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Esercito Italiano Tra Vittorie E Sconfitte



Esercito Italiano Tra Vittorie E Sconfitte
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L’esercito italiano ha trionfato alla Coppa del Mondo 2013 a Locarno, in Svizzera conquistando una medaglia d’argento nella classifica a squadre nel trofeo “day and night” con  Maggiore paracadutista dell’Esercito Paolo Filippini e il secondo posto nella classifica generale di coppa del Mondo gareggiando con 76 squadre provenienti da 24 nazioni diversi. La sezione paracadutismo del Centro Sportivo Esercito, che fa parte della Brigata Paracadutisti “Folgore” è stata proclamata campione del mondo individuale e a squadre nelle competizioni in ambito civile e militare, nelle discipline della precisione in atterraggio e dello stile.

 

Vincitori esercito svizzera

Ecco i vincitori

Un traguardo molto importante che ha avuto poco risalto sui medi. In compenso ampio spazio alla crisi di governo che pare risolta e ai tagli sconsiderati delle istituzioni verso il comparto sicurezza. Ma c’è un altro fatto che riguarda l’esercito italiano che non ha trovato spazio nei media nonostante la sua importanza davvero epocale.

 

Lo scorso 30 settembre scadeva la partecipazione delle forze armate italiane alla missione ISAF in Afghanistan, nata a seguito della risoluzione Onu 1386 del 20 dicembre 2001, poiché la proroga che era in programma è saltata, non è stata portata a buon fine. Quindi ad oggi le nostre truppe operano in Afghanistan dove spendiamo 1,6 milioni di euro al giorno, e in tutte le altre missioni internazionali, senza nessuna autorizzazione legale e politica, e questa situazione paradossale è diretta conseguenza della mancanza di una legge-quadro sulle missioni.

 

Certo che con gli avvenimento delle ultime ore, la priorità del governo non potrà essere la proroga alle missioni. Non si può negare però che in passato con anche una certa leggerezza è stato portato avanti l’acquisto dei famigerati F35. Ma questa è un’altra storia

 

esercito Afghanistan

L’esercito Italiano all’estero è ancora un fiore all’occhiello.

E ora la situazione qual è? Sempre drammatica, blocchi stipendiali, fermi delle carriere, tagli al personale e ai mezzi…non esiste un corpo più colpito degli altri, ma tutti i settori del comparto sicurezza stanno vivendo un drammatico momento di carattere professionale. A partire dalla polizia penitenziaria, che spesso più di altre fa notizie.

È di questa mattina la lettera di Donato Capece, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE indirizzata al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri nella quale vengono denunciate “una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico a Catania di 80 unità, non retribuiti degnamente, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi. E si pensi che la maggior parte dei 900 detenuti dei penitenziari catanesi sono di media e alta pericolosità, in prevalenza appartenenti alle ben note consorterie criminali etnee, e che nell’ultimo anno sono stati circa 9.000 i detenuti tradotti con un impiego complessivo di circa 16mila poliziotti”.

 

Niente di nuovo sotto il sole. Sempre la stessa drammatica e infinita storia, che su piani diversi e in diversi ambiti si ripete inesorabilmente da mesi, anni ormai a alla quale non sembra corrispondere una fine. Ma intanto…complimenti ai nostri atleti dell’esercito italiano!

 

 

Fonte: grnet / ilnuovogiornaledeimilitari / bosco.eldi

 

Valentina Stipa

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