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Enti Locali e PA: cosa si devono aspettare i dipendenti per i prossimi mesi



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Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto anti-assenteismo che stabilisce la sospensione in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni nei confronti dei dipendenti pubblici colti in flagrante nell’atto delle false timbrature, giunge la prima proroga ufficiale per quello che riguarda il calendario di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione targata Marianna Madia (e Governo Renzi). Lo slittamento contribuisce ad allungare da 12 a 18 mesi i tempi a disposizione della compagine governativa, differendo conseguentemente la scadenza a metà febbraio 2017. Ma attenzione: questo spostamento riguarda soltanto uno dei capitoli della delega, ovverosia quello vergato all’articolo 8 che prospetta il riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e degli enti pubblici non economici.

 

Dipendenti pubblici: cambia la disciplina?

 

Dipendenti PAPotrebbe avere ripercussioni particolari tale differimento per quello che riguarda le nuove regole che informeranno la disciplina del Pubblici Impiego nel nostro Paese? Teoricamente nulla dovrebbe cambiare nel complessivo disegno di riforma. Quello che è certo è che a livello regolamentare molte cose cambieranno, con il Governo che ha certamente deciso di dare un segnale forte (ed anche simbolico) con il decreto contro i “furbetti del cartellino” appena reso esecutivo.
La proroga è giunta mediante un emendamento del relatore alla legge di conversione del decreto di proroga delle missioni internazionali, che la scorsa settimana ha ottenuto il via libera delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, approdando in Aula per la discussione generale.

 

Decreto Enti Locali verso la conversione

 

La proroga avrebbe potuto essere concessa anche mediante un altro meccanismo legislativo: la conversione in legge del cosiddetto Decreto Enti Locali, che tuttavia deve ancora entrare nel vivo dell’iter. Il Decreto Enti Locali contiene al suo interno tante novità per le Amministrazioni locali ed anche per coloro che in esse sono impiegati. Il decreto dovrà essere entro la fine di luglio essere convertito on legge: al suo interno una serie di misure che dovranno condurre ad un miglioramento per le casse degli Enti locali. Ma quale effetto concreto ci si auspica si produca nei confronti di coloro che lavorano presso la Pubblica Amministrazione locale? Tra le misure presenti nel testo (in potenziale via di miglioramento e sviluppo nel procedimento di conversione) emerge la volontà di accompagnare il risanamento dei comuni in difficoltà aggiornando le norme su dissesto e predissesto, ottimizzando anche un pacchetto di norme per i Comuni minor dimensione e per le Città metropolitane ed alcuni interventi urgenti per garantire i servizi e le relative risorse umane. Tali obiettivi dovrebbero essere specificati nel testo finale, complice un possibile percorso di emendamento suggerito proprio negli scorsi giorni dall’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani).

 

Un 2017 migliore per i dipendenti pubblici?

 

Non va in tale direzione dimenticato che in questo momento la situazione finanziaria degli Enti Locali (in particolare Comuni e Città metropolitane) sconta gli effetti derivanti dalle precedenti manovre “lacrime e sangue”, emergendo a fatica dai continui cambiamenti normativi delle norme finanziarie, ordinamentali e contabili e dalla molteplicità di vincoli e obblighi che gravano sulla organizzazione degli stessi Enti. Una situazione di difficoltà di cui si auspica il superamento anche grazie a questi strumenti legislativi, anche alla luce di una Legge di Stabilità (quella del 2016, approvata nello scorso dicembre) per la prima volta non punitiva con le Amministrazioni locali.

 

Roberta Buscherini

 

 

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