti migliorando settore carenti e bisognosi di personale.

 

 

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2 Commenti a “Dipendenti Statali: rischio licenziamento”

  1. Max Says:

    mi viene da piangere…

  2. Marcello Says:

    Sono sicuro che per una ripresa economica significativa debbano
    essere abbattute le tasse dall’attuale 55% fin sotto il 40% (38-39%)
    ma per fare questo la spesa pubblica deve essere diminuita di tanto
    per cui bisogna tagliare il numero di dipendenti pubblici
    almeno di 800 mila unità e fra questi la stragrande maggioranza dei
    dirigenti che costano di più.
    Speriamo che il governo ce la faccia.

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