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Vademecum per Infermieri: ecco i diritti infermieristici



Vademecum per Infermieri: ecco i diritti infermieristici
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Come si definisce il quadro complessivo dei diritti relativi alla categoria degli infermieri? E quali sono, in concreto, i diritti infermieristici che delineano la cornice complessiva di tutela di questa fondamentale branca di lavoratori del pubblico impiego? Ecco un sintetico ed allo stesso tempo esauriente vademecum inerente ai diritti degli infermieri nel nostro paese.

 

 

Diritti infermieri: reperibilità e ferie

 

Si tratta di un “bouquet” di diritti che si configura come un mosaico semplice, definito e chiaramente (ed esplicitamente) espresso dentro contratti e leggi: per azionare e dare effetto a questi diritti è sufficiente pretendere che essi vengano rispettati dal proprio coordinatore.
In primo luogo è necessario fare cenno ai diritti infermieristici relativi al delicato tema della reperibilità: quest’ultima si configura infatti come un servizio di pronta disp

Diritti infermierionibilità (SPD è il suo nome ufficiale) ed è possibile solo in alcuni reparti, sale operatorie e strutture di emergenza. Non è quindi possibile avere il SPD negli altri reparti o unità operative. Il punto fondamentale di questo tema per gli infermieri è il seguente: per un turno di reperibilità effettuato in un giorno festivo, con chiamata o meno, l’infermiere ha diritto ad un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva, ma il turno stesso deve essere richiesto solo nel caso in cui si abbiano delle ore di surplus, dal momento che il riposo compensativo verrà conteggiato con 6 ore di debito orario.
Per ciò che riguarda le ferie invece i diritti infermieri si delineano nel seguente modo: l’infermiere dipendente ha diritto a 15 giorni continuativi di ferie nel periodo estivo (da giugno a settembre):  la domenica ed i festivi non sono conteggiabili come ferie (secondo i dettami della legge), pertanto le giornate reali di ferie spettanti durante il periodo estivo sono 15 escluse le festività. Le ferie si configurano ovviamente come un diritto irrinunciabile e, elemento molto importante e negli ultimi tempi trascurato, non possono essere imposte al dipendente.

 

Riposo compensativo infermieri

 

Per ciò che riguarda il riposo compensativo bisogna sottolineare che l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale conferisce titolo ad equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario comprensivo della maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo: la richiesta in tal senso deve giungere dall’infermiere dipendente entro il termine di 30 giorni dal giorno della prestazione.

 

Diritti infermieri: orario di lavoro e prestazioni notturne

 

Tra i diritti infermieri trova poi alloggio anche la vessata questione del lavoro notturno: l’attività svolta nel corso di un periodo di ore consecutive inserite nell’intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino deve infatti essere disciplinata contemperando in maniera congrua i diritti della categoria. In tale direzione è vietato adibire le donne al lavoro, dalla ore 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Va detto poi che l’inidoneità al lavoro notturno deve essere accertata dal medico competente.
Infine il fondamentale tema dell’orario di lavoro: quest’ultimo non può in alcun modo oltrepassare le 8 ore giornaliere (o le complessive 48 ore settimanali), oppure le 12 ore, in casi però eccezionali. Inoltre (discrimine rilevante) l’infermiere, tra un turno di lavoro ed il successivo, ha diritto ad 11 ore consecutive di riposo. Un diritto che non può in alcun modo essere violato.

 

Fonte: ipasvimi.it, ailf.eu

Foto: infermieristicamente.it

 

Marco Brezza

 

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