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Doppio lavoro dipendenti pubblici: le prestazioni effettuabili



Doppio lavoro dipendenti pubblici: le prestazioni effettuabili
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Dipendenti pubblici e doppio lavoro: un tema i cui confini sono da sempre sotto la lente d’ingrandimento della legge. Cerchiamo di analizzare in sintesi le caratteristiche che devono informare la prestazione al fine di renderla compatibile con i principi costituzionali in materia di Pubblica Amministrazione.

 

doppiolavoro

Doppio lavoro dipendenti pubblica amministrazione; L’esclusività delle prestazioni

 

In tale direzione va, in primo luogo, sottolineato che la legge italiana traccia in maniera molto precisa i confini disciplinari della questione: tra i principi di rango costituzionale che che fungono da pilastro dell’ordinamento italiano le fondamenta dell’ordinamento italiano affiora infatti quello idoneo a tutelare l’interesse pubblico, elemento di rango primario che deve essere costantemente tenuto come “stella polare” dalla Pubblica Amministrazione. Tale interesse si manifesta anche nella forma del dovere di esclusività delle prestazioni da parte dei dipendenti pubblici: in pratica il dipendente impiegato presso la PA ha il compito di garantire l‘imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa dedicandosi in maniera integrale (mediante la propria prestazione lavorativa) all’ufficio cui è destinato, senza disperdere le proprie energie lavorative in attività diverse ed estranee da quelle relative al pubblico impiego.
Il contrafforte normativo basilare a tal riguardo è costituito dall’art. 1, comma 60, della legge 662/1996, con riferimento specifico ai dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale con prestazione lavorativa superiore al 50% di quella a tempo pieno: per questi soggetti è posto il divieto di svolgere qualsiasi altra attività di lavoro subordinato o autonomo, a patto che la legge o altra fonte normativa ne prevedano l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione di appartenenza (e l’autorizzazione stessa sia stata concessa).

 

Le caratteristiche del doppio lavoro nel caso dei dipendenti PA

 

Ma come si configura nella concreta realtà quotidiana il legittimo espletamento di incarichi extra-impiego (doppio lavoro) per i dipendenti comunali e dipendenti di enti locali? Che ci sia o meno retribuzione, la prestazione deve avvenire sempre al di fuori dell’orario di lavoro, senza avvalersi delle strutture e delle attrezzature dell’ufficio d’appartenenza e senza pregiudizio alcuno per lo stesso, assicurando l’esercizio imparziale delle funzioni, da parte del dipendente. Lo svolgimento di tali incarichi (sempre in relazione ai dipendenti impiegati a tempo pieno, o a tempo parziale con prestazione lavorativa superiore al 50%) è subordinato in maniera ineludibile e perentoria al preventivo rilascio dell’autorizzazione. Inoltre l’attività in questione deve essere esercitata in ossequio ai principi tecnici di occasionalità.

 

Casi concreti di doppio lavoro

 

Ecco alcune prestazioni remunerate extra-lavoro che possono essere espletate previa la sola preventiva autorizzazione: la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, quando tali prestazioni non si traducano in attività prevalente, continuativa o professionale, oppure l’utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali. Con riferimento alla partecipazione a convegni o seminari (sia effettuata a titolo gratuito, sia qualora sia percepito unicamente il rimborso spese, va fatto un distinguo: risulta infatti necessario valutare se l’evento pubblico a cui il dipendente pubblico partecipa possieda in prevalenza un aspetto didattico e formativo. In questo caso risulta necessaria l’autorizzazione. Nel caso in cui invece vi sia prevalenza dell’aspetto divulgativo, allora vi è libertà (autorizzazione non necessaria).

 

 

 

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