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gio, gen 15, 2015  Marco Brezza
Ferie infermieri dipendenti pubblici: tutto quello che c’è da sapere
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La disciplina del riposo settimanale e delle ferie per ciò che riguarda gli infermieri impiegati presso strutture pubbliche possiede in via generale i caratteri complessivi che fanno solitamente riferimento all’impiego pubblico. Andiamo ad analizzarli attraverso una scansione specifica in maniera tale da fornire una sorta di piccola guida per l’infermiere che lavora nel settore pubblico.

 

Ferie infermieri

 

Infermieri strutture pubbliche: il riposo settimanale

 

Partendo dal riposo settimanale va innanzitutto detto che l’infermiere ha diritto a un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, da cumulare con le ore di riposo giornaliero. Di norma tale intervallo coincide con la domenica. Chiaramente non esiste un obbligo assoluto a quest’ultimo riguardo: il giorno di riposo settimanale può infatti non coincidere con la domenica nel caso in cui il personale sia addetto ad attività e servizi di pubblica utilità. I contratti collettivi di categoria possono stabilire previsioni differenti a condizione che agli infermieri vengano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo oppure, in circostanze eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per motivi oggettivi (a pattpo però che agli infermieri interessati sia accordata una protezione appropriata). Il lavoratore deve usufruire di 52 o 104 riposi: pertanto 1 o 2 ogni 7 giorni, a seconda che l’orario di lavoro sia suddiviso sui 5 o 6 giorni lavorativi settimanali. Una postilla importante è la seguente: il riposo settimanale è irrinunciabile né monetizzabile.

 

La disciplina delle ferie nelle strutture pubbliche

 

L’infermiere impiegato presso strutture sanitarie pubbliche ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite che non può essere inferiore a 4 settimane. Ovviamente il contratto collettivo nazionale prevede condizioni di miglior favore riconoscendo al lavoratore il diritto a 32 giorni lavorativi di ferie. Per quanto riguarda gli infermieri neo-assunti, con specifico riferimento al primo triennio di servizio, i giorni di ferie ammontano a 30 giorni complessivi. Elemento non secondario della disciplina delle ferie è il seguente: tale periodo non può essere sostituito dall’indennità per ferie non godute. Pertanto esattamente come per il riposo settimanale, le ferie non sono “monetizzabili”. L’indennità invece spetta soltanto nel caso in cui il rapporto di lavoro addiviene a risoluzione.

 

Le ferie, un diritto del lavoratore

 

Le ferie si configurano senza dubbio alcuno all’interno dello strutturato novero dei diritti e dei doveri che fanno capo alla professione dell’infermiere. Ma cosa accade se alla cessazione del rapporto di lavoro le ferie spettanti non siano state fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dipendente? In tal caso di dovrà procedere al pagamento sostitutivo delle medesime da parte dell’ente. In ultima istanza va inoltre detto che le ferie si configurano a tutti gli effetti alla stregua di un diritto irrinunciabile e non sono (come affermato in precedenza) monetizzabili. Queste devono essere fruite nel corso di ciascun anno solare tenendo conto da una parte delle richieste e delle necessità personali del dipendente e dall’altra ponendole in piena compatibilità con le oggettive esigenze di servizio. Qualora per specifiche ed indifferibili esigenze le ferie non siano state concesse all’interno dell’anno in questione allora queste ultime dovranno essere assolutamente concesse nel primo semestre dell’anno successivo.

 

Fonte: ipasvimi.it

 

Marco Brezza

 

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