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Esercito Italiano. Ieri E Oggi In Prima Linea



Esercito Italiano. Ieri E Oggi In Prima Linea
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Avere la possibilità di assistere allo svolgimento di azioni complesse come quella di oggi rende maggiormente consapevoli dell’impegno e dei sacrifici dei nostri soldati che si approntano per intervenire in teatri complicati”. Così il sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice  Roberta Pinotti accompagnata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano ha commentato la sua visita presso i reparti della Brigata Folgore a Livorno, durante la quale ha potuto assistere all’addestramento dei reparti paracadutisti, degli incursori del 9° Reggimento Col Moschin e dei distaccamenti del 185° Reggimento.

 

militari a Lampedusa

Prezioso il contributo dell’esercito italiano a Lampedusa.

Questa visita è stata prontamente sfruttata dal generale Graziano per ricordare alle istituzioni come sia importante l’aumento della disponibilità economica che si traduce in mezzi, materiali, aree addestrative e munizionamento.

 

Siete una realtà proiettata al futuro con un importante passato che vi da la forza per conseguire i vostri obbiettivi” conclude la senatrice. E mai parole furono più vere di queste: un importante passato per raggiungere obiettivi futuri, lavorando nel presente.

Come a Lampedusa ad esempio, dove il recupero dei cadaveri e l’assistenza ai sopravvissuti si è trasformata in una vera e propria gara di solidarietà tra le forze armate e le forze dell’ordine. Tutte impiegate nell’assistenza a coloro che sono rimasti coinvolti in questa tragedia del mare che ha mietuto centinaia di vittime. Per colpa delle istituzioni. Italiane. Europee. Poco importa. Sempre istituzioni. Le stesse che ringraziano, onorano e tagliano risorse all’esercito, in nome di un sacrificio comune che riguarda però soltanto noi cittadini, mai la classe dirigente.

 

esercito italiano al Vajont

Ma questo è un film già visto e ce lo ricorda la storia. Era il 9 ottobre del 1963 quando un’enorme massa di roccia, con un volume di 260 milioni di metri cubi, si stacca dal versante settentrionale di monte Toc, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia e piomba rapidamente nel sottostante bacino idroelettrico artificiale che raccoglie le acque del torrente Vajont, provocando un’onda alta oltre 100 metri mietendo oltre 2000 vittime. Anche in quel caso, anche in quella tragedia il nostro esercito era lì. Tra i primi soccorritori giunse la brigata alpina “Cadore” insieme agli alpini del 7° Reggimento.

 

E allora basta stupirsi e ringraziare il nostro esercito! I militari ci sono indispensabili da decine di anni e non hanno bisogno di ringraziamenti. Hanno bisogno di assistenza e tutela dall’amministrazione statale. Di questo hanno bisogno di nostri uomini in divisa.

 

 

Fonte: grnet / esercito.difesa /new.panorama

 

 

Valentina Stipa

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